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Il Cagliari doma la Sampdoria

di Roberto Muretto
Il Cagliari doma la Sampdoria

Joao Pedro (su rigore) e Nandez mandano al tappeto i liguri che giocano un tempo in dieci

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INVIATO A CAGLIARI. Duecento partite in serie A Joao Pedro le festeggia con la vittoria e un gol. Il Cagliari, inoltre, fa un bel regalo al presidente onorario e mito Gigi Riva che ieri ha compiuto 76 anni. Tre punti contro la Sampdoria per riscattare il doloroso ko di Bologna. Ma c'è anche un altro dato che non va sottovalutato, anzi è fondamentale: ieri la porta dei Quttro Mori è rimasta inviolata. Prima volta in questo campionato. Il lavoro fatto sulla fase di non possesso comincia a dare qualche frutto. Non è stata una passeggiata, il risultato non inganni. Finchè la Samp è rimasta in undici ha tenuto il campo bene, creando ai rossoblù diversi problemi. Con la superiorità numerica è stato tutto più semplice. Il tecnico sta cercando la quadratura e la squadra schierata ieri all'inizio della ripresa, quando Marin ha lasciato il posto a Sottil, con Rog e Nandez davanti alla difesa, potrebbe essere l'undici del futuro. Per ora è solo un indizio, vedremo nelle prossime partite. Con la Samp contava il risultato, perchè un'altra sconfitta avrebbe provocato sconquassi sul piano del morale e dell'entusiasmo. Il Cagliari cresce ma saranno le prossime partite a dire se il salto di qualità è stato fatto. E l’avversario dopo la sosta per le nazionali si chiama Juventus all'Allianz Stadium.

La novità. Di Francesco spera di scatenare la fantasia e il dinamismo di Ounas e lo schiera dal primo minuto. Non è un capriccio ma una mossa tattica studiata a tavolino. Il tecnico del Cagliari sa che su quella corsia la Sampdoria potrebbe soffrire nell'uno contro uno. Candreva se è costretto a difendere mostra tutti i suoi limiti e gli inserimenti di Zappa possono diventare letali. Ed è quanto successo nella ripresa. Nandez si sposta al centro, Rog a sinistra. Per il resto non cambia nulla. Ranieri manda in campo la formazione annunciata. Ramirez è la spalla di Quagliarella in avanti (Gabbiadini e Keita sono rimasti a casa perchè infortunati), Jankto e Candreva gli esterni, Ekdal e Thorsby a fare filtro al centro.

Scacchi. I due tecnici hanno preparato la gara più o meno allo stesso modo. Entrambi chiedono un pressing alto, continui raddoppi nelle marcature, ripartenze veloci una volta conquistata la palla. Ne consegue che gli spazi sono strettissimi e se non si gioca a un tocco, difficilmente si crea la superiorità numerica per affondare. Il problema è nella costruzione della manovra, Marin sbaglia troppo e non gioca mai di prima. Le due squadre non si sbilanciano, concedono il minimo sindacale ma a farsi preferire sono i blucerchiati che col passare dei minuti prendono campo. Di Francesco sposta prima Ounas a sinistra per 5', poi riporta Rog al centro e Nandez da esterno alto. Mosse per provare a confondere le idee agli avversari. Ma non danno frutti.

Ingenuità. Grave quella commessa da Augello nella fase finale del primo tempo. Il difensore sbaglia il retropassaggio verso Audero, Nandez si invola e da ultimo uomo lo abbatte. Ayroldi tira fuori il giallo ma poi, richiamato dal Var, va a vedere le immagini e lo tramuta in rosso. Ha così evitato un errore che sarebbe stato gravissimo. Un vantaggio niente male per il Cagliari in un match complicato. Ranieri toglie Ramirez e fa entrare Damsgaard, abbassando Candreva sulla linea dei difensori.

Cambio di marcia. L'uomo in più mette le ali al Cagliari. Sottil rileva un disordinato e spento Marin. Dopo 2' Joao Pedro si procura un rigore (Il fallo di Tonelli c’è) e lo trasforma mettendo la sfida in discesa. In undici contro dieci i rossoblù trovano più spazi ma non sono precisi nell'ultimo passaggio. Soprattutto Sottil che porta troppo palla e finisce col fare la cosa sbagliata. Il raddoppio di Nandez chiude le ostilità. Il finale è solo passerella. Il Cagliari sale a quota 10 punti e arriva alla sosta sereno. Ieri ci sono stati dei passi avanti, le cose da migliorare sono ancora tante nella costruzione e nella fase di finalizzazione. Di Francesco lo sa benissimo e non si esalta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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