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Poz: «La vera Dinamo ancora non c’è»

di Andrea Sini
Poz: «La vera Dinamo ancora non c’è»

Basket, il coach biancoblù: «A Roma saremo ancora senza Tillman, ma voglio rivedere la nostra solidità mentale»

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SASSARI. «Sono ancora qui a chiedere un po’ di pazienza, la vera Dinamo non si può ancora assaporare. Dobbiamo ritrovare semplicemente quella solidità mentale che ci ha accompagnato sempre in quest’ultimo anno e mezzo». Gianmarco Pozzecco si sforza di sorridere ma in vista della trasferta in casa della Virtus Roma (palla a due domani alle 16,30), il buonumore è tutto da conquistare.

Tillman ancora out. Innanzitutto neanche stavolta i sassaresi saranno al completo. «Abbiamo una difficoltà oggettiva: Justin Tillman non giocherà nemmeno domani – dice il coach del Banco – perché non è ancora guarito dal problema alla spalle. Abbiamo costruito una squadra con una rotazione di lunghi a tre, Gandini ci sta dando una grande mano e Treier potrà esserci utile, ma ci manca un pezzo importante. Vogliamo andare dentro ed essere forti sotto canestro, è un’opportunità che ci manca. Ce la faremo lo stesso ma non possiamo fare finta di niente. Speravamo in tempi più brevi, invece dovremo fare ancora fatica. Sono ancora qui a chiedere un po’ di pazienza, la vera Dinamo non si può ancora assaporare».

Un clima surreale. «Incontro gente per strada – racconta Pozzecco –, mi dicono che mi vogliono vedere col sorriso. Ma l’entusiasmo e la positività che riesco a emanare quando sono felice sono diverse da quello che trasmetto oggi. Non trasmetto positività quando sono incazzato. Non ha senso venire al palazzo in questo modo, non ha lo stesso significato che aveva in condizioni normali. La situazione generale della pallacanestro è drammatica. La Dinamo è una società solida e molto ben organizzata, che non fa passi più lunghi della gamba. Ma non possiamo pensare di giocare contro noi stessi, questo mondo sta in piedi se stiamo in piedi tutti e non solo la Dinamo. Ripeto, la nostra struttura societaria emana grande serenità in un periodo in cui in giro ce n’è poca».

Verso Roma. «Le 7 partite in 14 giorni giocate con 7 uomini in Supercoppa ci stanno presentando un po’ il conto sul piano della lucidità. Contro Trieste – spiega il coach biancoblù – abbiamo solo tirato da tre punti e giocato con pick&roll, non è scelta redditizia e abbassa il nostro livello di efficienza. Se giochiamo la nostra pallacanestro, spostiamo il campo su altre competenze in cui gli altri sono meno preparati. Sono contento di andare a Roma, andremo carichi e pronti. Dobbiamo impegnarci per migliorare ritrovando la forza mentale avuta a Cagliari e in determinati momenti a Olbia e Bologna. Anche la Virtus è un cantiere aperto, hanno il talento per giocare un ottimo basket e Piero Bucchi è un grandissimo allenatore».

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