stati uniti
«Becky fa la storia? Per noi è normale»
Per il coach Popovich «anche le donne possono allenare nella Nba»
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ROMA. «Non ho voluto Becky nel mio staff per fare la storia: se l’è meritato, perché non ci sono dubbi che possa allenare nella Nba. Il fatto che sia una donna dovrebbe essere irrilevante, ma purtroppo ancora non lo è».
L’head coach di San Antonio, l'ormai leggendario Popovich, non si allinea al generale entusiasmo per l'esordio sulla panchina degli Spurs della sua vice Becky Hammon, subentratagli dopo la sua espulsione nel match con i Lakers. L'evento che anche la vice presidente eletta degli Usa, Kamala Harris, ha accolto come straordinario è definito invece «business as usual» dal quasi 72enne tecnico. «Che lei possa allenare non è una sorpresa, anche se ho visto che per molti lo è stata - ha detto Popovich -. Becky è bravissima, ha tutto ciò che serve per allenare nella Nba. Per me quindi non è davvero nulla di speciale: so quanto vale e so che ha davanti a sé un futuro brillante». «Arrivo a capire l'attenzione che ha ricevuto, per il fatto che è una donna – ha continuato–. Dovrebbe essere totalmente irrilevante, ma nel nostro mondo non lo è, perché per tante donne è stato storicamente difficile arrivare ad ottenere certe posizioni. Per noi, però, è “business as usual”».
L’head coach di San Antonio, l'ormai leggendario Popovich, non si allinea al generale entusiasmo per l'esordio sulla panchina degli Spurs della sua vice Becky Hammon, subentratagli dopo la sua espulsione nel match con i Lakers. L'evento che anche la vice presidente eletta degli Usa, Kamala Harris, ha accolto come straordinario è definito invece «business as usual» dal quasi 72enne tecnico. «Che lei possa allenare non è una sorpresa, anche se ho visto che per molti lo è stata - ha detto Popovich -. Becky è bravissima, ha tutto ciò che serve per allenare nella Nba. Per me quindi non è davvero nulla di speciale: so quanto vale e so che ha davanti a sé un futuro brillante». «Arrivo a capire l'attenzione che ha ricevuto, per il fatto che è una donna – ha continuato–. Dovrebbe essere totalmente irrilevante, ma nel nostro mondo non lo è, perché per tante donne è stato storicamente difficile arrivare ad ottenere certe posizioni. Per noi, però, è “business as usual”».
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