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Aru: «Grazie ciclocross ma ora torno su strada»

Aru: «Grazie ciclocross ma ora torno su strada»

Il campione sardo chiude in rimonta nella gara vinta da Bertolini ed è nei top 10 «Mi sono divertito e anche il pubblico, adesso vado in ritiro con la mia squadra»

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ROMA. Con il decimo posto ottenuto nella prova Elite dei Campionati italiani disputata sul tracciato del Parco Belloguogo di Lecce, e dopo una grande rimonta, Fabio Aru, ha lasciato comunque il segno nella sua nuova avventura. Il corridore sardo, che ha scelto di immergersi nel fango - e non è un eufemismo - per ritrovarsi dopo tre anni di insuccessi, ritiri e clamorose delusioni in ogni dove, a breve tornerà però a pedalare sull'asfalto. Aru, infatti, risponderà alla chiamata della Qhubeka Assos, la squadra per la quale da quest'anno è tesserato (dopo avere chiuso la sfortunata avventura con il colosso UAE Emirates, il team della stella Radej Pogacar), e raggiungerà il ritiro in Spagna per preparare la nuova stagione della strada.

Il 30enne prosegue nel suo percorso di rinascita ed è parso molto soddisfatto ai microfoni della Rai: «Oggi era molto viscido il percorso, era scivoloso rispetto a ieri. Ho fatto la quinta gara in questa breve stagione di ciclocross, mi sto divertendo e il pubblico è contento di vedermi e per me è un piacere». L’alfiere della Qhubeka Assos ha poi concluso: «Avevo bisogno di ritrovare l’ambiente familiare del cross. Ci sono tante persone che mi hanno aiutato. Sono venuto a fare queste gare senza velleità di risultato, qualche risultato è arrivato, mi manca un po’ la guida. Su strada inizierò a febbraio».

Il sardo, dunque, non prenderà parte al ritiro azzurro dei crossisti in programma ad Ardea (Roma) e neppure al Campionato mondiale che si disputerà a Ostenda (Belgio) il prossimo 31 gennaio. Fra “bolle” ed esigenze tecnico-strategiche, la Qhubeka Assos ha richiamato il proprio corridore che, dopo essersi immerso nuovamente nella fatica, è pronto a riprendere un cammino interrotto troppe volte negli ultimi anni. La prova tricolore ha confermato che Aru ha ricominciato a pedalare in un certo modo e che dunque può guardare avanti con un pizzico di ottimismo. A Lecce il titolo italiano se l'è ripreso il valtellinese Gioele Bertolini (Esercito/Trinx Factory), classe 1995 e alla nona maglia tricolore, che ha preceduto Jakob Dorigoni, secondo, e Cristian Cominelli, terzo. Il titolo italiano nella prova Elite femminile è andato ad Alice Arzuffi (Fiamme Oro), che ha preceduto sul traguardo nell'ordine Chiara Teocchi ed Eva Lechner. Adesso occhi puntati sui Mondiali di fine mese.



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