Cagliari, una sconfitta che fa male
di Roberto Muretto
I rossoblù vanno sotto, pareggiano, giocano bene ma vince la Roma.La classifica fa paura
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Un'altra sconfitta. Che fa male e fa venire i brividi se si guarda la classifica. Il Cagliari esce a testa bassa dall'Olimpico, dopo aver regalato un tempo alla Roma, rimesso le cose a posto con un avvio di ripresa da applausi, per poi commettere sempre gli stessi errori, non riuscire a infliggere il colpo del ko, e inchinarsi ad un avversario che ad un certo punto sembrava in attesa di essere matato . I rossoblù devono recitare ancora una volta il mea culpa. Non si può giocare a fiammate, avere pause, ripartire e poi fermarsi ancora. Così di strada se ne fa poca. Non possono bastare 25' della ripresa per far cambiare il giudizio su una squadra che ha difficoltà nel palleggio, gioca a ritmi troppo bassi e commette imperdonabili errori quando deve difendere. Il cambio di rotta non c'è stato, il digiuno continua e a guardare il calendario c'è davvero poco da stare allegri.
Di Fra cambia. Il Cagliari gioca con la difesa a tre. Recupera Walukiewicz e si affida all'esperienza di Godin e Ceppitelli per dare solidità al reparto. Zappa e Lykogiannis stazionano sulla linea dei centrocampisti ma si abbassano su quella dei difensori nella fase di non possesso. Simeone vince il ballottaggio con Pavoletti e insieme a Joao Pedro, libero di spaziare tra le linee, forma la coppia d'attacco. Sottil comincia dalla panchina, il cambio del modulo lo esclude per ragioni tattiche. La Roma risponde con un 3-4-2-1, Pedro e Mkhitaryan alle spalle di Dzeko, terminale offensivo.
Salita. Il Cagliari non è fortunato. Nel primo quarto d'ora subisce il gol di Veretout che arriva dopo una serie di rimbalzi strani del pallone e un tiro schiacciato che inganna Cragno. Poi si fa male anche Rog dopo un contrasto con Mkhitaryan e deve uscire lasciando il posto ad Oliva. La Roma prova a mettere le tende nella metà campo dei rossoblù, che quando recuperano palla cercano subito la profondità con lanci lunghi che finiscono col favorire la difesa avversaria. Troppi passaggi sbagliati che fanno infuriare il tecnico del Cagliari, perchè vede la sua squadra macchinosa, in qualchoccasione distratta.
Reazione? Nella prima mezz'ora i Quattro Mori nemmeno si avvicinano alla porta difesa da Mirante e se la Lupa non ha già messo in ghiaccio la sfida il merito è di Cragno che si esibisce in tre super parate. Il palleggio della squadra isolana è "falloso", l'uscita di Rog toglie qualità al centrocampo perchè Oliva è più interditore. Ripartenze lente, poco movimento senza palla. L'occasione capita a Simeone nel finale di tempo ma arriva un attimo in ritardo per la deviazione vincente.
Metamorfosi. E' un'altra squadra quella che rientra in campo. Il Cagliari aggredisce la Roma che va nel pallone e sbaglia tutto. Joao Pedro rimette le cose a posto dopo un bel controllo di petto e un diagonale che non dà scampo a Mirante. I rossoblù sono padroni del campo, i giallorossi in grande difficoltà. Simeone è fermato dalla traversa. Fonseca corre ai ripari, fuori Pedro e Kumbulla, dentro Pellegrini e Ibanez. I rossoblù ci credono, alzano il pressing, chiudono le linee di passaggio, ripartono in velocità. La squadra di Di Francesco aumenta i giri e vede la possibilità di fare il sorpasso.
Crollo. Ma non trova il guizzo per mettere definitivamente al tappeto i giallorossi e ne paga le conseguenze. La Roma che sembra un pugile che barcolla si riprende in una frazione di secondo e con due fiammate chiude la partita. Prima va a bersaglio Dzeko, ma che errore Lykogiannis su Kardsdorp che lo salta come un birillo. E poi è Mancini a mettere in freezer il match, sfruttando un assist di testa di Smalling, che Lykogiannis si perde in marcatura. Dalle stelle alle stalle in tre giorni per il greco, che forse ieri gioca la più brutta partita della stagione. Il Cagliari è alle corde ma Joao non si arrende. Si procura il rigore e lo trasforma, tenendo accesa la speranza. No n succede altro. Il Natale dei rossoblù non sarà bellissimo. E' una sconfitta che fa malissimo e fa suonare il campanello d'allarme perchè le squadre che stanno dietro risalgono e si avvicinano pericolosamente. La sosta consentirà di riordinare le idee e pensare a come intervenire sul mercato. C'è assolutamente bisogno di qualche rinforzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Di Fra cambia. Il Cagliari gioca con la difesa a tre. Recupera Walukiewicz e si affida all'esperienza di Godin e Ceppitelli per dare solidità al reparto. Zappa e Lykogiannis stazionano sulla linea dei centrocampisti ma si abbassano su quella dei difensori nella fase di non possesso. Simeone vince il ballottaggio con Pavoletti e insieme a Joao Pedro, libero di spaziare tra le linee, forma la coppia d'attacco. Sottil comincia dalla panchina, il cambio del modulo lo esclude per ragioni tattiche. La Roma risponde con un 3-4-2-1, Pedro e Mkhitaryan alle spalle di Dzeko, terminale offensivo.
Salita. Il Cagliari non è fortunato. Nel primo quarto d'ora subisce il gol di Veretout che arriva dopo una serie di rimbalzi strani del pallone e un tiro schiacciato che inganna Cragno. Poi si fa male anche Rog dopo un contrasto con Mkhitaryan e deve uscire lasciando il posto ad Oliva. La Roma prova a mettere le tende nella metà campo dei rossoblù, che quando recuperano palla cercano subito la profondità con lanci lunghi che finiscono col favorire la difesa avversaria. Troppi passaggi sbagliati che fanno infuriare il tecnico del Cagliari, perchè vede la sua squadra macchinosa, in qualchoccasione distratta.
Reazione? Nella prima mezz'ora i Quattro Mori nemmeno si avvicinano alla porta difesa da Mirante e se la Lupa non ha già messo in ghiaccio la sfida il merito è di Cragno che si esibisce in tre super parate. Il palleggio della squadra isolana è "falloso", l'uscita di Rog toglie qualità al centrocampo perchè Oliva è più interditore. Ripartenze lente, poco movimento senza palla. L'occasione capita a Simeone nel finale di tempo ma arriva un attimo in ritardo per la deviazione vincente.
Metamorfosi. E' un'altra squadra quella che rientra in campo. Il Cagliari aggredisce la Roma che va nel pallone e sbaglia tutto. Joao Pedro rimette le cose a posto dopo un bel controllo di petto e un diagonale che non dà scampo a Mirante. I rossoblù sono padroni del campo, i giallorossi in grande difficoltà. Simeone è fermato dalla traversa. Fonseca corre ai ripari, fuori Pedro e Kumbulla, dentro Pellegrini e Ibanez. I rossoblù ci credono, alzano il pressing, chiudono le linee di passaggio, ripartono in velocità. La squadra di Di Francesco aumenta i giri e vede la possibilità di fare il sorpasso.
Crollo. Ma non trova il guizzo per mettere definitivamente al tappeto i giallorossi e ne paga le conseguenze. La Roma che sembra un pugile che barcolla si riprende in una frazione di secondo e con due fiammate chiude la partita. Prima va a bersaglio Dzeko, ma che errore Lykogiannis su Kardsdorp che lo salta come un birillo. E poi è Mancini a mettere in freezer il match, sfruttando un assist di testa di Smalling, che Lykogiannis si perde in marcatura. Dalle stelle alle stalle in tre giorni per il greco, che forse ieri gioca la più brutta partita della stagione. Il Cagliari è alle corde ma Joao non si arrende. Si procura il rigore e lo trasforma, tenendo accesa la speranza. No n succede altro. Il Natale dei rossoblù non sarà bellissimo. E' una sconfitta che fa malissimo e fa suonare il campanello d'allarme perchè le squadre che stanno dietro risalgono e si avvicinano pericolosamente. La sosta consentirà di riordinare le idee e pensare a come intervenire sul mercato. C'è assolutamente bisogno di qualche rinforzo.
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