promozione
Il San Teodoro non molla la presa
Mister Degortes: «Ci alleniamo, ma quanto ci manca il campo»
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SAN TEODORO. Doveva essere l'anno della rinascita per il San Teodoro, ripartito dopo aver ritrovato la giusta dimensione societaria. Ma nessuno aveva fatto i conti con l'emergenza Covid e ora tutti si ritrovano a sperare di poter portare a termine la stagione. «In questo momento non si può che sperare - dice il tecnico del San Teodoro Giampaolo Degortes - Tutte le società devono calarsi in questa nuova realtà e comportarsi di conseguenza. Non è facile perché ci manca il campo, ma la salute viene prima di ogni altra cosa e ci si deve adeguare».
Come lo fa il San Teodoro? «Rispettando alla lettera i protocolli anticovid. Abbiamo anche fatto quattro sedute alla settimana, con allenamenti a secco, lavorando nel rispetto delle distanze fra i giocatori e utilizzando tutto il campo. Adesso facciamo due sedute settimanali, anche perché è ormai certo che prima della metà di gennaio non si potrà parlare di ripresa. Per un allenatore non è semplice svolgere gli allenamenti, perché dobbiamo far capire ai nostri giocatori che prima di tutto serve il rispetto per le regole».
È un momento difficile per tutti. «Mancano le risorse economiche che a questi livelli sono principalmente legate agli sponsor e agli incassi domenicali. Poi, la società ci è vicina e non ci fa mancare niente. E questo, dopo due stagioni di sofferenza, è già un ottimo punto di partenza. Ma la situazione non è facile e credo che il calcio dilettantistico ne soffrirà a lungo perché non sarà facile riprendersi. Tutti noi addetti ai lavori dobbiamo capire che stiamo vivendo una stagione diversa da tutte le altre e che se ne potrà venire fuori solo attenendosi alle regole». Per quanto riguarda poi il campionato di Promozione il tecnico del San Teodoro ha le idee chiare. «Si sono giocate appena 5 gare e con il mercato che resterà aperto fino a febbraio tutto può cambiare. Le prime indicazioni facevano intravedere un torneo di livello medio alto, con parecchie formazioni di buon livello, ma questo era prima dello stop. Ora tutto è condizionato e ogni squadra dovrà fare di necessità virtù.
Pietro Rudellat
Come lo fa il San Teodoro? «Rispettando alla lettera i protocolli anticovid. Abbiamo anche fatto quattro sedute alla settimana, con allenamenti a secco, lavorando nel rispetto delle distanze fra i giocatori e utilizzando tutto il campo. Adesso facciamo due sedute settimanali, anche perché è ormai certo che prima della metà di gennaio non si potrà parlare di ripresa. Per un allenatore non è semplice svolgere gli allenamenti, perché dobbiamo far capire ai nostri giocatori che prima di tutto serve il rispetto per le regole».
È un momento difficile per tutti. «Mancano le risorse economiche che a questi livelli sono principalmente legate agli sponsor e agli incassi domenicali. Poi, la società ci è vicina e non ci fa mancare niente. E questo, dopo due stagioni di sofferenza, è già un ottimo punto di partenza. Ma la situazione non è facile e credo che il calcio dilettantistico ne soffrirà a lungo perché non sarà facile riprendersi. Tutti noi addetti ai lavori dobbiamo capire che stiamo vivendo una stagione diversa da tutte le altre e che se ne potrà venire fuori solo attenendosi alle regole». Per quanto riguarda poi il campionato di Promozione il tecnico del San Teodoro ha le idee chiare. «Si sono giocate appena 5 gare e con il mercato che resterà aperto fino a febbraio tutto può cambiare. Le prime indicazioni facevano intravedere un torneo di livello medio alto, con parecchie formazioni di buon livello, ma questo era prima dello stop. Ora tutto è condizionato e ogni squadra dovrà fare di necessità virtù.
Pietro Rudellat
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