La Nuorese vuole ripartire
di Francesco Pirisi
I dirigenti verdazzurri: «In campo a marzo? Noi ci siamo, speriamo con i tifosi»
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NUORO. L’incertezza e l’attesa sono i pensieri nel presente della Nuorese calcio, nell’Eccellenza regionale. La considerazione base della dirigenza è che si tratta di una stagione da dimenticare e prima la si chiude tanto meglio. Anche a costo di non riprenderla, dopo l’interruzione di ottobre a causa della seconda ondata del Covid, quando il campionato era appena alla sesta di andata.
Si attendono notizie dalla federazione regionale, che proprio questa settimana dovrebbe riunirsi. Tra le ipotesi quella di ripartire da marzo e completare il solo girone di andata. Con o senza playoff, a seconda che si decida per fare salire o meno anche la seconda classificata. L’altra soluzione, ma con poche chance, recuperare la stagione, con un “tour de force” fatto di doppie gare settimanali, con chiusura in estate. Ma si tratta di conti senza l’oste, in questo caso il governo, che ha bloccato sino al 15 gennaio per i dilettanti ogni tipo di attività. Dopodiché, deciderà il da farsi.
«Con la previsione di una terza ondata del Covid – spiegano i dirigenti verdazzurri – credere che le misure saranno allentate non è facile. Stiamo comunque alla finestra e se ci diranno di riprendere, lo faremo». Fermo restando, è la considerazione che emerge nell’ambiente verdazzurro, che il via libera all’attività agonistica, non sarà la soluzione dei problemi: «La ripresa, stato dei contagi permettendo, è fattibile – spiegano alla Nuorese – ma sarà sempre condizionata. Altra cosa – affermano ancora i dirigenti – se le partite dovessero riprendere a marzo, già da febbraio le società dovranno rifare la preparazione, richiamando in sede i giocatori». Dietro queste ultime parole non è irrilevante il problema economico, che ormai da quasi un anno è diventato centrale tra i club dilettantistici. «L’Eccellenza, così come tutto il calcio dilettantistico – viene ricordato – non ha diritto ad alcun rimborso e ristoro. Ma è dura così – spiegano – perché già lo sponsor condiziona il contributo solo alla possibilità di ripresa del campionato. Lo stesso discorso vale per gli incassi dei biglietti. E un riavvio a porte chiuse è insostenibile».
Il Natale lo si vuole consacrare anche all’augurio su una fine dello “stop” agonistico. Giocatori, tecnici e dirigenti se lo scambieranno dopodomani in un locale cittadino: «Vogliamo vedere i ragazzi per sentire il loro stato d’animo».
Si attendono notizie dalla federazione regionale, che proprio questa settimana dovrebbe riunirsi. Tra le ipotesi quella di ripartire da marzo e completare il solo girone di andata. Con o senza playoff, a seconda che si decida per fare salire o meno anche la seconda classificata. L’altra soluzione, ma con poche chance, recuperare la stagione, con un “tour de force” fatto di doppie gare settimanali, con chiusura in estate. Ma si tratta di conti senza l’oste, in questo caso il governo, che ha bloccato sino al 15 gennaio per i dilettanti ogni tipo di attività. Dopodiché, deciderà il da farsi.
«Con la previsione di una terza ondata del Covid – spiegano i dirigenti verdazzurri – credere che le misure saranno allentate non è facile. Stiamo comunque alla finestra e se ci diranno di riprendere, lo faremo». Fermo restando, è la considerazione che emerge nell’ambiente verdazzurro, che il via libera all’attività agonistica, non sarà la soluzione dei problemi: «La ripresa, stato dei contagi permettendo, è fattibile – spiegano alla Nuorese – ma sarà sempre condizionata. Altra cosa – affermano ancora i dirigenti – se le partite dovessero riprendere a marzo, già da febbraio le società dovranno rifare la preparazione, richiamando in sede i giocatori». Dietro queste ultime parole non è irrilevante il problema economico, che ormai da quasi un anno è diventato centrale tra i club dilettantistici. «L’Eccellenza, così come tutto il calcio dilettantistico – viene ricordato – non ha diritto ad alcun rimborso e ristoro. Ma è dura così – spiegano – perché già lo sponsor condiziona il contributo solo alla possibilità di ripresa del campionato. Lo stesso discorso vale per gli incassi dei biglietti. E un riavvio a porte chiuse è insostenibile».
Il Natale lo si vuole consacrare anche all’augurio su una fine dello “stop” agonistico. Giocatori, tecnici e dirigenti se lo scambieranno dopodomani in un locale cittadino: «Vogliamo vedere i ragazzi per sentire il loro stato d’animo».
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