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La Dinamo lancia lo sprint per Assago

di Andrea Sini
La Dinamo lancia lo sprint per Assago

A mezzogiorno al PalaSerradimigni arriva la Germani Brescia: è una sfida fondamentale nella corsa alla Final Eight

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SASSARI. Una vittoria per ricacciare indietro una concorrente diretta e fare un passo forse decisivo verso la Final Eight di Coppa Italia. La Dinamo sa cosa vuole, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la “nuova” Germani Brescia, che dopo l’addio di Enzo Esposito e l’arrivo in panchina di Maurizio Buscaglia ha cambiato passo e arriva da tre vittorie consecutive.

Quello in programma a mezzogiorno al PalaSerradimigni (diretta tv su Eurosport 2) è per entrambe le contendenti un crocevia fondamentale nella corsa a un pass per la manifestazione in programma al Mediolanum Forum dall’11 al 14 febbraio: i sassaresi di Gianmarco Pozzecco con una vittoria in quest’ultimo confronto del 2020 avrebbero la qualificazione a portata di mano e affronterebbero con relativa serenità le ultime due sfide del girone d’andata, il 3 a Reggio Emilia e il 10 contro Cantù. Un successo rilancerebbe le quotazioni di Brescia, che al momento è ai margini della zona playoff.

«Brescia ha un roster profondo e lungo – ha detto Gerry Gerosa, secondo assistente di Pzzecco –, creato per il doppio impegno, e hanno la possibilità di variare assetti e giocare più o meno grossi. Con Crawford da ala forte hanno la possibilità di essere più aggressivi e variare le situazioni senza perdere in termini di atletismo e fisicità, in questa maniera l’ex Milano può essere ancora più pericoloso dall’arco e in penetrazione. Luca Vitali ha ripreso a essere l’assistman della squadra e lo dicono i numeri dato che ha aumentato gli assist di 2.3 a partita: può sembrare una cifra non esorbitante, ma per uno come lui che partiva da una media di oltre 4 è la dimostrazione tangibile dell’aumento di fiducia sua e di tutto il resto della squadra».

Secondo Gerosa, la panchina biancoblù può avere un ruolo decisivo. «Credo sia importante il fatto di poter far entrare giocatori dalla panchina come Treier e Kruslin senza abbassare l’intensità, soprattutto difensiva, ma anzi talvolta sollevandola. Ad esempio con Kaspar abbiamo la possibilità di aumentare la fisicità perché può curare diversi ruoli, non solo quello naturale di 3-4, ma può essere efficace sia sui lunghi sia sugli esterni. L’apporto che possiamo avere dalla panchina è fondamentale – dice il tecnico originario di Cantù –, io sono cresciuto con la filosofia che le partite si vincono con il settimo, ottavo, nono uomo e che i giocatori che escono dalla panchina diano un apporto fondamentale. Anche Tillman contro Cremona ha dato un ottimo contributo, soprattutto a rimbalzo e in attacco».

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