parla pozzecco
«Felice per Justin, aveva davvero bisogno di 20’ senza pensieri»
OLBIA. «Ci sono delle cose nella vita che contano più di fare 20 punti e giocare bene a pallacanestro, ma Justin in questo momento della sua vita aveva bisogno di una partita così». A fine gara coach...
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OLBIA. «Ci sono delle cose nella vita che contano più di fare 20 punti e giocare bene a pallacanestro, ma Justin in questo momento della sua vita aveva bisogno di una partita così». A fine gara coach Pozzecco mette davanti a tutto l’ottimo impatto avuto dall’ala americana.
«Ho parlato con lui due giorni fa – racconta il coach –, è stata una discussione estremamente emotiva da parte sua e mi ha coinvolto, e siamo arrivati alla conclusione che per lui sarebbe molto più semplice tornare a casa, vivere in mezzo ai suoi amici con sua sorella e stare in una sorta di comfort zone invece di continuare a combattere: è rimasto un po’ di tempo da solo, si sono accavallate diverse situazioni alle tragedia che ha vissuto che ne hanno complicato l’inserimento. Ha avuto più tempo per riflettere a quello che gli stava accadendo: in questo momento secondo me ha bisogno di buttarsi in qualcosa che gli dia la possibilità di pensare ad altro. Ne abbiamo parlato venerdì animatamente e affettuosamente e sono molto contendo che la Dinamo, i suoi compagni e lo staff abbiano avuto la sensibilità di anteporre la pallacanestro a un problema umano. Siamo molto contenti che abbia passato 20’ spensierati sul campo».
«Ho parlato con lui due giorni fa – racconta il coach –, è stata una discussione estremamente emotiva da parte sua e mi ha coinvolto, e siamo arrivati alla conclusione che per lui sarebbe molto più semplice tornare a casa, vivere in mezzo ai suoi amici con sua sorella e stare in una sorta di comfort zone invece di continuare a combattere: è rimasto un po’ di tempo da solo, si sono accavallate diverse situazioni alle tragedia che ha vissuto che ne hanno complicato l’inserimento. Ha avuto più tempo per riflettere a quello che gli stava accadendo: in questo momento secondo me ha bisogno di buttarsi in qualcosa che gli dia la possibilità di pensare ad altro. Ne abbiamo parlato venerdì animatamente e affettuosamente e sono molto contendo che la Dinamo, i suoi compagni e lo staff abbiano avuto la sensibilità di anteporre la pallacanestro a un problema umano. Siamo molto contenti che abbia passato 20’ spensierati sul campo».
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