Il Cagliari si Illude, Nzola lo gela
di Roberto Muretto
Lo Spezia pareggia al 94’ su rigore (fallo di Klavan). A Bersaglio Joao Pedro e Pavoletti
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INVIATO A CAGLIARI. Normale provare quasi un senso di impotenza quando si subisce un gol al 94’. Un gol che ti fa sfuggire di mano una vittoria conquistata con tanta fatica dopo una partita complicatissima. Ma se poi analizzi i 90’ non puoi fare a meno di dire che lo Spezia non ha rubato nulla, mentre il Cagliari deve riflettere per aver regalato un tempo agli avversari, chiuso in svantaggio per la rete realizzata da Gyasi. Ai rossoblù va riconosciuto il merito di aver saputo ribaltare la gara con i gol di Joao Pedro (il sesto stagionale) e Pavoletti (non segnava da un anno e mezzo), trovando le giuste contromisure ad una formazione che merita solo complimenti per come ha interpretato il match. Peccato per l’ingenuo fallo di Klavan nel recupero, ma il rigore era netto e Nzola non ha fatto sconti. Ai Quattro Mori resta l’amarezza per aver buttato una vittoria che avrebbe consentito di fare un salto in classifica.
Fiducia. Non erano parole di circostanza quelle dette da Di Francesco dopo la gara di Coppa Italia. Frasi al miele per il giovane Carboni al quale il tecnico decide di dare una maglia da titolare. E' lui l'esterno sinistro basso che completa il quartetto difensivo. Una chance importante per guadagnare punti nella gerarchia del reparto. E' l'unica novità nella formazione annunciata. Pavoletti è il terminale offensivo, Joao Pedro dietro, Ounas e Sottil esterni. In panchina non c'è Pereiro, anche lui positivo al Covid. Lo Spezia si schiera col 4-3-3, con l'ex Farias nel tridente insieme a Gyasi e Nzola.
In affanno. Lo Spezia è padrone del campo nella fase iniziale. Il pressing è asfissiante in tutte le zone, tanto che il Cagliari quando riesce a recuperare palla non fa due passaggi di fila. La squadra di Italiano è così ben disposta che sembra avere un uomo in più. In realtà lo ha sempre nella zona centrale e questo diventa un problema per i rossoblù che mai hanno il tempo di ragionare e sono costretti a tenere il baricentro basso. La squadra isolana è poco reattiva, c'è poco movimento senza il pallone, non riesce a capire come deve interpretare la partita. Se non è sotto nel risultato è solo perchè Cragno è formidabile sulla conclusione a colpo sicuro dello scatenato Diego Farias.
Premio. Lo Spezia gioca meglio dei rossoblù, ha una manovra fluida e le sue ripartenze sono micidiali. Una di queste porta al meritatissimo vantaggio dei liguri segnato da Gyasi (Carboni lo perde nella circostanza), ma l'azione di Bastoni che si beve Rog e poi crossa, è da applausi. Nzola è una spina nel fianco, si inserisce tra Klavan e Walukiewicz e li fa impazzire. I due centrali del Cagliari sono costantemente saltati dal francese, Bravo a infilarsi tra i due che è una bellezza.
Uno-due. Joao Pedro rimette le cose a posto all'inizio della ripresa, aiutato da un rimpallo favorevole. Ma è bravo a calciare subito in porta sorprendendo Provedel. Il Cagliari è più vivo, capisce che deve velocizzare la manovra per creare dei problemi allo Spezia. Lo fa nell'azione che porta avanti i rossoblù: profondtà di Ounas per Zappa, cross e Pavoletti di tacco fa gol. L'attaccante esulta, non segnava da un anno e mezzo esatto. Una liberazione per lui, applauditissimo dalle persone in tribuna.
Doccia gelata. Italiano si gioca le carte Deiola e Chabot, ma il Cagliari non è quello del primo tempo. E' reattivo, occupa meglio il campo, affonda senza fronzoli, riuscendo a trovare interessanti corridoi sulle corsie. Ounas e Sottil potrebbero chiudere il conto ma sbagliano. I rossoblù corrono anche qualche rischio. Alla fine è Klavan a fare la frittata. Tocca in area Piccoli, rigore ineccepibile. Nzola lo trasforma. Ai Quattro Mori resta l'amaro in bocca perchè ormai erano pronti a festeggiare dopo un match durissimo. Tirando le somme, però, il pari è giusto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Fiducia. Non erano parole di circostanza quelle dette da Di Francesco dopo la gara di Coppa Italia. Frasi al miele per il giovane Carboni al quale il tecnico decide di dare una maglia da titolare. E' lui l'esterno sinistro basso che completa il quartetto difensivo. Una chance importante per guadagnare punti nella gerarchia del reparto. E' l'unica novità nella formazione annunciata. Pavoletti è il terminale offensivo, Joao Pedro dietro, Ounas e Sottil esterni. In panchina non c'è Pereiro, anche lui positivo al Covid. Lo Spezia si schiera col 4-3-3, con l'ex Farias nel tridente insieme a Gyasi e Nzola.
In affanno. Lo Spezia è padrone del campo nella fase iniziale. Il pressing è asfissiante in tutte le zone, tanto che il Cagliari quando riesce a recuperare palla non fa due passaggi di fila. La squadra di Italiano è così ben disposta che sembra avere un uomo in più. In realtà lo ha sempre nella zona centrale e questo diventa un problema per i rossoblù che mai hanno il tempo di ragionare e sono costretti a tenere il baricentro basso. La squadra isolana è poco reattiva, c'è poco movimento senza il pallone, non riesce a capire come deve interpretare la partita. Se non è sotto nel risultato è solo perchè Cragno è formidabile sulla conclusione a colpo sicuro dello scatenato Diego Farias.
Premio. Lo Spezia gioca meglio dei rossoblù, ha una manovra fluida e le sue ripartenze sono micidiali. Una di queste porta al meritatissimo vantaggio dei liguri segnato da Gyasi (Carboni lo perde nella circostanza), ma l'azione di Bastoni che si beve Rog e poi crossa, è da applausi. Nzola è una spina nel fianco, si inserisce tra Klavan e Walukiewicz e li fa impazzire. I due centrali del Cagliari sono costantemente saltati dal francese, Bravo a infilarsi tra i due che è una bellezza.
Uno-due. Joao Pedro rimette le cose a posto all'inizio della ripresa, aiutato da un rimpallo favorevole. Ma è bravo a calciare subito in porta sorprendendo Provedel. Il Cagliari è più vivo, capisce che deve velocizzare la manovra per creare dei problemi allo Spezia. Lo fa nell'azione che porta avanti i rossoblù: profondtà di Ounas per Zappa, cross e Pavoletti di tacco fa gol. L'attaccante esulta, non segnava da un anno e mezzo esatto. Una liberazione per lui, applauditissimo dalle persone in tribuna.
Doccia gelata. Italiano si gioca le carte Deiola e Chabot, ma il Cagliari non è quello del primo tempo. E' reattivo, occupa meglio il campo, affonda senza fronzoli, riuscendo a trovare interessanti corridoi sulle corsie. Ounas e Sottil potrebbero chiudere il conto ma sbagliano. I rossoblù corrono anche qualche rischio. Alla fine è Klavan a fare la frittata. Tocca in area Piccoli, rigore ineccepibile. Nzola lo trasforma. Ai Quattro Mori resta l'amaro in bocca perchè ormai erano pronti a festeggiare dopo un match durissimo. Tirando le somme, però, il pari è giusto.
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