Difesa colabrodo, Cagliari a fondo
di Roberto Muretto
Due volte in vantaggio con JP10 e Simeone, i rossoblù raggiunti e superati a Bologna
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Se si tratta di attaccare è un super Cagliari. Se deve difendere è un disastro (21 tiri subiti, di cui 11 nello specchio della porta). Può essere fotografata così la gara che i rossoblù hanno perso ieri a Bologna, dopo essere stati per due volte in vantaggio. Un limite mentale e forse tecnico di una squadra che fa poco filtro a centrocampo e si consegna agli avversari ai quali vengono concesse praterie nella zona centrale. I gol degli emiliani, tutti molto belli, ma anche troppo facili perchè gli emiliani hanno sempre potuto calciare senza opposizione. Eppure la squadra di Di Francesco ha giocato un buon calcio in fase di possesso, costruendo diverse occasioni e realizzando due gol di ottima fattura. Ma poi si è persa, è uscita mentalmente per diversi minuti dalla gara ed è stata punita da un avversario che ha individualità di spicco. Serve la mano dell’allenatore su una fase difensiva troppo superficiale, che non chiama in causa solo il reparto specifico ma tutta la squadra.
Brazil. Joao Pedro ha festeggiato la presenza numero 150 in serie A con un gran bel gol, il quarto di fila. Il brasiliano è il "faro" di una squadra che sta assimilando a tempo di record i concetti di calcio dell'allenatore quando ha il pallone tra i piedi. Averlo portato al centro del gioco e più vicino alla porta è stata una mossa vincente. L'attaccante può così sfruttare appieno le sue qualità, che non sono soltanto quelle di finalizzare, ma anche illuminare il gioco del Cagliari. L'azione della rete che ha sbloccato il match è la fotografia che sintetizza tutto.
Super Cragno. Se la squadra sbanda c'è il portiere a tenere in piedi la baracca. Anche ieri le sue parate sono risultate decisive per evitare il tracollo. Almeno quattro gli interventi importanti del numero 25 rossoblù, che nei primi cinque campionati europei è l'estremo difensore più impegnato in assoluto. E questo la dice lunga sui difetti nella fase di non possesso. Reattivo, sempre ben piazzato, personalità nel guidare la difesa. Una certezza e un punto fermo anche della Nazionale di Roberto Mancini.
Alti e bassi. Il Cagliari inizia con personalità e comanda il gioco. Copre bene tutte le zone del campo e attacca gli spazi con gli inserimenti di Nandez, di Joao Pedro e Sottil. Il Bologna è in difficoltà, non riesce a trovare le contromisure. Il Cagliari la sblocca ma commette l'errore di abbassarsi. La squadra di Mihajolovic prende in mano le redini della partita, si gioca della metà campo dei Quattro Mori. I rossoblù fanno fatica a ripartire e in chiusura di tempo subiscono il pari di Barrow. Bel gol, ma Walukiewicz è troppo morbido nella marcatura. Ha ragione Di Francesco quando dice che qualche volta i suoi si assentano dalla partita.
Stesso clichè. La squadra isolana parte forte come nel primo tempo e torna subito avanti grazie a Simeone, ma grande azione personale di Zappa. Invece di affondare i rossoblù provano a gestire e in un amen vengono ribaltati. Prima è Soriano a fare centro (calcia senza opposizione dal limite con Rog e Marin fuori posizione), poi ancora Barrow (serata magica per lui) a colpire con un preciso diagonale. Un uno-due da ko tecnico.
Nuove carte. Di Francesco si gioca la carta Ounas, Nandez passa a sinistra. Subito dopo dentro Pavoletti e Faragò per Simeone e Zappa. L'ingresso del franco-algerino è una scossa per il Cagliari. Punta e salta l'uomo creando scompiglio nella difesa emiliana. Lo stesso fa Pavoletti che in pochi minuti va due volte vicino al pari. Forze fresche che danno linfa alla manovra dei Quattro Mori. Ma ormai è troppo tardi. Il Bologna si prende i tre punti, il Cagliari si lecca le ferite e recita il mea culpa per gli errori commessi. Serve aggiustare la fase difensiva, altrimenti non si va lontano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Brazil. Joao Pedro ha festeggiato la presenza numero 150 in serie A con un gran bel gol, il quarto di fila. Il brasiliano è il "faro" di una squadra che sta assimilando a tempo di record i concetti di calcio dell'allenatore quando ha il pallone tra i piedi. Averlo portato al centro del gioco e più vicino alla porta è stata una mossa vincente. L'attaccante può così sfruttare appieno le sue qualità, che non sono soltanto quelle di finalizzare, ma anche illuminare il gioco del Cagliari. L'azione della rete che ha sbloccato il match è la fotografia che sintetizza tutto.
Super Cragno. Se la squadra sbanda c'è il portiere a tenere in piedi la baracca. Anche ieri le sue parate sono risultate decisive per evitare il tracollo. Almeno quattro gli interventi importanti del numero 25 rossoblù, che nei primi cinque campionati europei è l'estremo difensore più impegnato in assoluto. E questo la dice lunga sui difetti nella fase di non possesso. Reattivo, sempre ben piazzato, personalità nel guidare la difesa. Una certezza e un punto fermo anche della Nazionale di Roberto Mancini.
Alti e bassi. Il Cagliari inizia con personalità e comanda il gioco. Copre bene tutte le zone del campo e attacca gli spazi con gli inserimenti di Nandez, di Joao Pedro e Sottil. Il Bologna è in difficoltà, non riesce a trovare le contromisure. Il Cagliari la sblocca ma commette l'errore di abbassarsi. La squadra di Mihajolovic prende in mano le redini della partita, si gioca della metà campo dei Quattro Mori. I rossoblù fanno fatica a ripartire e in chiusura di tempo subiscono il pari di Barrow. Bel gol, ma Walukiewicz è troppo morbido nella marcatura. Ha ragione Di Francesco quando dice che qualche volta i suoi si assentano dalla partita.
Stesso clichè. La squadra isolana parte forte come nel primo tempo e torna subito avanti grazie a Simeone, ma grande azione personale di Zappa. Invece di affondare i rossoblù provano a gestire e in un amen vengono ribaltati. Prima è Soriano a fare centro (calcia senza opposizione dal limite con Rog e Marin fuori posizione), poi ancora Barrow (serata magica per lui) a colpire con un preciso diagonale. Un uno-due da ko tecnico.
Nuove carte. Di Francesco si gioca la carta Ounas, Nandez passa a sinistra. Subito dopo dentro Pavoletti e Faragò per Simeone e Zappa. L'ingresso del franco-algerino è una scossa per il Cagliari. Punta e salta l'uomo creando scompiglio nella difesa emiliana. Lo stesso fa Pavoletti che in pochi minuti va due volte vicino al pari. Forze fresche che danno linfa alla manovra dei Quattro Mori. Ma ormai è troppo tardi. Il Bologna si prende i tre punti, il Cagliari si lecca le ferite e recita il mea culpa per gli errori commessi. Serve aggiustare la fase difensiva, altrimenti non si va lontano.
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