La Nuova Sardegna

Sport

il giro e il covid 

Vegni soddisfatto «L’obiettivo era arrivare fino a Milano»

MILANO. Quando il Covid ha messo fuori gioco il primo team, il 13 ottobre Mauro Vegni dichiarava che l'obiettivo del Giro d'Italia era arrivare in fondo, «con dignità e regolarità». «Obiettivo...

1 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Quando il Covid ha messo fuori gioco il primo team, il 13 ottobre Mauro Vegni dichiarava che l'obiettivo del Giro d'Italia era arrivare in fondo, «con dignità e regolarità». «Obiettivo centrato», può affermare una dozzina di giorni più tardi il direttore della corsa, che si è conclusa a Milano con una cronometro finale thrilling, epilogo sorprendente come si stanno rivelando molti risultati nello sport al tempo della pandemia. Lungo le 21 tappe, i corridori si sono ridotti da 176 a 133, una manciata sono stati fermati dai tamponi positivi, come una decina di persone negli staff, e due squadre si sono sfilate per i contagi. Nel frattempo la pandemia ha cancellato la Parigi-Roubaix e nell'inedito calendario la Vuelta è appena iniziata fra tante incertezze. «Il nostro'obiettivo era arrivare a Milano e ci siamo arrivati», può dire soddisfatto Vegni tirando un sospiro di sollievo. «Un sospirone», nota Giovanni Tredici, storico responsabile sanitario della corsa alla fine del «più duro dei miei 38 anni». Non solo cadute questa volta, ma anche «un nemico sconosciuto come il virus».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative