Una Dinamo incandescente polverizza la Openjobmetis

Assenti Kruslin, Treier e Gentile, Pozzecco a casa con la febbre: ma la reazione è da applausi I sassaresi ipotecano la vittoria grazie a un primo tempo da record, poi amministrano

SASSARI. Il basket, nonostante tutto. E la Dinamo. Perché anche in un clima surreale, senza tifosi, senza allenatore e con giocatori positivi al Covid, su quel parquet possono sempre succedere cose magiche.

Life on Mars. È magia pura il primo tempo che la Dinamo gioca contro la Openjobmetis Varese, ipotecando la vittoria con venti minuti di pallacanestro semplicemente perfetta. In un PalaSerradimigni deserto finisce 104-82 per i biancoblù, ma lo spettacolo mandato in scena nei primi due quarti sembra arrivato direttamente da Marte: 67 punti segnati in un tempo, con 25/31 al tiro e appena 32 punti concessi.

Una reazione da applausi. Due giocatori assenti per Covid-19, Kruslin e Treier, uno fuori per infortunio (Gentile), e lo stesso coach Gianmarco Pozzecco a casa per precauzione a causa di qualche linea di febbre, nonostante il tampone negativo. E quando, al momento della presentazione delle squadre, nel gelo del palazzetto è anche mancata la luce, allora le premesse per una serata nera sembravano diventare certezze. Invece, i ragazzi guidati in panchina da Edoardo Casalone hanno reagito alla grande. Solo nel secondo tempo, dopo avere toccato il +37 (67-30) e dopo aver perso anche Burnell (espulso al 21’), i sassaresi si sono rilassati, tenendo tranquillamente in mano le redini della gara.

Hurricane. Devecchi riparte in quintetto dopo una vita, insieme a Spissu, Burnell, Bendzius e Bilan. La partita di Varese dura di fatto 5 minuti (10-11), poi inizia l’uragano. Intensità difensiva e canestri in campo aperto portano un break di 9-0, con Spissu che firma dall’angolo la sua seconda tripla per il 22-14 a 3’10” dalla prima sirena. Bulleri chiede timeout, Casalone avvia le rotazioni e la Dinamo pesta forte il piede sull’acceleratore: la difesa ruggisce e dall’altra parte Tillman entra subito in partita. Uno Spissu spaziale colpisce senza pietà da oltre l’arco: la sua quarta tripla, con un gioco da quattro punti, regala al Banco il +18 (33-15), allungando il break sino al 20-1. Il secondo quarto è ancora un’esplosione di forza e precisione dei biancoblù, che non concedono niente e bombardano senza pietà: Varese è solo Strautins, mentre il Banco vede il canestro larghissimo con tutto il quintetto. Tutti partecipano alla vendemmia, con Devecchi che si iscrive per ultimo alla festa piazzando da oltre l’arco la dodicesima tripla, su tredici tentativi, dei sassaresi: siamo soltanto al 14’ di gioco e i biancoblù hanno già segnato 53 punti, contro i 24 della Openjobmetis. La squadra di Bulleri si aggrappa ancora a Strautins, i ragazzi di Casalone non alzano mai il piede e tirano dritti verso l’intervallo, arrivando alla sirena su un incredibile +35, 67-32.

Scola time. Varese esce dagli spogliatoi decisa a salvare almeno la faccia ma dopo 2’ il tabellone dice 72-37. Volano parole grosse tra Burnell e Bendzius e a farne le spese è l’ala sassarese, che si becca in un amen un fallo antisportivo e un tecnico viene espulso. Un regalo da 6 punti per Varese, che nel frattempo trova qualche buona soluzione da lontano con Scola. Il Banco non vacilla e con una tripla di Devecchi torna subito a +33 (79-46 a metà periodo), mettendo di fatto in ghiaccio la vittoria. Scola diventa dominante e Varese si affida a lui per sentirsi viva e piano piano risale: 79-51, 84-60. Con rotazioni ridottissime, il Banco si rimette a dare la palla sotto e piazza l’ultima accelerata, con un break di 8-0 (92-60 a 7’ dalla fine). È di fatto la pietra tombale su un match già stra-chiuso, con la Dinamo che cerca di risparmiare energie e le sole giocate di uno Scola da applausi e l’ingresso in campo di Luca Sanna, classe 2003, a ravvivare gli ultimi minuti. Il basket, nonostante tutto.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes