Di Francesco avverte i suoi: «Fondamentale sarà l’approccio»
CAGLIARI. Eusebio Di Francesco deve fare i conti con le assenze. Nella rifinitura si è fermato anche Ounass, risentimento agli adduttori. L’allenatore del Cagliari parte dall’infortunio di Rog. «Mi...
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CAGLIARI. Eusebio Di Francesco deve fare i conti con le assenze. Nella rifinitura si è fermato anche Ounass, risentimento agli adduttori. L’allenatore del Cagliari parte dall’infortunio di Rog. «Mi dispiace per il ragazzo, stava facendo passi da gigante in un ruolo non suo. La sua assenza si farà sentire». È arrivato Nainggolan: «Speravo nel suo ritorno, sarà un valore aggiunto. Può darci molto, è in grado di disimpegnarsi in più ruoli. Radja ha personalità, conoscenza, ma dovrà mettersi lui al servizio della squadra, non il contrario».
Si riparte ospitando il Napoli, non un avversario agevole. «Il Napoli ha la miglior difesa del campionato - spiega Di Francesco e in avanti uomini che possono decidere la gara in qualsiasi momento. l'atteggiamento farà la differenza, dobbiamo impattare bene la gara. Dovremo sfruttare la nostra capacità di andare in verticale, Abbiamo voglia di fare bene».
Il tecnico dovrà cambiare qualcosa nella formazione ma non il modulo. «Non mi fa impazzire l'idea di schierare alcuni giocatori in una posizione diversa dalla quale sono abituati, ma devo cercare di farli esprimere al massimo. La miglior medicina è la vittoria, che aiuta a lavorare meglio e dà certezza ai ragazzi, sia a livello individuale che di squadra». (r.m.)
Si riparte ospitando il Napoli, non un avversario agevole. «Il Napoli ha la miglior difesa del campionato - spiega Di Francesco e in avanti uomini che possono decidere la gara in qualsiasi momento. l'atteggiamento farà la differenza, dobbiamo impattare bene la gara. Dovremo sfruttare la nostra capacità di andare in verticale, Abbiamo voglia di fare bene».
Il tecnico dovrà cambiare qualcosa nella formazione ma non il modulo. «Non mi fa impazzire l'idea di schierare alcuni giocatori in una posizione diversa dalla quale sono abituati, ma devo cercare di farli esprimere al massimo. La miglior medicina è la vittoria, che aiuta a lavorare meglio e dà certezza ai ragazzi, sia a livello individuale che di squadra». (r.m.)
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