Il Cagliari non punge e non vince
di Roberto Muretto
Pareggio meritato col Parma ma nel finale i rossoblù corrono qualche rischio di troppo
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Quando la luce di Joao Pedro si accende a intermittenza, il Cagliari fa fatica a creare situazioni pericolose. Ieriì il brasiliano non ha brillato e i rossoblù hanno ottenuto al “Tardini” un pari che va accettato di buon grado perchè ad avere le occasioni (poche) migliori è stata la squadra di Liverani. I Quattro Mori hanno giocato a ritmi bassi, portando palla, finendo con l'incartarsi al momento dell'ultimo passaggio. E' mancata la qualità nelle singole giocate, un limite sul quale bisognerà lavorare tanto. La squadra isolana ha tenuto bene il campo e il pallino del match per quasi un'ora, ma lo ha fatto in modo sterile, senza acuti. Poi ha perso un po' le misure tra i reparti ed è venuto fuori il Parma che nel finale ha avuto un paio di occasioni per fare male. La scelta di schierare dall'inizio Cerri, forse nell'ottica del turnover, non si è rivelata azzeccata e lo stesso mister l’ha bocciata sostituendolo. La sua partita è durata un tempo. La classifica resta tranquilla ma da questa squadra è giusto pretendere qualcosa in più.
Di Fra cambia. Cerri e Oliva sono le novità più rilevanti nella formazione del Cagliari. Il tecnico rossoblù decide di far tirare il fiato a Marin e inserisce il centrocampista uruguaiano davanti alla difesa. Cerri supera la concorrenza di Pavoletti e Simeone, un attestato di fiducia da parte del mister che rappresenta un grande stimolo per l'attaccante. Torna Klavan al centro della difesa, ma questo avvicendamento era abbastanza scontato. Il Parma gioca con il 4-3-2-1: Inglese punta centrale, Karamoh e Gervinho sono gli esterni.
Andamento lento. Ritmi bassi, circolazione della palla lentissima e partita che scorre senza sussulti. Il Cagliari fa fatica a costruire, perde troppo facilmente il pallone ed è costretto ad abbassare il baricentro. Cerri non ne tiene una e quindi non consente alla squadra di guadagnare metri. La formaizione di Liverani è più pericolosa, sfrutta la corsia di destra con Gervinho che quando parte diventa imprendibile. Non sempre Nandez raddoppia la marcatura e questo crea qualche problema a Zappa che limitare le incursioni. Il Parma è costretto a due cambi nei primi 28' per gli infortuni di Scozzarella e Pezzella. Entrano Sohm e Gagliolo, tatticamente cambia poco, anche se Gagliolo è meno portato adattaccare di Giuseppe Pezzella.
Cholito. Cerri resta negli spogliatoi, al suo posto Simeone per dare più concretezza all'attacco. Negativa la prova dello “spilungone” che non sfrutta l'occasione concessa dal tecnico. Troppo lento, quasi impacciato con il pallone tra i piedi. I rossoblù cominciano la ripresa aggredendo alto ma non riescono a creare situazioni pericolose perchè il giro palla è troppo compassato, la difesa avversaria è sempre piazzata e trovare spazi diventa complicato. Il Parma non fa molto di più ma si affaccia un paio di volte nell'area degli isolani e per poco non colpis ce con Inglese. Cragno fa buona guardia in due occasioni.
Rischi. Nella parte finale è il Parma a essere più pericoloso. Il Cagliari si allunga, perde un po' le distanze tra i reparti, compattezza e concede spazi che fino a quel momento i ducali non avevano mai avuto. Le sostituzioni fatte da Liverani tolgono punti di riferimento alla difesa rossoblù, soprattutto Brunetta diventa una spina nel fianco. Di Francesco fa entrare anche Marin per Oliva, in campo dopo tantissimo tempo anche Ceppitelli che prende il posto di Lykogiannis che esce zoppicando. Oggi sarà valutato.
Fiatone. I rossoblù soffrono, non riescono più a ripartire. Si gioca solo nella loro metà campo. Cragno, però, non deve compiere interventi importanti, anche se un paio di palloni scodellati in area fanno venire i brividi. Finisce con un pareggio che al Cagliari sta bene e tutto sommato è giusto per quanto si è visto nell’arco dei 90 minuti. I quattro Mori hanno molto da lavorare, soprattutto nell'ultimo passaggio. Serve qualità e ieri, così cpme in aòltre partite, si è avuta la conferma che quando Joao Pedro non fa il fenomeno, la luce resta spenta a lungo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Di Fra cambia. Cerri e Oliva sono le novità più rilevanti nella formazione del Cagliari. Il tecnico rossoblù decide di far tirare il fiato a Marin e inserisce il centrocampista uruguaiano davanti alla difesa. Cerri supera la concorrenza di Pavoletti e Simeone, un attestato di fiducia da parte del mister che rappresenta un grande stimolo per l'attaccante. Torna Klavan al centro della difesa, ma questo avvicendamento era abbastanza scontato. Il Parma gioca con il 4-3-2-1: Inglese punta centrale, Karamoh e Gervinho sono gli esterni.
Andamento lento. Ritmi bassi, circolazione della palla lentissima e partita che scorre senza sussulti. Il Cagliari fa fatica a costruire, perde troppo facilmente il pallone ed è costretto ad abbassare il baricentro. Cerri non ne tiene una e quindi non consente alla squadra di guadagnare metri. La formaizione di Liverani è più pericolosa, sfrutta la corsia di destra con Gervinho che quando parte diventa imprendibile. Non sempre Nandez raddoppia la marcatura e questo crea qualche problema a Zappa che limitare le incursioni. Il Parma è costretto a due cambi nei primi 28' per gli infortuni di Scozzarella e Pezzella. Entrano Sohm e Gagliolo, tatticamente cambia poco, anche se Gagliolo è meno portato adattaccare di Giuseppe Pezzella.
Cholito. Cerri resta negli spogliatoi, al suo posto Simeone per dare più concretezza all'attacco. Negativa la prova dello “spilungone” che non sfrutta l'occasione concessa dal tecnico. Troppo lento, quasi impacciato con il pallone tra i piedi. I rossoblù cominciano la ripresa aggredendo alto ma non riescono a creare situazioni pericolose perchè il giro palla è troppo compassato, la difesa avversaria è sempre piazzata e trovare spazi diventa complicato. Il Parma non fa molto di più ma si affaccia un paio di volte nell'area degli isolani e per poco non colpis ce con Inglese. Cragno fa buona guardia in due occasioni.
Rischi. Nella parte finale è il Parma a essere più pericoloso. Il Cagliari si allunga, perde un po' le distanze tra i reparti, compattezza e concede spazi che fino a quel momento i ducali non avevano mai avuto. Le sostituzioni fatte da Liverani tolgono punti di riferimento alla difesa rossoblù, soprattutto Brunetta diventa una spina nel fianco. Di Francesco fa entrare anche Marin per Oliva, in campo dopo tantissimo tempo anche Ceppitelli che prende il posto di Lykogiannis che esce zoppicando. Oggi sarà valutato.
Fiatone. I rossoblù soffrono, non riescono più a ripartire. Si gioca solo nella loro metà campo. Cragno, però, non deve compiere interventi importanti, anche se un paio di palloni scodellati in area fanno venire i brividi. Finisce con un pareggio che al Cagliari sta bene e tutto sommato è giusto per quanto si è visto nell’arco dei 90 minuti. I quattro Mori hanno molto da lavorare, soprattutto nell'ultimo passaggio. Serve qualità e ieri, così cpme in aòltre partite, si è avuta la conferma che quando Joao Pedro non fa il fenomeno, la luce resta spenta a lungo.
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