La Dinamo non molla mai Spissu abbatte la Fortitudo
di Andrea Sini
Bellissima vittoria in rimonta per i biancoblù, che a 4’ dalla fine erano sotto di 7 punti Match equilibrato e altalenante, il play sassarese rompe gli equilibri nel finale
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Col cuore, con il coraggio, con la follia e anche con un pizzico di fortuna. La Dinamo ci mette tutto quello che può per provare a battere la Fortitudo Bologna di Meo Sacchetti e alla fine i conti tornano. Davanti a pochi (ma esaltatissimi) intimi, e ancora senza Stefano Gentile, i sassaresi la spuntano per 89-86 dopo essersi trovati con le spalle al muro, sotto di 7 (72-79) a 4 minuti dalla fine. Sino a quel momento gli ospiti avevano capitalizzato nel migliore dei modi il break d 13-2 piazzato a cavallo degli ultimi due periodi, costruito con un’ottima difesa e con le triple di un Adrian Banks fiammeggiante. Poi la freddezza di Spissu dalla sirena e la “preghiera” di Mancinelli mandata sul ferro sulla sirena.
Il momento clou. Quattro minuti di pura follia hanno deciso la sfida. Tra il 36’ e il 40’ è successo davvero di tutto, tra falli tecnici e antisportivi, schiacciate, errori e prodezze varie. Con Marco Spissu nei panni del condottiero dalla faccia pitturata di bianco e di blu tipo Braveheart, capace di spaccare la partita con la sua “tìrria” e le sue giocate. C’è un momento nel quale l’inerzia si è invertita, e c’è un momento che ha deciso la partita: e sono rispettivamente il cost to coast del play sassarese, che con uno sprint degno di Filippo Tortu ha fatto canestro e subito fallo per il 78-80; e poi il rimbalzo offensivo conquistato da Bilan a 20” dalla fine, sull’85-84.
Un ottimo avvio. Il primo quarto è di puro stampo sacchettiano, con tante triple e tanti punti mandati a referto. Prima dalla Dinamo, subito in fuga grazie a Burnell e Bendzius (10-2, poi 20-14), poi dai fortitudini, capaci di mettere subito la freccia con un break di 9-0 (20-23), prima del 25-23 della prima sirena. Poz ruota nove uomini, compreso Justin Tillman, che ha un buonissimo impatto sulla gara. Si vede in campo un o quintetto insolito, con Pusica, Devecchi, Burnell, Treier e Tillman, e l’idea non è niente male (29-25 al 13’).
Le prime difficoltà. Il timeout di Sacchetti ravviva la Effe, che difende bene e inizia a non far vedere più il canestro al Banco. Le palle perse diventano un po’ troppe, Fletcher colpisce da lontano e poi va a schiacciare per il 34-39 a 2’30” da metà gara. Poz ci prova con la coppia Tillman-Bilan, ma Bologna ha più brio arriva all’intervallo sul +5, 38-43.
In altalena. La Dinamo esce dagli spogliatoi carica a palla: la difesa non concede nulla, Kruslin, Spissu e Bilan confezionano un break di 8-0 per il 46-43. Prove di fuga? Aradori e Banks non sono d’accordo e con le loro triple tengono viva la Fortitudo. Dall’altra parte si sbloccano finalmente Bilan e Bendzius e il punteggio è un’altalena: 46-49, 50-49, 53-55, 58-55. La quarta tripla di fila di Banks mette le ali ai piedi della Effe, che accelera e chiude il periodo sul +8, 60-68, grazie a un break di 2-13.
All’inferno e ritorno. La Dinamo ci mette il cuore ma anche tante sbavature, la Fortitudo risponde colpo su colpo e sembra essere in gradi di gestire alla grande la situazione. La triple di Aradori sull’ennesima disattenzione a rimbalzo (68-75 a 6’40” da fine gara) sembra tagliare le gambe dei sassaresi, che due minuti più tardi sono ancora a -7, con Banks che beffa Spissu a rimbalzo e appoggia il canestro del 72-79, mostrando i muscoli. Servirebbe un break, e l’invenzione è di Spissu, che oltre i muscoli tira fuori gli attributi: rimbalzo, coast to coast e gioco da 3 punti per il -2 (77-79) a 3’23”. Il motore riparte a tutta, i 200 fortunati sugli spalti ruggiscono e sulla tripla di Mancinelli finita sul ferro, sulla sirena, anche i cartonati volano in aria. Che gran finale, che bella vittoria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il momento clou. Quattro minuti di pura follia hanno deciso la sfida. Tra il 36’ e il 40’ è successo davvero di tutto, tra falli tecnici e antisportivi, schiacciate, errori e prodezze varie. Con Marco Spissu nei panni del condottiero dalla faccia pitturata di bianco e di blu tipo Braveheart, capace di spaccare la partita con la sua “tìrria” e le sue giocate. C’è un momento nel quale l’inerzia si è invertita, e c’è un momento che ha deciso la partita: e sono rispettivamente il cost to coast del play sassarese, che con uno sprint degno di Filippo Tortu ha fatto canestro e subito fallo per il 78-80; e poi il rimbalzo offensivo conquistato da Bilan a 20” dalla fine, sull’85-84.
Un ottimo avvio. Il primo quarto è di puro stampo sacchettiano, con tante triple e tanti punti mandati a referto. Prima dalla Dinamo, subito in fuga grazie a Burnell e Bendzius (10-2, poi 20-14), poi dai fortitudini, capaci di mettere subito la freccia con un break di 9-0 (20-23), prima del 25-23 della prima sirena. Poz ruota nove uomini, compreso Justin Tillman, che ha un buonissimo impatto sulla gara. Si vede in campo un o quintetto insolito, con Pusica, Devecchi, Burnell, Treier e Tillman, e l’idea non è niente male (29-25 al 13’).
Le prime difficoltà. Il timeout di Sacchetti ravviva la Effe, che difende bene e inizia a non far vedere più il canestro al Banco. Le palle perse diventano un po’ troppe, Fletcher colpisce da lontano e poi va a schiacciare per il 34-39 a 2’30” da metà gara. Poz ci prova con la coppia Tillman-Bilan, ma Bologna ha più brio arriva all’intervallo sul +5, 38-43.
In altalena. La Dinamo esce dagli spogliatoi carica a palla: la difesa non concede nulla, Kruslin, Spissu e Bilan confezionano un break di 8-0 per il 46-43. Prove di fuga? Aradori e Banks non sono d’accordo e con le loro triple tengono viva la Fortitudo. Dall’altra parte si sbloccano finalmente Bilan e Bendzius e il punteggio è un’altalena: 46-49, 50-49, 53-55, 58-55. La quarta tripla di fila di Banks mette le ali ai piedi della Effe, che accelera e chiude il periodo sul +8, 60-68, grazie a un break di 2-13.
All’inferno e ritorno. La Dinamo ci mette il cuore ma anche tante sbavature, la Fortitudo risponde colpo su colpo e sembra essere in gradi di gestire alla grande la situazione. La triple di Aradori sull’ennesima disattenzione a rimbalzo (68-75 a 6’40” da fine gara) sembra tagliare le gambe dei sassaresi, che due minuti più tardi sono ancora a -7, con Banks che beffa Spissu a rimbalzo e appoggia il canestro del 72-79, mostrando i muscoli. Servirebbe un break, e l’invenzione è di Spissu, che oltre i muscoli tira fuori gli attributi: rimbalzo, coast to coast e gioco da 3 punti per il -2 (77-79) a 3’23”. Il motore riparte a tutta, i 200 fortunati sugli spalti ruggiscono e sulla tripla di Mancinelli finita sul ferro, sulla sirena, anche i cartonati volano in aria. Che gran finale, che bella vittoria.
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