il trequartista ogliastrino
Attili sprona il suo Lanusei: «A Monterosi senza paura»
LANUSEI. Vittorio Attili, 25 anni, originario di Roma, è uno dei punti di forza del Lanusei, la squadra bianco-rosso-verde ogliastrina che per la sesta stagione consecutiva disputa il campionato di...
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LANUSEI. Vittorio Attili, 25 anni, originario di Roma, è uno dei punti di forza del Lanusei, la squadra bianco-rosso-verde ogliastrina che per la sesta stagione consecutiva disputa il campionato di serie D. «A Lanusei, oramai mi sento di casa – dichiara il trequartista – Qui sono approdato a luglio del 2019. Ho accettato senza tentennamenti e con entusiasmo la proposta dei dirigenti, ho condiviso appieno e sposato il progetto che mi è stato prospettato. Mi trovo benissimo. A Lanusei quest’anno ho ritrovato il mister Alfonso Greco che conosco bene, essendo stato allenatore dell’Ostiamare, squadra con la quale ho giocato per due stagioni, e del quale ho una grande stima. Oltre che essere un bravo allenatore è anche un grande uomo».
Il morale della squadra dopo la sconfitta interna del 29 novembre nel recupero con la capolista Latina?
«La sconfitta, arrivata su palla inattiva, un corner, non ha intaccato la nostra autostima. Non abbiamo sfigurato pur giocando contro una squadra fortissima, una delle favorite per la vittoria finale. Abbiamo creato tantissimo ma, così come successo in altre occasioni, non siamo riusciti a concretizzare. Siamo stati anche un pochino sfortunati. Sullo 0 a 0 all’inizio del secondo tempo Arvia ha colpito la traversa».
Ha pesato l’inattività agonistica?
«Relativamente. Abbiamo corso sino alla fine. Nelle sconfitte non è da sportivi cercare alibi e scusanti».
Il dipartimento interregionale ha cambiato il protocollo sanitario. Condivide le modifiche?
«Sì, nel modo più assoluto. Secondo il mio parere doveva essere modificato prima. I continui rinvii rischiavano di falsare il campionato. Adesso i giochetti sono finalmente finiti».
Alla ripresa del campionato, domenica affronterete il Monterosi che occupa il secondo posto in classica. Con quale spirito?
«È una match molto impegnativo, quasi proibitivo, lo affronteremo a viso aperto senza particolari tatticismi. Abbiamo bisogno di punti e vogliamo riscattare la sconfitta con il Latina. Ci mancherà Andrea Carta, squalificato, ma rientra Mbaje Sylla. Contiamo molto sul recupero pieno di Varela».
Ritiene giusto che le gare siano giocate a porte chiuse?
«No. Ai tifosi deve essere consentito di poter assistere alle gare. Ti danno la carica».
Alessandro Bulla
Il morale della squadra dopo la sconfitta interna del 29 novembre nel recupero con la capolista Latina?
«La sconfitta, arrivata su palla inattiva, un corner, non ha intaccato la nostra autostima. Non abbiamo sfigurato pur giocando contro una squadra fortissima, una delle favorite per la vittoria finale. Abbiamo creato tantissimo ma, così come successo in altre occasioni, non siamo riusciti a concretizzare. Siamo stati anche un pochino sfortunati. Sullo 0 a 0 all’inizio del secondo tempo Arvia ha colpito la traversa».
Ha pesato l’inattività agonistica?
«Relativamente. Abbiamo corso sino alla fine. Nelle sconfitte non è da sportivi cercare alibi e scusanti».
Il dipartimento interregionale ha cambiato il protocollo sanitario. Condivide le modifiche?
«Sì, nel modo più assoluto. Secondo il mio parere doveva essere modificato prima. I continui rinvii rischiavano di falsare il campionato. Adesso i giochetti sono finalmente finiti».
Alla ripresa del campionato, domenica affronterete il Monterosi che occupa il secondo posto in classica. Con quale spirito?
«È una match molto impegnativo, quasi proibitivo, lo affronteremo a viso aperto senza particolari tatticismi. Abbiamo bisogno di punti e vogliamo riscattare la sconfitta con il Latina. Ci mancherà Andrea Carta, squalificato, ma rientra Mbaje Sylla. Contiamo molto sul recupero pieno di Varela».
Ritiene giusto che le gare siano giocate a porte chiuse?
«No. Ai tifosi deve essere consentito di poter assistere alle gare. Ti danno la carica».
Alessandro Bulla
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