Il Cagliari è nei guai. Servono rinforzi per invertire la rotta

Anche il ko di Firenze dovuto a paura e limiti caratteriali. Sono troppi i gol subiti e gli errori nella costruzione del gioco

CAGLIARI. La fortuna nello sport è un fattore importante. Sicuramente non è amica del Cagliari, ma non basta per giustificare il percorso negativo dei rossoblù. Nessuno si sarebbe aspettato a questo punto della stagione, di vedere i Quattro Mori navigare in acqua agitate, vicinissimi alla zona retrocessione. 14 punti dopo 17 gare sono una miseria, soprattutto se confrontati con i 29 che gli isolani avevano messo in cassaforte finora nello scorso campionato. Ma c'è poco da meravigliarsi. Se si perdono più della metà delle partite giocate (9 le sconfitte), se non si riesce quasi mai a mantenere la propria porta inviolata. Il Cagliari ha dato l'impressione di essere una squadra spaventata, che non regge la pressione, si sfalda alle prime difficoltà. Di Francesco le sta provando tutte: cambia i moduli, gli interpreti, si sforza di trasmettere serenità al gruppo, ha anticipato di un giorno il ritiro. Tutto inutile, i risultati non arrivano e la classifica fa paura.

Leader. Nainggolan e Godin lo sono per indole. Spetta a loro prendere per mano il gruppo, infondere coraggio, togliere di dosso ai compagni il fardello col quale scendono in campo. Sono chiamati a mettere la loro esperienza al servizio della squadra. L'allenatore, al quale la società per l'ennesima volta ha confermato la fiducia, ha il compito e il dovere di trovare le soluzioni per porre fine alla caduta libera. E' vero che se si sbaglia un rigore e altre due occasionissime davanti alla porta, il mister non è responsabile. Ma se i rossoblù fanno fatica a costruire il gioco, vanno in difficoltà nella fase di non possesso, non verticalizzano quasi mai, giocano con la paura di sbagliare, spetta a lui risolvere problemi che non si sono presentati adesso ma si trascinano dall'inizio della stagione.

Il modulo. Di Francesco a Firenze lo ha cambiato passando al 3-5-2. Un altro segnale che dopo quattro mesi le idee non sono ancora chiare. Il problema vero è che il tecnico avrebbe voluto giocare col tridente ma non ha nella rosa gli uomini adatti per farlo. Non solo, ci sono giocatori (Sottil, Pereiro, Ounas, Zappa e Lykogiannis) che hanno evidenziato lacune quando devono difendere. Senza tornare troppo indietro nel tempo, il gol della Fiorentina (avversario non irresistibile) è arrivato dalla corsia di sinistra del Cagliari. Il lato debole della catena, perchè in quella occasione, Callejon ha potuto affondare senza opposizione (dov'erano il greco e Sottil?) e servire Vlahovic traquillamente. Limiti che non trovano soluzione e a lungo andare fanno la differenza. Urgono rinforzi, ma mirati. Soprattutto a centrocampo e in difesa. La fretta è cattiva consigliera ma siamo nell'ordine di... c'è poco tempo da perdere.

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