Olbia batticuore: fermata la capolista
di Paolo Ardovino
Daniele Ragatzu (doppietta) con un rigore allo scadere sigilla il sofferto ma meritato pareggio contro il forte Renate
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OLBIA. Era ora che anche l’Olbia potesse esultare per un risultato del genere. Per un pareggio arrivato nei minuti finali, quasi come una beffa per il Renate che per ampi tratti ha giganteggiato (era pur sempre la capolista). Una sconfitta, stavolta, non avrebbe evidenziato i demeriti dell’Olbia quanto una fisiologica superiorità degli ospiti. Il 2-2- non è immeritato, è bene dirlo, assume però di sicuro i tratti dell’impresa.
I protagonisti. Sulla lettura della trama, quello che sembrava essere sin qui un problema, ieri è stato l’asso nella manica di Canzi: la fluidità tattica dell’Olbia ha cambiato volto alla partita dei bianchi. Il primo tempo, con la difesa a quattro, è stato di tanta (troppa) sofferenza, nella ripresa anche grazie al passaggio a tre nel reparto difensivo si è riusciti a tenere testa al Renate. Nei voti, il primo della classe guardando il tabellino è sicuramente Ragatzu. Nei novanta minuti non è stato onnipresente ma a calciatori come lui bastano lampi. E che lampi: una punizione e un rigore procurati e trasformati in gol. Poi sì, la sofferenza è stato il fattore comune della prestazione collettiva. Tutti abbastanza in apnea per gran parte dei primi 45’ e poi in crescita nella seconda frazione, non tanto dal punto di vista qualitativo – la qualità è mancata più di tutto, chiedere a Giandonato – quanto sulla presenza in campo. Maglia nera per Cocco, passi una condizione fisica mai arrivata al cento per cento, passi un avversario così ostico, ma il centravanti è troppo indietro.
La cronaca. La storia della partita si sviluppa gran parte nei primi dieci giri di lancette. Al 3’ Ragatzu sblocca la gara su punizione dal limite. La traiettoria è precisa e la palla si insacca sotto l’angolo. Sembra pronta a essere elogiata come la prodezza di giornata, ma al 10’ la risposta dei brianzoli arriva con Kabashi. Ancora punizione, stavolta la distanza supera i 20 metri e la conclusione punta sulla potenza. Raggiunto il pari, gli ospiti aumentano in intensità e pericolosità. Galuppini crea più di qualche pensiero ai bianchi. Prima in percussione supera la retroguardia, entra in area e tira fuori di poco (16’), poi ci prova col destro dalla distanza. Tornaghi para, Maistrello ribatte ma sfiora la traversa (25’). L’azione più clamorosa, infine, è al 35’ col colpo di testa servito dal cross di Esposito. Lasciato troppo solo, salta a pochi metri dalla porta ma non c’entra incredibilmente lo specchio.
Nella ripresa le squadre cambiano impostazione, l’Olbia passa a tre dietro e il Renate si modula sul 3-5-2. È la giornata degli eurogol su punizione: al 60’ ancora Galuppini sistema il pallone su posizione defilata dalla destra, a discreta distanza. I neroblù sono spesso nella metà campo olbiese, sì, ma reali pericoli non li creano. Commettono piuttosto un’ingenuità, attraverso Anghileri. Il difensore atterra Ragatzu in area di rigore, lo stesso fantasista va dal dischetto e non sbaglia. Palla a sinistra e portiere a destra.
I protagonisti. Sulla lettura della trama, quello che sembrava essere sin qui un problema, ieri è stato l’asso nella manica di Canzi: la fluidità tattica dell’Olbia ha cambiato volto alla partita dei bianchi. Il primo tempo, con la difesa a quattro, è stato di tanta (troppa) sofferenza, nella ripresa anche grazie al passaggio a tre nel reparto difensivo si è riusciti a tenere testa al Renate. Nei voti, il primo della classe guardando il tabellino è sicuramente Ragatzu. Nei novanta minuti non è stato onnipresente ma a calciatori come lui bastano lampi. E che lampi: una punizione e un rigore procurati e trasformati in gol. Poi sì, la sofferenza è stato il fattore comune della prestazione collettiva. Tutti abbastanza in apnea per gran parte dei primi 45’ e poi in crescita nella seconda frazione, non tanto dal punto di vista qualitativo – la qualità è mancata più di tutto, chiedere a Giandonato – quanto sulla presenza in campo. Maglia nera per Cocco, passi una condizione fisica mai arrivata al cento per cento, passi un avversario così ostico, ma il centravanti è troppo indietro.
La cronaca. La storia della partita si sviluppa gran parte nei primi dieci giri di lancette. Al 3’ Ragatzu sblocca la gara su punizione dal limite. La traiettoria è precisa e la palla si insacca sotto l’angolo. Sembra pronta a essere elogiata come la prodezza di giornata, ma al 10’ la risposta dei brianzoli arriva con Kabashi. Ancora punizione, stavolta la distanza supera i 20 metri e la conclusione punta sulla potenza. Raggiunto il pari, gli ospiti aumentano in intensità e pericolosità. Galuppini crea più di qualche pensiero ai bianchi. Prima in percussione supera la retroguardia, entra in area e tira fuori di poco (16’), poi ci prova col destro dalla distanza. Tornaghi para, Maistrello ribatte ma sfiora la traversa (25’). L’azione più clamorosa, infine, è al 35’ col colpo di testa servito dal cross di Esposito. Lasciato troppo solo, salta a pochi metri dalla porta ma non c’entra incredibilmente lo specchio.
Nella ripresa le squadre cambiano impostazione, l’Olbia passa a tre dietro e il Renate si modula sul 3-5-2. È la giornata degli eurogol su punizione: al 60’ ancora Galuppini sistema il pallone su posizione defilata dalla destra, a discreta distanza. I neroblù sono spesso nella metà campo olbiese, sì, ma reali pericoli non li creano. Commettono piuttosto un’ingenuità, attraverso Anghileri. Il difensore atterra Ragatzu in area di rigore, lo stesso fantasista va dal dischetto e non sbaglia. Palla a sinistra e portiere a destra.
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