L’Olbia non schioda: zero punti, sul fondo E scatta l’allarme
di Paolo Ardovino
Terza partita e terza sconfitta, la Pro Patria passa al Nespoli I bianchi fanno la gara ma sono improduttivi. E pagano
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Quando si tirano in ballo i numeri è per incensare o condannare il cammino di una squadra. Purtroppo per l'Olbia, i zero punti e i sei gol subiti in tre partite sono già più d'un campanello d'allarme. Se è vero, poi, che ogni partita è una storia a sé, anche questa sconfitta ha poco o nulla in comune con le altre due.
La trama dei novanta minuti dice di una gara equilibrata. Il paradosso è che se sono stati i bianchi a tenere per lungo tempo le redini in mano, è stata la Pro Patria a impegnare maggiormente il portiere e a trovare il gol decisivo con il sempreverde Le Noci. Una rete sporca, un po' voluta e un po' trovata per caso, ma decisiva. Che vale la prima vittoria per la squadra ospite, e il terzo ko per i galluresi.
Qualche cambio nell'undici iniziale, si rivede Giandonato a guidare il centrocampo, Pitzalis sulla fascia, Udoh in avanti al fianco di Cocco. Pochi palloni convincenti arrivano verso i terminali offensivi (il più pericoloso della partita si rivela essere Pennington) che rimangono imbrigliati tra le maglie avversarie. Nell'Olbia attuale c'è un grande “ma”: sulla costruzione di gioco i bianchi ci sono, è la finalizzazione che manca.
Nella ripresa l'allenatore prova a cambiare pelle alla squadra, mette dentro l'ultimo arrivato Ladinetti, Biancu, Gagliano, Doratiotto, Marigosu, ma l'impatto è poco incisivo. La beffa è una rete subita in un momento di gioco dove, comunque, i galluresi sembravano avere il controllo della situazione.
Le azioni da ricordare si contano sulle dita di una mano, la partita è maschia, le otto ammonizioni lo confermano. Nella prima frazione è Latte Lath a impegnare due volte Tornaghi, sul finale. Il primo squillo della ripresa è di Giandonato: tiro teso dalla distanza, di pochissimo a lato. Ogni volta che Emerson va su punizione il pubblico trattiene un po' il respiro, e in effetti al 57' dai 25 metri costringe il portiere avversario a distendersi sul suo primo palo. Poi torna ad affacciarsi la Pro Patria, al 70' Altare salva praticamente sulla linea sugli sviluppi di un corner, cinque minuti dopo Le Noci ci prova a giro dal limite, niente da fare per poco. Altri due giri d'orologio e sempre il centravanti è stavolta letale su tap-in ravvicinato dopo un tiro ribattuto. Triplice fischio. Tra tre giorni un'altra chance per riprovarci.
La trama dei novanta minuti dice di una gara equilibrata. Il paradosso è che se sono stati i bianchi a tenere per lungo tempo le redini in mano, è stata la Pro Patria a impegnare maggiormente il portiere e a trovare il gol decisivo con il sempreverde Le Noci. Una rete sporca, un po' voluta e un po' trovata per caso, ma decisiva. Che vale la prima vittoria per la squadra ospite, e il terzo ko per i galluresi.
Qualche cambio nell'undici iniziale, si rivede Giandonato a guidare il centrocampo, Pitzalis sulla fascia, Udoh in avanti al fianco di Cocco. Pochi palloni convincenti arrivano verso i terminali offensivi (il più pericoloso della partita si rivela essere Pennington) che rimangono imbrigliati tra le maglie avversarie. Nell'Olbia attuale c'è un grande “ma”: sulla costruzione di gioco i bianchi ci sono, è la finalizzazione che manca.
Nella ripresa l'allenatore prova a cambiare pelle alla squadra, mette dentro l'ultimo arrivato Ladinetti, Biancu, Gagliano, Doratiotto, Marigosu, ma l'impatto è poco incisivo. La beffa è una rete subita in un momento di gioco dove, comunque, i galluresi sembravano avere il controllo della situazione.
Le azioni da ricordare si contano sulle dita di una mano, la partita è maschia, le otto ammonizioni lo confermano. Nella prima frazione è Latte Lath a impegnare due volte Tornaghi, sul finale. Il primo squillo della ripresa è di Giandonato: tiro teso dalla distanza, di pochissimo a lato. Ogni volta che Emerson va su punizione il pubblico trattiene un po' il respiro, e in effetti al 57' dai 25 metri costringe il portiere avversario a distendersi sul suo primo palo. Poi torna ad affacciarsi la Pro Patria, al 70' Altare salva praticamente sulla linea sugli sviluppi di un corner, cinque minuti dopo Le Noci ci prova a giro dal limite, niente da fare per poco. Altri due giri d'orologio e sempre il centravanti è stavolta letale su tap-in ravvicinato dopo un tiro ribattuto. Triplice fischio. Tra tre giorni un'altra chance per riprovarci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google