La giovane Signora si inchina all’Olbia
di Paolo Ardovino
Secondo successo stagionale per i bianchi, il primo al Nespoli. A decidere la partita le reti di Pennington e Udoh
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OLBIA. La chiave è stata non commettere gli errori che solitamente sono stati fatti. Il rischio di vedere anche contro la Juventus U23 un copione ritrito era dietro l’angolo, però no, questa volta c’è una vittoria -secondo successo stagionale, primo al “Nespoli” - da godersi. Tre punti permettono all’Olbia di prendere aria in classifica e allontanare cattivi pensieri.
La nuova via imboccata da Canzi passa per la difesa a quattro. Veri esterni di ruolo non ci sono, lamenterà anche lo stesso tecnico a fine partita, però in queste ultime uscite ha sicuramente convinto di più. Arboleda: non si sa perché nell’ultimo mese il tecnico gli dedicasse solo presenze da subentrato, ieri è stato l’uomo in più nelle manovre offensive. E davanti, il desiderio di tutti è stato esaudito: Giandonato e Ragatzu sulla trequarti alle spalle di Cocco. I tre danno maggiore sensazione di affidabilità messi insieme, l’esperimento andrà riproposto, ma quando saranno tutti in piena forma.
La medaglia al valore andrebbe all’intero reparto di centrocampo, ma è su tutti Pennington a riempire il tabellino. Lo fa con la rete che sblocca la gara e con l’assist di testa per il raddoppio. Udoh finisce in copertina per aver siglato il gol dei tre punti. Ma c’è da dirlo, oltre quello il suo ingresso aggiunge poco o nulla, ancora lacunoso sulla gestione del pallone. La speranza, comunque, è che essersi sbloccato sia anche sinonimo di una svolta per ricambiare la fiducia sinora mostrata dall’allenatore.
Per quanto riguarda la partita, il primo brivido equivale al gol olbiese. Percussione sulla destra di Arboleda che poi si affaccia in area e cerca l'imbeccata di Pennington (9’). Dieci minuti più tardi, l’azione esteticamente più bella. Giandonato pennella verso Ragatzu sull’esterno, il fantasista al limite rientra sul destro e tenta il tiro a giro all’angolo. Il portiere avversario è costretto a distendersi. In mezzo ci sono i tentativi d’attacco della Juventus, che non arrivano a impegnare in maniera seria Tornaghi, ma la retroguardia sì. È Rafia a sfuggire alle maglie bianche insieme a Brighenti. Anche se al 29’ l’Olbia avrebbe l’opportunità per raddoppiare. Altro cross in profondità, i difensori juventini pasticciano e la palla scorre sui piedi di Pennington, in area, solo, a pochi passi dalla porta, ma la conclusione centra in pieno Nocchi tra i pali.
Nella ripresa la velocità del gioco cala, la qualità cerca di rimanere a galla. Superata di poco l’ora, azione in corsa degli ospiti, Rafia riceve e va di diagonale sul secondo palo. Basta a beffare Tornaghi. Due minuti dopo, lo stesso centravanti della Juve è croce dei suoi facendosi espellere per doppio giallo per un fallo a centrocampo. L’Olbia non sembra approfittarne troppo se non per una sola azione, la più importante. Su lancio lungo in area, colpo di testa di Pennington che fa da sponda a Udoh, anche lui di testa sotto porta questa volta – era ora – non sbaglia. E regala la vittoria.
La nuova via imboccata da Canzi passa per la difesa a quattro. Veri esterni di ruolo non ci sono, lamenterà anche lo stesso tecnico a fine partita, però in queste ultime uscite ha sicuramente convinto di più. Arboleda: non si sa perché nell’ultimo mese il tecnico gli dedicasse solo presenze da subentrato, ieri è stato l’uomo in più nelle manovre offensive. E davanti, il desiderio di tutti è stato esaudito: Giandonato e Ragatzu sulla trequarti alle spalle di Cocco. I tre danno maggiore sensazione di affidabilità messi insieme, l’esperimento andrà riproposto, ma quando saranno tutti in piena forma.
La medaglia al valore andrebbe all’intero reparto di centrocampo, ma è su tutti Pennington a riempire il tabellino. Lo fa con la rete che sblocca la gara e con l’assist di testa per il raddoppio. Udoh finisce in copertina per aver siglato il gol dei tre punti. Ma c’è da dirlo, oltre quello il suo ingresso aggiunge poco o nulla, ancora lacunoso sulla gestione del pallone. La speranza, comunque, è che essersi sbloccato sia anche sinonimo di una svolta per ricambiare la fiducia sinora mostrata dall’allenatore.
Per quanto riguarda la partita, il primo brivido equivale al gol olbiese. Percussione sulla destra di Arboleda che poi si affaccia in area e cerca l'imbeccata di Pennington (9’). Dieci minuti più tardi, l’azione esteticamente più bella. Giandonato pennella verso Ragatzu sull’esterno, il fantasista al limite rientra sul destro e tenta il tiro a giro all’angolo. Il portiere avversario è costretto a distendersi. In mezzo ci sono i tentativi d’attacco della Juventus, che non arrivano a impegnare in maniera seria Tornaghi, ma la retroguardia sì. È Rafia a sfuggire alle maglie bianche insieme a Brighenti. Anche se al 29’ l’Olbia avrebbe l’opportunità per raddoppiare. Altro cross in profondità, i difensori juventini pasticciano e la palla scorre sui piedi di Pennington, in area, solo, a pochi passi dalla porta, ma la conclusione centra in pieno Nocchi tra i pali.
Nella ripresa la velocità del gioco cala, la qualità cerca di rimanere a galla. Superata di poco l’ora, azione in corsa degli ospiti, Rafia riceve e va di diagonale sul secondo palo. Basta a beffare Tornaghi. Due minuti dopo, lo stesso centravanti della Juve è croce dei suoi facendosi espellere per doppio giallo per un fallo a centrocampo. L’Olbia non sembra approfittarne troppo se non per una sola azione, la più importante. Su lancio lungo in area, colpo di testa di Pennington che fa da sponda a Udoh, anche lui di testa sotto porta questa volta – era ora – non sbaglia. E regala la vittoria.
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