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Allai, Sorgono e Nulese abbandonano la Seconda

Allai, Sorgono e Nulese abbandonano la Seconda

SASSARI. Nonostante il calcio dilettantistico non sia stato colpito dall’ultimo Dpcm (le nuove limitazioni riguardano infatti solo lo sport di base) il movimento sardo è in difficoltà. Lo dimostrano...

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SASSARI. Nonostante il calcio dilettantistico non sia stato colpito dall’ultimo Dpcm (le nuove limitazioni riguardano infatti solo lo sport di base) il movimento sardo è in difficoltà. Lo dimostrano due sintomi: il continuo aumento delle partite da recuperare a causa del Covid (ora sono una trentina in tutto) e l’abbandono delle gare da parte di tre squadre di Seconda categoria, ad appena due settimane dall’inizio del campionato, ma su 108 squadre iscritte.

La prima a dare forfait è stata la Polisportiva Allai che ha addirittura chiesto alla Figc regionale di annullare il campionato. «Prima del calcio viene la salute – dice il presidente Daniel Fadda – . Nel calcio dilettantistico non ci sono le risorse per garantire il rispetto dei protocolli di sicurezza. Le 30 partite rinviate proprio a causa del Covid mi fanno pensare che le società siano mandate allo sbaraglio. Inoltre non comprendo la decisione del Governo di sospendere il campionato di Terza categoria ma non quelli di Prima e Seconda: i rischi di contrarre e diffondere l'infezione sono gli stessi». Una scelta condivisa con il Comune. «Ringrazio la Polisportiva che ha agito con senso di responsabilità, quello che è mancato nella Figc», l’accusa del sindaco Antonio Pili.

Anche la Nulese non giocherà più. «Non avevamo altra scelta – spiega il presidente Alessandro Crasta – , non potevamo mettere a rischio la salute nostra e quella di tutta la comunità. Tra dirigenza e giocatori in squadra ci sono una ventina di persone di Nule e una decina di altri comuni. Sarebbe stato difficile controllare tutta la catena dei contagi, per questo abbiamo deciso di abbandonare il campionato. E poi non dimentichiamo che Nule conta già 26 positivi, è una situazione delicata». Non è stata una decisione facile. «Il nostro obiettivo era fare bene in campionato. Abbiamo pagato in un’unica volta la quota di iscrizione, cosa che non tutti fanno, e abbiamo scelto uno tra i migliori allenatori della Seconda categoria, Maurizio Calvia. Avevamo una rosa forte e pronta sia a divertirsi che a vincere. Non ci siamo mai tirati indietro – precisa Crasta –, ma davanti alla salute dei nostri ragazzi e del nostro paese non avevamo altre soluzioni». E c’è anche un altro aspetto da considerare. In caso di contagi scatterebbero le quarantene che metterebbero in pericolo posti di lavoro e attività: un rischio che i giocatori non possono permettersi. «I tifosi della Nulese ci hanno sostenuto in questa difficile scelta e per questo li ringraziamo. Speriamo di rivederci presto di nuovo allo stadio».

Come la polisportiva Allai e la Nulese, anche il Sorgono ha alzato bandiera bianca: addio al campionato di Seconda categoria. Alla base della decisione del sodalizio del Mandrolisai la questione sanitaria. La società sportiva ha infatti avuto diverse difficoltà nella gestione delle pratiche di prevenzione di contagi da Covid. Troppi i vincoli sanitari che hanno portato la dirigenza alla dolorosa decisione. Non vi era un numero sufficiente di dirigenti per poter affrontare, secondo la normativa vigente, la gestione di tutti gli adempimenti antiCovid. «Già nella scorsa stagione – spiega Gian Mauro Marras, dirigente del sodalizio – avevamo avuto della difficoltà che poi si erano acuite con l'arrivo dell'emergenza sanitaria che aveva portato alla chiusura anticipata del campionato. Avevamo deciso di iscrivere nuovamente la squadra, ma dopo l’entrata in vigore delle nuove regole ci siamo resi conto di essere in pochi. Se non si può garantire la sicurezza, meglio lasciare».

Marras ricorda comunque come «purtroppo nel nostro territorio sempre meno persone si stanno dedicando allo sport. La carenza di dirigenti e di atleti non rispecchia Sorgono, che ha una grande tradizione sportiva. Per questo mi auguro che i giovani decidano di impegnarsi direttamente, perché lo sport è fondamentale per la crescita dei ragazzi». Amareggiato dalla situazione anche il sindaco uscente di Sorgono Giovanni Arru che esprime preoccupazione per il futuro. «Il coronavirus ha modificato di molto le abitudini di vita nei territori dell'interno, in alcuni aspetti in maniera molto negativa. Il timore è che nella società civile l'apatia prevalga sulla voglia di impegnarsi per il futuro».

Elena Corveddu

Maria Antonietta Cossu

Giovanni Melis

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