Trasferta incubo per l’Under 21 in Islanda
Tre i positivi e partita rinviata. Il caso Juve-Napoli, il governatore della Campania contro Agnelli: «Ha detto parole penose»
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ROMA. Incubo Covid in Islanda. Lo ha vissuto l'Under 21 azzurra, volata a Reykjavík giovedì sera dopo i due contagi che l'avevano bloccata a Tirrenia, e costretta al rientro senza giocare dopo altre due positività più una nello staff riscontrate dalle autorità sanitarie islandesi, che hanno messo in quarantena gli azzurri: i contagiati dovranno ritardare il rientro, forse a oggi. I nuovi casi avranno ripercussioni sul campionato, visto che uno è il rossonero Gabbia che allunga la lista di milanisti-interisti positivi: oggi sul versante nerazzurro positivo anche il portiere Radu. A confortare il Milan c'è l'annuncio di Ibrahimovic: «Sono guarito, quarantena finita: torno per voi». Un segnale positivo, in giorni difficili.
Non mancano infatti le polemiche, anche dopo il caso Under 21. «Regole diverse, casi non sovrapponibili: ma è evidente che se interviene un'autorità superiore, non si può giocare», dice Mattia Grassani, legale del Napoli nel caso della partita non giocata con la Juve. Meno diplomatico il governatore della Campania, De Luca: «Il protocollo Figc non conta nulla, a fronte delle regole sanitarie». Intanto, la Lega A ha riunito in videoconferenza i medici dei club, i quali hanno iniziato «a elaborare e ipotizzare possibili integrazioni al protocollo volte a un perfezionamento dello stesso».
Nel caso degli azzurrini di Nicolato, che alle 17.30 avrebbe dovuto giocare una delicata sfida per la qualificazione all'Europeo, ad esser scavalcato è stato in verità il protocollo Uefa: per la confederazione di Nyon bastano 13 calciatori disponibili e si gioca, gli azzurrini avevano solo 4 indisponibili, ma di fronte al tampone effettuato all'aeroporto di Reykjavík sono intervenute le autorità sanitarie islandesi. Niente partita, quarantena, e l'Uefa ha disposto il rinvio a data da destinarsi. Che i protocolli, non solo quelli italiani, scricchiolino di fronte all'avanzare dei contagi d'altra parte lo ha dimostrato il clamoroso caso di Scozia-Inghilterra U.19: la partita è stata sospesa sul 3-1, quando è arrivata la notizia della positività del tecnico scozzese. La delegazione della Figc ha dovuto organizzare in fretta e furia il rientro, su due aerei distinti: il grosso del gruppo in un charter in serata per Pisa, da dove gli azzurrini si trasferiranno a Tirrenia per un nuovo giro di tamponi, i positivi con un volo a parte.
Intanto, infuria la polemica su Juve-Napoli. Il giudice sportivo è slittato alla settimana prossima, ma ci pensa il governatore della Campania, De Luca, a riaccendere il fuoco: «Da Agnelli parole penose», la sua accusa. «E il protocollo Figc non vale nulla, a fronte delle regole della sanità. I calciatori sono cittadini come gli altri». Non più tardi di giovedì il presidente della Figc, Gravina, aveva ricordato che il protocollo era stato approvato dal Cts con un percorso condiviso con Spadafora e Speranza.
Non mancano infatti le polemiche, anche dopo il caso Under 21. «Regole diverse, casi non sovrapponibili: ma è evidente che se interviene un'autorità superiore, non si può giocare», dice Mattia Grassani, legale del Napoli nel caso della partita non giocata con la Juve. Meno diplomatico il governatore della Campania, De Luca: «Il protocollo Figc non conta nulla, a fronte delle regole sanitarie». Intanto, la Lega A ha riunito in videoconferenza i medici dei club, i quali hanno iniziato «a elaborare e ipotizzare possibili integrazioni al protocollo volte a un perfezionamento dello stesso».
Nel caso degli azzurrini di Nicolato, che alle 17.30 avrebbe dovuto giocare una delicata sfida per la qualificazione all'Europeo, ad esser scavalcato è stato in verità il protocollo Uefa: per la confederazione di Nyon bastano 13 calciatori disponibili e si gioca, gli azzurrini avevano solo 4 indisponibili, ma di fronte al tampone effettuato all'aeroporto di Reykjavík sono intervenute le autorità sanitarie islandesi. Niente partita, quarantena, e l'Uefa ha disposto il rinvio a data da destinarsi. Che i protocolli, non solo quelli italiani, scricchiolino di fronte all'avanzare dei contagi d'altra parte lo ha dimostrato il clamoroso caso di Scozia-Inghilterra U.19: la partita è stata sospesa sul 3-1, quando è arrivata la notizia della positività del tecnico scozzese. La delegazione della Figc ha dovuto organizzare in fretta e furia il rientro, su due aerei distinti: il grosso del gruppo in un charter in serata per Pisa, da dove gli azzurrini si trasferiranno a Tirrenia per un nuovo giro di tamponi, i positivi con un volo a parte.
Intanto, infuria la polemica su Juve-Napoli. Il giudice sportivo è slittato alla settimana prossima, ma ci pensa il governatore della Campania, De Luca, a riaccendere il fuoco: «Da Agnelli parole penose», la sua accusa. «E il protocollo Figc non vale nulla, a fronte delle regole della sanità. I calciatori sono cittadini come gli altri». Non più tardi di giovedì il presidente della Figc, Gravina, aveva ricordato che il protocollo era stato approvato dal Cts con un percorso condiviso con Spadafora e Speranza.
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