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E Pozzecco si fa da parte «Grazie a staff e panchina»

E Pozzecco si fa da parte «Grazie a staff e panchina»

Come già successo a Cremona, nel secondo tempo il coach si è “defilato” «Lavoriamo con grande unità d’intenti, i rapporti umani qui sono al top»

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SASSARI. «Per un certo periodo dipendevamo troppo dal quintetto titolare mentre stavolta abbiamo visto che il nostro miglior quintetto è stato quello con Katic e Treier in campo e questo per me è un grandissimo segnale».

Coach Gianmarco Pozzecco può gioire per l’ottima reazione dei suoi ragazzi, che nel secondo tempo hanno ribaltato una situazione che si stava facendo molto complicata. «Ci sono varie considerazioni da fare su questa partita – dice a fine gara l’allenatore del Banco di Sardegna –, la prima è che nella pallacanestro di oggi c’è equilibrio, il valore delle squadre è simile e ogni squadra è capace di giocare un’ottima pallacanestro e bisogna accettare che il fattore casalingo è quasi inesistente senza il pubblico, infatti all’inizio Brescia ha giocato una partita stratosferica e noi abbiamo subito. Poi voglio sottolineare che noi siamo una squadra vera, mai come in questo momento da quando sono qui a Sassari, ho un rapporto clamoroso con il presidente e con il mio staff».

Qui Pozzecco chiarisce il motivo per il quale, dopo l’intervallo, si sia seduto in panchina lasciando che il suo primo assistente, Edoardo Casalone, comandasse le operazioni da bordo campo. «Mi fido ciecamente di loro e ho lasciato spazio nel secondo tempo come era già successo a Cremona. Questo mi rende veramente felice, i ragazzi la vivono con grande rispetto. Un bilancio del 2020 che se ne va? Di quest’anno che finisce – conclude coach Pozzecco – mi porto via soprattutto i rapporti umani e l’incazzatura con il presidente Stefano Sardara che si è poi risolta nel migliore dei modi».



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