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Il Latte Dolce non molla ma la difesa fatica troppo

Il Latte Dolce non molla ma la difesa fatica troppo

Il club biancoceleste analizza le sconfitte prefestive con il Latina e a Carbonia La bassa classifica non si addice a una società dalle grandi potenzialità

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SASSARI. Non è stato un bel Natale quello trascorso dal Latte Dolce, che nei due turni ravvicinati prima delle feste ha rimedito altrettante sconfitte, in casa contro il Latina e a Carbonia. Una brutta delusione e un brusco risveglio alla realtà per i biancocelesti, che sembravano aver trovato, sebbene in ritardo, il passo vincente con conseguente rilancio in classifica. Nove punti e tre sconfitte in otto partite non sono numeri che si addicono a una squadra importante, costruita per stare al passo con le migliori e dalle ambizioni mai nascoste. L’inizio tardivo e a singhiozzo di questo anomalo campionato, che ha già registrato diverse fermate, non ha fatto bene ai sassaresi che non sono ancora riusciti a trovare continuità di gioco e risultati. Non si capacita il tecnico Stefano Udassi (che il giorno di Natale è arrivato al traguardo dei 50 anni, auguri) di un cammino così altalenante di un gruppo di buon livello tecnico e dotato dell’esperienza necessaria per marciare con sicurezza verso posizioni consone al suo valore. E non riesce a capire le difficoltà fin qui registrate la società, che sta approfittando di queste giornate di pausa per stilare un primo bilancio e riflettere sulla situazione. Il percorso è stato più accidentato del previsto per non farsi domande sulle cause, vedere il Latte Dolce (che deve recuperare la gara esterna con la Nocerina) nella parte bassa della classifica è una sorpresa per tutti, urgono approfondite analisi perché la negativa parentesi venga chiusa al più presto. Anche la fortuna sembra aver voltato le spalle ai sassaresi e in questo senso l'ultima partita, sul campo del Carbonia, è stata emblematica, col vantaggio iniziale ribaltato dai minerari e risultato riacciuffato con forza allo scadere (con doppietta del bomber Roberti, balzato a quota 4), per un pareggio che poteva accontentare qualsiasi altra squadra. Ma non l’ambizioso Latte Dolce, che ha provato a vincere e ha finito per perdere, su rigore, al 4' di recupero. Il nodo che dà più pensieri all’allenatore, e sta inficiando in modo pesante la classifica, emerge dal dato difensivo, con 12 reti subite. Una sola volta, alla seconda giornata nella sfida interna col Muravera, la porta biancoceleste è rimasta inviolata. Questa inattesa vulnerabilità, per una retroguardia collaudata, è il vero enigma da risolvere. Per il tecnico e per la squadra stessa, che deve proteggersi meglio in fase difensiva, senza caricare di eccessive colpe i singoli ma mettendo in discussione l'intero meccanismo. Anche in fase di realizzazione le cose non hanno sempre funzionato, con tre gare senza andare a segno pur creando numerose occasioni, ma con attaccanti del calibro di Scotto, Kone e Roberti che in ogni momento possono far centro non è proprio il caso di preoccuparsi. Sarebbe invece bene alzare la soglia dell'attenzione in difesa, perché il campionato non aspetta i distratti e le prime posizioni sono un bel po' lontane. A dispetto delle mire e delle potenzialità sassaresi.

Sandra Usai



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