Nuovo Milan, ma vince la vecchia Juve
Chiesa scatenato, i rossoneri pagano le assenze e dopo 25 partite conoscono la sconfitta ma restano al primo posto
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MILAN1
JUVENTUS3
MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma, Dalot (36' st Conti), Kjaer (36' st Kalulu), Romagnoli, Hernandez, Calabria (36' st Maldini), Kessie, Castillejo (42' st Colombo), Calhanoglu, Hauge (22' st Diaz), Leao All.: Pioli.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny, Danilo, Bonucci, De Ligt, Frabotta (42' st Demiral), Chiesa (18' st Kulusevski), Bentancur (29' st Arthur), Rabiot, Ramsey (29' st Bernardeschi), Dybala (18' st McKennie), Ronaldo (. All.: Pirlo.
ARBITRO: Irrati di Firenze.
RETI: nel pt 18' Chiesa, 41' Calabria; nel st 16' Chiesa, 31' McKennie.
MILANO
Un Chiesa versione CR7 ferma la corsa del Milan e rilancia la Juventus nella lotta scudetto. A San Siro si interrompe infatti la striscia di imbattibilità (27 partite) che durava da marzo della squadra di Pioli, che rimane prima in classifica (grazie al ko dell'Inter) ma si piega, complici anche le tante assenze, alla qualità e alla panchina dei bianconeri.
Il 3-1 finale porta la firma di Chiesa, autore di una doppietta, ma per lunghi tratti i rossoneri se la sono giocata alla pari e a viso aperto, almeno finché le forze hanno assistito Leao e compagni dopo il momentaneo 1-1 di Calabria. Perché nella ripresa è arrivato il ruggito bianconero, spinto non solo dalla qualità dei titolari ma anche dalla panchina lunga a disposizione di Pirlo: l'ingresso di Kulusevski e McKennie (in gol per il definitivo 3-1) hanno dato lo slancio decisivo alla Juve, rientrata in pieno nella corsa scudetto a -7 dai rossoneri ma con una gara da recuperare, quella contro il Napoli.
I bianconeri rispondono con alcune fiammata di alta qualità. Come quelle di Chiesa, vero trascinatore in una serata in cui Cristiano Ronaldo si vede poco o nulla. E’ però l’asse Dybala-Chiesa ad accendere la fredda serata di San Siro: il tacco dell'argentino lancia il compagno che brucia Hernandez e col destro ad incrociare sblocca il risultato.
La reazione rossonera è da grande squadra, che dimostra comunque di meritare il primato anche con tante assenze. Ancora out Ibra, ad ispirare la manovra offensiva della squadra di Pioli è Leao, che sfiora il pareggio in un paio di occasioni.
La battuta d'arresto lascia comunque i rossoneri in vetta alla classifica, che però ora può diventare sempre più affollata, soprattutto dopo il messaggio che la Juventus ha voluto mandare al campionato: per lo scudetto ci sono anche CR7 e compagni.
JUVENTUS3
MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma, Dalot (36' st Conti), Kjaer (36' st Kalulu), Romagnoli, Hernandez, Calabria (36' st Maldini), Kessie, Castillejo (42' st Colombo), Calhanoglu, Hauge (22' st Diaz), Leao All.: Pioli.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny, Danilo, Bonucci, De Ligt, Frabotta (42' st Demiral), Chiesa (18' st Kulusevski), Bentancur (29' st Arthur), Rabiot, Ramsey (29' st Bernardeschi), Dybala (18' st McKennie), Ronaldo (. All.: Pirlo.
ARBITRO: Irrati di Firenze.
RETI: nel pt 18' Chiesa, 41' Calabria; nel st 16' Chiesa, 31' McKennie.
MILANO
Un Chiesa versione CR7 ferma la corsa del Milan e rilancia la Juventus nella lotta scudetto. A San Siro si interrompe infatti la striscia di imbattibilità (27 partite) che durava da marzo della squadra di Pioli, che rimane prima in classifica (grazie al ko dell'Inter) ma si piega, complici anche le tante assenze, alla qualità e alla panchina dei bianconeri.
Il 3-1 finale porta la firma di Chiesa, autore di una doppietta, ma per lunghi tratti i rossoneri se la sono giocata alla pari e a viso aperto, almeno finché le forze hanno assistito Leao e compagni dopo il momentaneo 1-1 di Calabria. Perché nella ripresa è arrivato il ruggito bianconero, spinto non solo dalla qualità dei titolari ma anche dalla panchina lunga a disposizione di Pirlo: l'ingresso di Kulusevski e McKennie (in gol per il definitivo 3-1) hanno dato lo slancio decisivo alla Juve, rientrata in pieno nella corsa scudetto a -7 dai rossoneri ma con una gara da recuperare, quella contro il Napoli.
I bianconeri rispondono con alcune fiammata di alta qualità. Come quelle di Chiesa, vero trascinatore in una serata in cui Cristiano Ronaldo si vede poco o nulla. E’ però l’asse Dybala-Chiesa ad accendere la fredda serata di San Siro: il tacco dell'argentino lancia il compagno che brucia Hernandez e col destro ad incrociare sblocca il risultato.
La reazione rossonera è da grande squadra, che dimostra comunque di meritare il primato anche con tante assenze. Ancora out Ibra, ad ispirare la manovra offensiva della squadra di Pioli è Leao, che sfiora il pareggio in un paio di occasioni.
La battuta d'arresto lascia comunque i rossoneri in vetta alla classifica, che però ora può diventare sempre più affollata, soprattutto dopo il messaggio che la Juventus ha voluto mandare al campionato: per lo scudetto ci sono anche CR7 e compagni.
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