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«Covid? Zero punti? Noi andiamo avanti»

di Roberto Muretto
«Covid? Zero punti? Noi andiamo avanti»

Torres, iI presidente Sechi alza la voce: «Nessun aiuto e costi immutati. Ma supereremo anche questo momento»

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SASSARI. Salvatore Sechi ha un'amante. Ma il presidente della Torres? Sì, proprio lui. E' una capricciosa, costosa, instabile, che a volte ti fa saltare i nervi e ti verrebbe voglia di dirle addio. Ma prevale sempre l'amore, quello coltivato da bambino, quando Tore con i pantaloni corti andava allo stadio accompagnato dal suo papà. L'amante non è una bella donna, è proprio la Torres, la società di calcio che ora lo vede al timone. Il patron è sotto tiro, i tifosi lo contestano. La falsa partenza nel campionato di serie D (zero punti dopo 5 gare) ha alimentato tensioni e polemiche.

Presidente, che danni ha prodotto il covid?

«Di due tipi. Ha raffreddato gli investimenti da parte di tutti e ha fatto perdere interesse verso il campionato. Gli sponsor sono pochi. Il nostro brand funziona ancora anche a livello nazionale, sono mancati gli investitori locali».

La Torres ha dei positivi?

«Siamo in attesa degli esiti dei tamponi fatti sabato. Speriamo vada tutto bene così possiamo riprendere subito gli allenamenti».

Qual è lo stato di salute della società?

«Non faremo mancare niente a nessuno. C'è uno sforzo superiore da parte mia, sto facendo tanti sacrifici e sono certo che supereremo questo momento. Stringiamo i denti e andiamo avanti. Aiuti concreti zero. Da Federazione, Lega e Governo non abbiamo avuto un euro e i costi sono rimasti invariati. È tutto più difficile».

Il campionato è sospeso, decisione giusta?

«La mia posizione è sempre stata chiara. Dopo l'estate non ci siamo organizzati per affrontare la seconda ondata di contagi. Si è fatto finta che fosse tutto normale. Un errore, ora ci troviamo di fronte a un campionato nel quale non si possono cambiare le regolein corsa. O lo si annulla, oppure lo si deve portare a termine. I professionisti hanno concordato un protocollo che permette in caso di positività di andare avanti. In serie D, invece, se c'è un contagiato, chi ha contatti diretti viene fermato. Protocollo vecchio e inadeguato».

E se si dovessero adottare i parametri dei pro?

«Ci sarebbero ulteriori spese di carattere sanitario. Siamo in grado di sostenerle? Servirebbero degli incentivi».

Tutte le società applicano correttamente il protocollo?

«Non lo so. La sicurezza dei nostri giocatori viene prima di ogni altra cosa».

In questi mesi ha mai pensato: mollo tutto?

«Molte volte. Non lo faccio perchè ho preso impegni e li voglio portare avanti. Aiutare la Torres lo sento come un dovere, lasocietà non va mollata, soprattutto adesso. Facile farsi belli quando si vince. Io sono un tifoso, se avessi fatto il presidente-imprenditore avrei già detto basta».

L'accusa che le fanno è di essere un uomo solo al comando. Cosa risponde?

«Sono presidente perchè ho salvato la società con i miei soldi. Ho sempre detto che sono aperto a qualsiasi collaborazione,ma la Torres non deve essere annessa a nessuno».

Parliamo di calcio giocato, zero punti dopo cinque gare, cosa avete sbagliato?

«Ancora non lo sappiamo. La sosta forzata ci permette di riflettere. Qualche errore lo abbiamo fatto, stiamovalutando le componenti che in campo non hanno funzionato. Mi potevo aspettare tutto ma non cinque sconfitte di fila. Dieci gol subiti e uno fatto è come aver costruito una squadra di ragazzini. Eppure chi conosce bene questo torneo dopo la campagna acquisti ci aveva messo in prima fascia».

I tifosi dicono che la Torres deve partecipare alla serie D per vincere. La sua risposta?

«Per tradizione sì, per quello che ora è la Sassari sportiva no. La Torres merita di più? Vero, ma mi limito ai numeri: abbiamovenduto solo 43 abbonamenti, un dato che fa capire una cosa: intorno al progetto non c'è interesse. Io spingo per avere dei risultati e non voglio stare in questa categoria, ma se vedo che non c'è attenzione, l'entusiasmo ti passa».

Mai pensato di esonerare il tecnico Gardini?

«Sì. Non è stato fatto ma è ancora tutto in discussione».

Il ds Tossi ha pagato per tutti?

«Questo no. Nella riparazione del progetto ho voluto mettere una persona diversa».

Un messaggio ai tifosi?

«Di avere un occhio di riguardo per la Torres come entità. I presidenti cercano di fare il meglio, io passo, altri passano, ma la Torres resta. Il vero tifoso, quello che tiene ai colori rossoblù deve dare una mano. Io mi prendo le responsabilità di tutto e possogarantire che ogni scelta l'ho fatta in buona fede. Poi le cose possono andare bene o male. Tutti noi stiamo dando l'anima in un periodo complicatissimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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