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«Una via per Oreste Macciocu»

di Gianna Zazzara
«Una via per Oreste Macciocu»

È la proposta del figlio del campione di boxe sassarese. «Il suo insegnamento non va dimenticato»

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SASSARI. Una via dedicata al maestro di boxe sassarese Oreste Macciocu. A questo obiettivo sta lavorando il figlio Mauro affinchè «non venga dimenticato il suo insegnamento».

«Ho già inviato una richiesta all’amministrazione ma ancora non ho ricevuto risposta. Sarebbe un bel modo per ricordare uno sportivo che ha dato lustro alla città di Sassari. In ogni caso io non mi fermo. Aspetterò che passi questo brutto momento e poi busserò di persona alla porta del sindaco, lo devo a mio padre».

Oreste Macciocu, scomparso nel 2003, allievo del maestro americano Steve Klaus, aveva dato vita negli anni 30 e ’40 a quello che viene considerato il periodo d’oro del pugilato sassarese. Suo il merito di aver lanciato nel professionismo pugili come Furesi, Polo, Carboni e Pintore.

«Mio padre era convinto che la boxe fosse una scuola di vita e aveva ragione. Il ring insegna il rispetto dell’avversario e dà la forza per superare i propri limiti. È lo sport ideale per aiutare i più giovani a crescere. Come famiglia vogliamo portare avanti il suo insegnamento – spiega il figlio Mauro – e per questo abbiamo aperto la pagina Facebook “Oreste Maccioccu” dove pubblichiamo le foto storiche degli incontri di mio padre. Mi piacerebbe molto che Sassari lo ricordasse intitolandogli una via dal momento che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita della boxe in città. Sarebbe bello che anche le nuove generazioni conoscessero la storia di mio padre e tutti i sacrifici che ha fatto per il pugilato».

La passione di Oreste Maccioccu per la boxe è una questione di famiglia. «Anche gli altri tre fratelli di mio padre erano pugili. Ad emergere per primo fu Giulio, classe 1907. Mio padre mi raccontava che per scendere di peso utilizzasse anche le caldaie in cui si lavorava il sale dell’azienda di famiglia». Di Giulio si ricorda anche l’epico match del Teatro Verdi del 12 dicembre del 1931 contro l’allora imbattuto napoletano Silvestro Matacena.

Oreste Macciocu esordì nel gennaio del 1937 al Teatro Verdi, ad appena 16 anni. In quella occasione sconfisse ai punti Fiori di Porto Torres, nella categoria mosca. Il debutto tra i professionisti nel 1942 e tre anni dopo lo stop a causa di un difetto cardiaco. Nel mezzo tantissimi titoli vinti e match epici tra cui spicca il titolo provinciale prima serie in un incontro del 1938 sul ring di Porto Torres contro l’idolo locale Mario Solinas, campione italiano prima serie. Ma Oreste, nonostante il brutto scherzo giocatogli dal cuore, non abbandonò la boxe, scese dal ring e iniziò ad allenare i ragazzi.

«Sotto di lui si sono allenate tre generazioni di pugili – ricorda il figlio –. Tra gli appuntamenti organizzati in città due titoli mondiali con i grandissimi campioni della boxe azzurra come Nati, Stecca, Damiani, cinque europei e tanti campionati nazionali. Grazie papà».

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