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La Russia sotto esame al Tas, rischia l’esclusione dalle Olimpiadi

La Russia sotto esame al Tas, rischia l’esclusione dalle Olimpiadi

ROMA. Una spy story che - come un romanzo di Le Carrè - tra colpi di scena, misteri e passioni tiene col fiato sospeso il pubblico ed è arrivata alle pagine finali.Da oggi a giovedì la Rusada, la...

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ROMA. Una spy story che - come un romanzo di Le Carrè - tra colpi di scena, misteri e passioni tiene col fiato sospeso il pubblico ed è arrivata alle pagine finali.

Da oggi a giovedì la Rusada, la casa Russia dello sport, va alla sbarra al Tas per chiarire una volta per tutte se la questione doping per gli atleti sia stata o meno gestita come un sistema di Stato da Mosca attraverso provette, laboratori e medici compiacenti. Il futuro dello sport russo è dunque nelle mani del Tribunale di Losanna che dovrà pronunciarsi in merito all'appello presentato dalla Russia contro la squalifica a quattro anni da tutte le competizioni sportive decisa dall'agenzia mondiale antidoping.

La Wada alla fine dello scorso anno aveva infatti inflitto la pesante sanzione, riconoscendo in toto le presunte violazioni commesse dal laboratorio antidoping di Mosca. Sentenza di condanna a cui la Rusada (agenzia antidoping russa che per questo ha perso status di conformità) aveva però subito fatto ricorso, pur ammettendo di aver poche chance di ribaltare la decisione definita «una tragedia».

Il caso ora sarà esaminato tra il 2 e il 5 novembre, udienze che erano previste in estate, ma rinviate a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni in vigore in Svizzera sull'ingresso dei cittadini extra Ue. Se la più alta corte dello sport confermerà la decisione, bandiera e inno di Mosca saranno vietati alle Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno e ai Giochi invernali di Pechino 2022. Inoltre la Russia non potrebbe presentare la propria candidatura come sede della rassegna a cinque cerchi estiva del 2032. Né partecipare ad eventi mondiali o ospitare nel proprio Paese manifestazioni internazionali. I Mondiali già assegnati dovranno migrare, se ancora possibile, altrove. Insomma un bando totale.

Gli sportivi russi potranno, nel caso, partecipare in forma individuale e sotto i colori della bandiera neutrale del Cio - come già accaduto ai Giochi invernali di Pyeongchang 2018 - comprovando la totale estraneità al doping. Nonostante non sia più la corazzata di un tempo, sono tanti i campioni che rischiano di dover rinunciare o partecipare ma senza dare medaglie alla madre Russia. Ora la decisione da dentro o fuori. L'ultima spiaggia dello sport russo, che rischia l'embargo più doloroso, quello di Olimpia.

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