Il Cagliari non riesce a decollare e Giulini non gradisce
Il presidente insoddisfatto del rendimento della squadra: le attenuanti a cominciare dal Covid sono tante, ma le aspettative erano davvero diverse
CAGLIARI. Il presidente del Cagliari ha il fuoco dentro. Dire che Tommaso Giulini non è contento del rendimento della squadra è un eufemismo. Il patron del Cagliari forse ripensa alla passata stagione, quando i rossoblù dopo tredici giornate di campionato avevano 11 punti in più rispetto ad oggi. Giulini non fa parte della lista dei “comandanti” che si mettono a urlare, lanciano accuse, ma sa come fare arrivare il messaggio ai diretti interessati. Le attenuanti sono tante, il Covid è un nemico invisibile contro il quale è difficile combattere, ma nonostante i tanti problemi, le attese erano diverse.
I Quattro Mori non vincono da sei gare (l’ultimo successo è datato 7 novembre) e il rendimento in casa (due vittorie, due pareggi e altrettante sconfitte) non è brillante. La classifica piange e va migliorata perchè se è vero che la salvezza senza soffrire resta l’obiettivo principale, è altrettanto vero che l’obiettivo è stare nella parte sinistra della graduatoria. Per due motivi: l’organico a disposizione del tecnico Eusebio Di Francesco ha le potenzialità per centrare questo ambizioso traguardo; stare tra le prime dieci porterebbe un bel po’ di milioni di euro in più nelle casse del club dai diritti tv.
L’allenatore ha cominciato con un modulo, poi ha avuto l’umiltà e l’intelligenza di cambiarlo, adattandolo alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. La squadra manca di continuità, ha difficoltà nel palleggio e commette ingenuità imperdonabili, come in occasione del gol del pareggio dell’Udinese. Lacune da colmare in fretta perchè gennaio sarà un mese complicato con tante partite ravvicinate e i margini per sbagliare ancora sono ridotti.
Intanto ieri gli operatori sanitari delll’ospedale Santissima Annunziata di Cagliari, hanno ricevuto la visita di una delegazione del club rossoblù capitanata dal presidente Giulini e dal dg Passetti. Hanno incontrato medici e infermieri alla presenza di monsignor Baturi, arcivescovo del capoluogo. Per il cappellano dell’ospedale, don Abis, una maglia numero 10 personalizzata. Dono apprezzato essendo un grandisxsimo tifoso dei Quattro Mori.
R.M.
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