Misure anticovid sì, ma Giochi senza quarantena
La decisione del Comitato olimpico: tamponi, obbligo mascherine, vietati i cori e i mezzi pubblici
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ROMA. Atleti, tecnici e membri delle rappresentative nazionali che prenderanno parte all'Olimpiade di Tokyo (23 luglio-8 agosto 2021) non dovranno sottoporsi a una quarantena di due settimane dopo l'arrivo in Giappone. La decisione è stata presa nel corso della riunione svoltasi ieri fra autorità locali, del governo nazionale e il comitato organizzatore dei Giochi. Lo ha riferito il Ceo del comitato, Toshiro Muto, il quale ha anche precisato che tutte queste persone dovranno obbligatoriamente sottoporsi a test per il Covid-19 «entro 72 ore prima del loro arrivo sul suolo nipponico.
«Atletici, tecnici e dirigenti – ha detto Muto – avranno il permesso di entrare nel paese, ma solo se avranno rispettato delle significative misure di prevenzione e sicurezza prima del loro arrivo in Giappone». A tutti i partecipanti ai Giochi e ai loro staff verrà anche chiesto di evitare l'uso dei mezzi pubblici, limitando gli spostamenti dai campi di gara e dal villaggio olimpico e, nel caso, di farli solo a bordo dei mezzi ufficiali dei Giochi.
Quanto invece a coloro che arriveranno dall'estero come tifosi e spettatori, una decisione definitiva non è stata ancora presa ma, è stata l'ammissione di Muto e dei suoi collaboratori, «sarebbe impossibile sottoporli tutti a quarantena, molto dipenderà da come evolverà la situazione nei prossimi mesi».
«Nella primavera del prossimo anno – ha spiegato Muto – elaboreremo un piano sugli spettatori, compresi i non giapponesi, ma sarà impossibile mettere in quarantena tutti gli stranieri. Quindi per loro saranno necessari test prima e dopo l'arrivo qui». È possibile anche che a queste persone venga imposto di scaricare un app che renda possibile il tracciamento dei loro spostamenti in Giappone. Questo piano di prevenzione sarà oggetto di discussione con il presidente del Cio Thomas Bach, che arriverà a Tokyo nei prossimi giorni. Il piano prevede anche delle raccomandazioni per gli spettatori, per i quali sarà obbligatorio l'uso della mascherina, e ai quali verrà chiesto di limitare le manifestazioni di entusiasmo e di gridare e fare cori. Regole speciali anche per il passaggio della torcia olimpica nelle varie località, che verranno definite a dicembre.
«Atletici, tecnici e dirigenti – ha detto Muto – avranno il permesso di entrare nel paese, ma solo se avranno rispettato delle significative misure di prevenzione e sicurezza prima del loro arrivo in Giappone». A tutti i partecipanti ai Giochi e ai loro staff verrà anche chiesto di evitare l'uso dei mezzi pubblici, limitando gli spostamenti dai campi di gara e dal villaggio olimpico e, nel caso, di farli solo a bordo dei mezzi ufficiali dei Giochi.
Quanto invece a coloro che arriveranno dall'estero come tifosi e spettatori, una decisione definitiva non è stata ancora presa ma, è stata l'ammissione di Muto e dei suoi collaboratori, «sarebbe impossibile sottoporli tutti a quarantena, molto dipenderà da come evolverà la situazione nei prossimi mesi».
«Nella primavera del prossimo anno – ha spiegato Muto – elaboreremo un piano sugli spettatori, compresi i non giapponesi, ma sarà impossibile mettere in quarantena tutti gli stranieri. Quindi per loro saranno necessari test prima e dopo l'arrivo qui». È possibile anche che a queste persone venga imposto di scaricare un app che renda possibile il tracciamento dei loro spostamenti in Giappone. Questo piano di prevenzione sarà oggetto di discussione con il presidente del Cio Thomas Bach, che arriverà a Tokyo nei prossimi giorni. Il piano prevede anche delle raccomandazioni per gli spettatori, per i quali sarà obbligatorio l'uso della mascherina, e ai quali verrà chiesto di limitare le manifestazioni di entusiasmo e di gridare e fare cori. Regole speciali anche per il passaggio della torcia olimpica nelle varie località, che verranno definite a dicembre.
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