La Dinamo non regala nulla Virtus Roma spazzata via
di Andrea Sini
Riscatto immediato dopo il ko interno di una settimana fa contro l’Allianz Trieste Capitolini in emergenza, al PalaEur i sassaresi controllano il match dall’inizio alla fine
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Nessun tentennamento, nessun passo indietro. Dimenticare Trieste era l’imperativo e la Dinamo ha tenuto fede all’impegno: i biancoblù di Gianmarco Pozzecco passano a vele spiegate al PalaEur, travolgendo una Virtus Roma già in difficoltà per l’assenza di due americani, Evans e Bean, e ulteriormente “zavorrata” per gli infortuni capitati in avvio di secondo tempo prima a Robinson e poi a Hunt.
Missione compiuta. Ma la Dinamo, ancora priva di Justin Tillman, doveva vincere e vittoria è stata, larga e convincente, 72-92 al termine di una gara presa in mano quasi immediatamente: giusto il tempo di lasciare sfogare il giallorosso Wilson, autore di 8 punti consecutivi, poi Spissu e compagni hanno piazzato un break di 16-2 che ha dato un indirizzo preciso al match. Doppiati i padroni di casa già poco oltre metà del secondo quarto (18-37), i biancoblù hanno poi gestito senza particolari problemi un margine di vantaggio che ha oscillato costantemente intorno ai 20 punti.
La panchina c’è. In una gara complicata da valutare, proprio a causa dei problemi della Virtus, in casa biancoblù sono comunque arrivati ottimi segnali dagli uomini della panchina, in particolare Treier, che hanno tenuto benissimo il campo anche quando – già nel terzo quarto – la squadra si è trovata a gestire grossi problemi di falli.
La partita. Gentile torna in quintetto, insieme a Spissu, Burnell, Bendzius e Bilan. Roma ha un Wilson esplosivo, che segna i primi 8 punti capitolini (8-5). Dall’altra, il Banco gioca tanto su Bendzius e carica subito di falli gli avversari. I sassaresi, che dominano a rimbalzo, raccolgono subito i frutti andando più volte in lunetta e, nonostante diversi errori, prendono il largo: arriva un break di 10-0 per Spissu e compagni (8-15), con Bucchi che va su tutte le furie e dopo essersi beccato un fallo tecnico chiede timeout. Pozzecco nel frattempo ha avviato le rotazioni, inserendo via via Pusica, Treier, Pusica e Kruslin: la guardia croata ha le mani caldissime e con le prime due palle toccate infila due triple. La Virtus non vede più il canestro, Hunt sbaglia quattro tiri liberi di fila e la Dinamo vola a +11, chiudendo il periodo sul 10-21.
La spallata. La Virtus si affida a Baldasso, la Dinamo ha molta più varietà e riesce ad alternare le giocate da sotto, dove Bilan domina su Cervi, alla buona circolazione che porta Pusica a colpire da fuori. A metà periodo i sassaresi sono volati via, con il tabellone fermo a 4’20” su un pesantissimo 15-32 e coach Bucchi che prova a scuotere i suoi con un altro timeout. Roma ci prova allora con la zona, ma Treier la fa a fette in penetrazione e Bendzius la pugnala da lontano per il +19 (18-37).
Niente scherzi. L’avvio di secondo tempo per Roma è un incubo: prima si fa male Robinson, poi si scaviglia anche Hunt, e nel frattempo il divario tra le due squadre è cresciuto sino a 23 punti, 25-48. Il Banco è bravo a gestire anche la reazione della squadra di Bucchi, che dà segnali di vita con tre canestri consecutivi di Cervi ma ovviamente non può cambiare l’inerzia della gara. Arriva qualche fischio arbitrale dubbio, Burnell rimedia un fallo tecnico e a tenere il Banco sul +20 sono le triple di Spissu e Treier (due volte). Bilan e Bendzius hanno già 4 falli, la panchina biancoblù si becca un tecnico e la difesa si rilassa, ma al momento giusto si accende Pusica, che firma il 39-62. Alla terza sirena la Dinamo è avanti 44-62 e dopo 4 punti di Gandini il motore rallenta ancora. Il calo fisiologico è momentaneo (51-66) e i biancoblù rispondono alla grande, con le triple di Kruslin e Spissu. Il play sassarese inventa anche un gioco da quattro punti con il 53-76 che manda in freezer la gara a 6’20” dalla fine. Il Banco rallenta, ma non regala nulla: missione compiuta.
Missione compiuta. Ma la Dinamo, ancora priva di Justin Tillman, doveva vincere e vittoria è stata, larga e convincente, 72-92 al termine di una gara presa in mano quasi immediatamente: giusto il tempo di lasciare sfogare il giallorosso Wilson, autore di 8 punti consecutivi, poi Spissu e compagni hanno piazzato un break di 16-2 che ha dato un indirizzo preciso al match. Doppiati i padroni di casa già poco oltre metà del secondo quarto (18-37), i biancoblù hanno poi gestito senza particolari problemi un margine di vantaggio che ha oscillato costantemente intorno ai 20 punti.
La panchina c’è. In una gara complicata da valutare, proprio a causa dei problemi della Virtus, in casa biancoblù sono comunque arrivati ottimi segnali dagli uomini della panchina, in particolare Treier, che hanno tenuto benissimo il campo anche quando – già nel terzo quarto – la squadra si è trovata a gestire grossi problemi di falli.
La partita. Gentile torna in quintetto, insieme a Spissu, Burnell, Bendzius e Bilan. Roma ha un Wilson esplosivo, che segna i primi 8 punti capitolini (8-5). Dall’altra, il Banco gioca tanto su Bendzius e carica subito di falli gli avversari. I sassaresi, che dominano a rimbalzo, raccolgono subito i frutti andando più volte in lunetta e, nonostante diversi errori, prendono il largo: arriva un break di 10-0 per Spissu e compagni (8-15), con Bucchi che va su tutte le furie e dopo essersi beccato un fallo tecnico chiede timeout. Pozzecco nel frattempo ha avviato le rotazioni, inserendo via via Pusica, Treier, Pusica e Kruslin: la guardia croata ha le mani caldissime e con le prime due palle toccate infila due triple. La Virtus non vede più il canestro, Hunt sbaglia quattro tiri liberi di fila e la Dinamo vola a +11, chiudendo il periodo sul 10-21.
La spallata. La Virtus si affida a Baldasso, la Dinamo ha molta più varietà e riesce ad alternare le giocate da sotto, dove Bilan domina su Cervi, alla buona circolazione che porta Pusica a colpire da fuori. A metà periodo i sassaresi sono volati via, con il tabellone fermo a 4’20” su un pesantissimo 15-32 e coach Bucchi che prova a scuotere i suoi con un altro timeout. Roma ci prova allora con la zona, ma Treier la fa a fette in penetrazione e Bendzius la pugnala da lontano per il +19 (18-37).
Niente scherzi. L’avvio di secondo tempo per Roma è un incubo: prima si fa male Robinson, poi si scaviglia anche Hunt, e nel frattempo il divario tra le due squadre è cresciuto sino a 23 punti, 25-48. Il Banco è bravo a gestire anche la reazione della squadra di Bucchi, che dà segnali di vita con tre canestri consecutivi di Cervi ma ovviamente non può cambiare l’inerzia della gara. Arriva qualche fischio arbitrale dubbio, Burnell rimedia un fallo tecnico e a tenere il Banco sul +20 sono le triple di Spissu e Treier (due volte). Bilan e Bendzius hanno già 4 falli, la panchina biancoblù si becca un tecnico e la difesa si rilassa, ma al momento giusto si accende Pusica, che firma il 39-62. Alla terza sirena la Dinamo è avanti 44-62 e dopo 4 punti di Gandini il motore rallenta ancora. Il calo fisiologico è momentaneo (51-66) e i biancoblù rispondono alla grande, con le triple di Kruslin e Spissu. Il play sassarese inventa anche un gioco da quattro punti con il 53-76 che manda in freezer la gara a 6’20” dalla fine. Il Banco rallenta, ma non regala nulla: missione compiuta.
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