Dinamo-Pasquini, fiducia sino al 2024
di Andrea Sini
La società sassarese conferma l’uomo del mercato, a Sassari dal 2011. Sardara: «Per noi è una figura fondamentale»
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SASSARI. Fiducia piena, nelle parole e nei fatti. E ora anche nel contratto, prolungato per l’ennesima volta. Federico Pasquini sempre più uomo-Dinamo, con il club biancoblù che ha confermato il general manager per altre tre stagioni, ovvero sino al 2024. Si tratta di un passo importante a livello di programmazione societaria, in un momento storico complicato. «Federico Pasquini è un uomo-Dinamo per eccellenza – ha commentato Stefano Sardara –, che ha sposato il progetto biancoblu dagli albori nel lontano 2011. La grande competenza tecnica unita alla spiccata capacità di assistere i coach nella loro visione, fa di Federico una figura fondamentale per la Dinamo. Con questo rinnovo ci proiettiamo verso un nuovo quadriennio in cui poter crescere ancora una volta insieme, fissando nuovi ed entusiasmanti obiettivi. In un momento come questo, poter guardare insieme al futuro è un privilegio e uno stimolo per poter costruire con ambizione il cammino del club».
Il dirigente ferrarese, 47 anni, arrivò a Sassari nel 2010 come coach, portando alla salvezza nella B dilettanti la Robur et Fides, allora guidata proprio da Sardara. L’anno successivo il passaggio alla Dinamo, nella quale ha rivestito il ruolo di direttore sportivo e poi di general manager, con la parentesi del doppio incarico come coach e giemme tra il 2016 e il 2018, la Coppa Italia sfiorata a Rimini e la chiusura amara dell’esperienza in panchina con la mancata qualificazione ai playoff.
«Sentire questa fiducia è gratificante – dice Pasquini –, sono felice che in un periodo nel quale bisogna affrontare problematiche molto delicate la società abbia deciso di darmi ancora una volta la possibilità di lavorare potendo programmare, è una grande dimostrazione di fiducia e stima. Lavorare in questa società mi piace, ogni anno ci sono idee nuove. Personalmente ho ancora il fuoco dentro, mi piace scovare giocatori ma amo anche la quotidianità legata al gruppo».
Poi alcuni flashback: «Ogni anno è stato diverso. Dal 2011 al 2014 c’è stata una difficoltà di far conoscere Sassari e far capire che si trattava di un posto e di un club serio. L’Eurolega e le vittorie ci hanno permesso di consolidarci a un certo livello. Vincere ha i pro e contro, perché aumentano le pressioni e le aspettative, i margini di errore si riducono, ma è bello anche per questo. Coach e giocatori preferiti? Sono stato bene con tutti – dice Pasquini –, ma con Pozzecco ho un feeling particolare. Giocatori ne sono arrivati tanti e di valore, anche inaspettati. Sono particolarmente fiero del percorso fatto con noi da Shane Lawal, Trevor Lacey e Dwayne Evans».
Il dirigente ferrarese, 47 anni, arrivò a Sassari nel 2010 come coach, portando alla salvezza nella B dilettanti la Robur et Fides, allora guidata proprio da Sardara. L’anno successivo il passaggio alla Dinamo, nella quale ha rivestito il ruolo di direttore sportivo e poi di general manager, con la parentesi del doppio incarico come coach e giemme tra il 2016 e il 2018, la Coppa Italia sfiorata a Rimini e la chiusura amara dell’esperienza in panchina con la mancata qualificazione ai playoff.
«Sentire questa fiducia è gratificante – dice Pasquini –, sono felice che in un periodo nel quale bisogna affrontare problematiche molto delicate la società abbia deciso di darmi ancora una volta la possibilità di lavorare potendo programmare, è una grande dimostrazione di fiducia e stima. Lavorare in questa società mi piace, ogni anno ci sono idee nuove. Personalmente ho ancora il fuoco dentro, mi piace scovare giocatori ma amo anche la quotidianità legata al gruppo».
Poi alcuni flashback: «Ogni anno è stato diverso. Dal 2011 al 2014 c’è stata una difficoltà di far conoscere Sassari e far capire che si trattava di un posto e di un club serio. L’Eurolega e le vittorie ci hanno permesso di consolidarci a un certo livello. Vincere ha i pro e contro, perché aumentano le pressioni e le aspettative, i margini di errore si riducono, ma è bello anche per questo. Coach e giocatori preferiti? Sono stato bene con tutti – dice Pasquini –, ma con Pozzecco ho un feeling particolare. Giocatori ne sono arrivati tanti e di valore, anche inaspettati. Sono particolarmente fiero del percorso fatto con noi da Shane Lawal, Trevor Lacey e Dwayne Evans».
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