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L’algherese Caparrotti in regata... dalla riva

di Sergio Casano
L’algherese Caparrotti in regata... dalla riva

Il velista a soli 20 anni è nello shore team dello spagnolo Costa alla Vendée Globe «Il mio non è soltanto un lavoro di terra, c’è anche una buona parte in mare»

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CAGLIARI. C'è anche un po ’di Sardegna nella Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario salpato sabato dal porto francese di Les Sables-d'Olonne, nel dipartimento della Vandea (Vendée), in Francia.

Domenico Caparrotti, velista oceanico algherese, classe ‘99, è stato reclutato nello shore team dello spagnolo Didac Costa, che partecipa alla circumnavigazione del globo senza scalo e assistenza, l'Everest del mare, lunga 40.000 chilometri.

Caparrotti, dopo essere stato inserito nel team dello skipper austriaco Norbert Sedlacek per il progetto Ant Arctic Lab, presso il suo cantiere Innovation Yacht con compiti di preparatore della sua barca per il giro del mondo, aggiunge così un altro tassello al suo lavoro tecnico cantieristico con compiti di preparatore degli equipaggi che si apprestano a sfidare gli oceani.

Da tempo di stanza a Les Sables d'Olonne, capitale e punto di riferimento della vela oceanica, nonostante la giovane età, il velista algherese ha di recente maturato esperienze importanti nella vela d'altura, sia direttamente a bordo, sia a terra ma sempre a contatto con gli equipaggi in mare.

«Il mio non è proprio un ruolo di terra, anzi, perché si lavora anche molto a bordo – spiega Domenico Caparrotti – chiaramente quando la barca è in acqua o in cantiere: tutti i lavori che si fanno a terra devono essere poi più volte testati in mare perché le barche devono percorrere oltre 20.000 miglia, ci vuole pertanto tanta sicurezza e che tutto funzioni calla perfezione. Appunto per questo ci sono delle sessioni, dove lo skipper molte volte si porta a bordo il team, che fa tutti gli aggiustamenti o perfezionamenti del caso. Ripeto, il mio non è solo un lavoro di terra ma c'è una buona parte in mare».

Mentre l'adrenalina aumenta sempre più con la Vendée Globe, il 20enne skipper di Alghero non trascura la sua "Giallona 335", con la quale lo scorso mese di agosto ha partecipato all'impegnativa regata oceanica Les Sables- Les Acores – Les Sables 2020.

Con il suo Mini 6.50, un guscio in mezzo al mare, ha mancato per poco la top ten ma il debutto in Oceano è stato più che positivo. Caparrotti ha infatti concluso la prima tappa in solitario (200 miglia) della regata al 13° posto nella classe Prototipi, dopo essersi piazzato al 48° posto della classifica generale, stilata dopo l'arrivo di 73 concorrenti.

«La Les Sables-Les Açores en Baie de Morlaix è stata la mia prima vera regata in solitario, - ricorda Caparrotti - ma questa edizione, nonostante abbia mantenuto il suo nome, a causa dell'emergenza Covid 19 si è disputata davanti alla Francia e non fino alle Azzorre. Non è stato per niente facile visto che abbiamo dovuto attraversare per quattro volte la Manica. Non mi aspettavo di fare un risultato assoluto perché la Mini 6.50 sta diventando una classe di professionisti. Io mi sto andando a confrontare con ragazzi più o meno della mia età, anche se rimango uno dei più giovani della flotta, che lo fanno di mestiere».

Ora un’impresa ancora più impegnativa attende Domenico, il giro del mondo.



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