Tre stelle per una Dinamo a due velocità
di Andrea Sini
Con Spissu, Burnell e Bilan in campo è tutta un’altra musica, ma infortuni e Covid hanno rallentato gli altri
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SASSARI. Stessa squadra, stesso gruppo, ma due velocità differenti. I quaranta minuti giocati domenica contro Treviso hanno permesso di mettere a fuoco in maniera chiara le dinamiche attualmente in corso in casa Banco di Sardegna.
Al completo. Due gare giocate al completo, due belle vittorie. Superati problemi legati al coronavirus e inserito nel roster Toni Kakic, che ha preso il posto dell’infortunato Pusica, la Dinamo ha offerto due prestazioni decisamente convincenti al cospetto di una corazzata come la Virtus Bologna e di una outsider solida e ben allenata come la De’ Longhi. Non era scontato, perché l’esperienza insegna che a volte, a breve termine, un gruppo rimaneggiato rende meglio di un un roster al completo e che spesso allungare le rotazioni crea qualche scompenso. Problemematiche che il gruppo di Pozzecco sembra avere dribblato.
Le certezze. Sinora tre giocatori sono partiti sempre in quintetto: Marco Spissu, Jason Burnell e Miro Bilan. A loro si aggiunge Eimantas Bendzius, inserito nello starting five in otto occasioni su nove. I quattro hanno il minutaggio più alto e sono, non a caso, i migliori giocatori della Dinamo, sia in termini assoluti che a livello di rendimento. Il loro impatto sulle partite, visibile a occhio nudo, è testimoniato dalla statistica che meglio racconta l’incidenza di un giocatore sulle dinamiche di squadra, ovvero il plus/minus: Burnell (+6,9), Bilan (6,7) e Spissu (5,9) sono gli elementi che vantano il dato più alto e anche contro Treviso hanno confermato di essere assolutamente indispensabili.
Nuovi equilibri. A fine gara coach Pozzecco, interrogato sull’argomento, ha fornito una risposta chiara ed esaustiva, ponendo tre ordini di ragioni: «La prima è che si tratta degli unici giocatori che non hanno avuto né covid, né infortuni. La seconda è che sono forti. La terza è che bisognerà lavorare ancora di più per fare arrivare gli altri a questo livello». Stefano Gentile, lasciatosi alle spalle il lungo infortunio, si sta avvicinando rapidamente al suo status di uomo da quintetto. Kruslin e Treier hanno avuto le gambe letteralmente tagliate dal virus, e stanno lavorando duro per rimettersi al passo. Lo stesso discorso vale per Tillman, per il quale – tra la giovane età e i terribili lutti degli ultimi mesi – sarà importante trovare il giusto equilibrio anche a livello mentale. Katic è arrivato da poco e ha necessità un altro po’ di tempo. Insomma, la Dinamo c’è, e vale la pena attendere come sarà appena tutti gli elementi riusciranno a mettersi al passo.
Al completo. Due gare giocate al completo, due belle vittorie. Superati problemi legati al coronavirus e inserito nel roster Toni Kakic, che ha preso il posto dell’infortunato Pusica, la Dinamo ha offerto due prestazioni decisamente convincenti al cospetto di una corazzata come la Virtus Bologna e di una outsider solida e ben allenata come la De’ Longhi. Non era scontato, perché l’esperienza insegna che a volte, a breve termine, un gruppo rimaneggiato rende meglio di un un roster al completo e che spesso allungare le rotazioni crea qualche scompenso. Problemematiche che il gruppo di Pozzecco sembra avere dribblato.
Le certezze. Sinora tre giocatori sono partiti sempre in quintetto: Marco Spissu, Jason Burnell e Miro Bilan. A loro si aggiunge Eimantas Bendzius, inserito nello starting five in otto occasioni su nove. I quattro hanno il minutaggio più alto e sono, non a caso, i migliori giocatori della Dinamo, sia in termini assoluti che a livello di rendimento. Il loro impatto sulle partite, visibile a occhio nudo, è testimoniato dalla statistica che meglio racconta l’incidenza di un giocatore sulle dinamiche di squadra, ovvero il plus/minus: Burnell (+6,9), Bilan (6,7) e Spissu (5,9) sono gli elementi che vantano il dato più alto e anche contro Treviso hanno confermato di essere assolutamente indispensabili.
Nuovi equilibri. A fine gara coach Pozzecco, interrogato sull’argomento, ha fornito una risposta chiara ed esaustiva, ponendo tre ordini di ragioni: «La prima è che si tratta degli unici giocatori che non hanno avuto né covid, né infortuni. La seconda è che sono forti. La terza è che bisognerà lavorare ancora di più per fare arrivare gli altri a questo livello». Stefano Gentile, lasciatosi alle spalle il lungo infortunio, si sta avvicinando rapidamente al suo status di uomo da quintetto. Kruslin e Treier hanno avuto le gambe letteralmente tagliate dal virus, e stanno lavorando duro per rimettersi al passo. Lo stesso discorso vale per Tillman, per il quale – tra la giovane età e i terribili lutti degli ultimi mesi – sarà importante trovare il giusto equilibrio anche a livello mentale. Katic è arrivato da poco e ha necessità un altro po’ di tempo. Insomma, la Dinamo c’è, e vale la pena attendere come sarà appena tutti gli elementi riusciranno a mettersi al passo.
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