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Devecchi senza età: «Dinamo, crescerai»

di Mario Carta
Devecchi senza età: «Dinamo, crescerai»

Il capitano a 35 anni va a mille: Covid? Dobbiamo conviverci

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SASSARI. Il lunedì mattina i titoli sportivi sono per i “vecchietti” Ronaldo e Ibrahimovic. 35 anni lo juventino, 39 il milanista. A Sassari nella Dinamo c’è un altro “ragazzino” che non scherza, vero Jack Devecchi?

«Ma no, loro sono campioni di un altro livello... Io cerco di fare il mio, non è facile ma è capitata l’occasione e sono contento di essere riuscito a dare il mio contributo».

In campo nel 104-82 contro Varese per 31 minuti con 6 punti, 2/3 da 3, 2 rimbalzi, 2 assist, 25 di valutazione. Non male, a 35 anni.

«Nelle ultime stagioni ho visto poco il campo, anche allenandomi sempre duro la partita è un’altra cosa, un’altra adrenalina. Era dalle giovanili che non giocavo tanti minuti. Ma a girare è stata tutta la squadra, compatti e concentrati sin dal primo minuto, ci siamo divertiti tutti e penso si sia visto, nonostante l’emergenza».

Già, si dice che quando manca un compagno gli altri fanno per tre ma mancavano Treier, Kruslin, Gentile e coach Pozzecco, quindi avete fatto per quattro.

«Sia Edo (Casalone) che Jerry (Derosa) sono stra-affiatati, sanno gestire queste situazioni, in sintonia con il Poz. La squadra ha girato benissimo da subito, ma se siamo partiti così è anche merito loro».

E poi dopo appena metà gara fuori anche Jason Burnell, espulso.

«Ho cercato di calmarlo, lui è uno che si scalda in fretta. In allenamento diamo sempre tutto e ci misuriamo, ci scontriamo. So come reagisce. Ho provato a fermarlo ma non ho fatto in tempo però lui è uno che in campo mette l’anima, e nonostante avessimo un largo vantaggio voleva continuare a dimostrare cosa sa fare».

Devecchi, 35 anni, in quintetto. In campo dall’inizio. E nel finale dentro il sassarese Luca Sanna, 17 anni. 18 stagioni di differenza fra voi. Cosa gli ha detto, da capitano?

«Gli ho detto di stare tranquillo, glielo ho detto già nello spogliatoio. Si era allenato bene con noi per tutta la settimana, ha una buona mano. Io ricordo sempre uno dei miei primi giorni in Serie A, quando prima del mio esordio Claudio Coldebella mi disse “vai tranquillo che tanto non la devi vincere tu». Una frase che mi è rimasta impressa. Sarà anche stupida ma a 18 anni ti alleggerisce la pressione, e questo ho ripetuto a Luca».

Una grande prova corale, contro Varese. Il Covid dà un pizzico di rabbia in più?

«Sapevamo in partenza che avremmo dovuto fare i conti con rinvii e roster dimezzati. Dobbiamo stringere i denti. Noi eravamo in un certo senso già allenati dal precampionato e dalla “bolla” di Olbia in Coppa, con le rotazioni ridotte. Andare avanti non è semplice ma si va».

Anche la Dinamo femminile paga il suo tributo al virus.

«Sì, purtroppo oggi la normalità è questa. Puoi incontrare un positivo nella squadra avversaria come al supermercato o in ristorante la sera. Anzi, a pranzo adesso, anche se la società ci ha raccomandato di limitare al massimo le uscite, e noi ci siamo adeguati».

Fino a questo punto, è il campionato che si aspettava?

«E’ un campionato che rispecchia la situazione, un campionato anomalo eccetto forse che per Milano, attrezzata per sopperire. Qualche positivo se lo può permettere. Poi rinvii, recuperi, la Virtus Bologna che perde in casa con Reggio... le sorprese non mancheranno, e anche il fatto di giocare a porte chiuse magari non sembra, ma influisce».

E domani seconda di Champions con il Tenerife, ancora con il rischio di assenze pesanti per voi.

«Sarà durissima. Aspettiamo la risposta degli esami con i nuovi tamponi, vediamo...»

Cosa può fare questa Dinamo? Può migliorare?

«Tantissimo, dal punto di vista tecnico tattico. A Cagliari in precampionato abbiamo battuto largo Venezia e fatto una partitona con Milano ed è quello il punto al quale dobbiamo tendere, che dobbiamo ritrovare. Ma finora non siamo mai stati al completo».

Infine, questo Spissu...

«Marco ormai ha raggiunto un livello che in Italia non si vede molto spesso. Per maturità e consapevolezza nei suoi mezi è qualcosa di unico e io sono contentissimo per lui e per noi. Fa girare la squadra in maniera impeccabile, con grandissima tranquillità e serenità».

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