Tiro con l'arco, ora il sassarese Paolo Poddighe mira al massimo: presidenza nazionale
Fabio Fresu
Da anni numero 2 della Fitarco, tenta la scalata. Nonostante il Covid nell’isola si tira e i tesserati aumentano
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SASSARI. Nonostante tutte le difficoltà legate all’emergenza coronavirus, nel 2020 ha retto e nel nuovo anno promette di andare ancora più avanti, il movimento del tiro con l’arco made in Sardegna. E il nuovo anno riserva per il movimento arcieristico targato Quattro mori un’altra importante novità, con la candidatura del sassarese Paolo Poddighe alla presidenza nazionale della Fitarco, in concorrenza con il numero uno uscente Mario Scarzella. «Non sono d’accordo con la sua gestione troppo solitaria – spiega Poddighe – negli ultimi anni ha sommato troppi incarichi internazionali, che lo portano a disperdere le energie, io con il mio gruppo ripropongo un dialogo costante con le società e il territorio».
«Ci siamo fermati solamente per il lockdown – spiega Paolo Poddighe, vicepresidente nazionale della Fitarco e dirigente della Torres, oltre he per anni responsbile del movimento sportivo paralimpico sardo – sancito dopo i campionati italiani, dal 9 marzo a fine luglio. Poi abbiamo avviato una serie gare sperimentali su tutto il territorio nazionale fra luglio e settembre per verificare come era possibile applicare i protocolli previsti dalle norme anti covid, in particolare per garantire la distanza di due metri durante i tiri, poi le operazioni di sanificazione, ed evitare gli assembramenti. Abbiamo stabilito di far tirare due, e non quattro persone per paglione, le partecipazioni sono risultate in piena sicurezza in tutte e le discipline, sia campagna che 3D e targa. Da lì quindi abbiamo capito come funzionava e siamo andati avanti senza problemi. Questo ci ha permesso anche di poter far spostare gli atleti che prendevano parte alle gare anche nelle zone rosse, l’importante era disputarle a porte chiuse».
Qualche difficoltà oggettiva l’hanno avuta le società e i tiratori che facevano riferimento agli impianti scolastici, spesso e volentieri chiusi, ma per esempio la Torres Sassari, avendo il proprio campo societario in piazzale Segni, non ha mai interrotto la sua attività. Anzi, ha registrato nei mesi scorsi un importante aumento del numero dei tesserati, vista la possibilità fare sport all’aria aperta in assoluta tranquillità, rispettando tutte le norme di distanziamento sociale e sanitarie. «I ragazzi si presentano cinque alla volta assieme ai tecnici – conferma Poddighe – e con i turni non ci sono problemi. Abbiamo un impianto di riciclo dell’aria che garantisce il ricambio durante la notte, ogni giorno effettuiamo la sanificazione dei locali. Gli atleti si occupano della pulizia della loro postazione, e tutti indossano le mascherine, rimosse solo durante i tiri».
Il 2021 si prospetta quindi ricco di soddisfazioni per gli arcieri isolani, con tanti appuntamenti, in particolare la kermesse internazionale del European Grand Prix para archery, ad Olbia dal 30 aprile al 9 maggio.
«Ci siamo fermati solamente per il lockdown – spiega Paolo Poddighe, vicepresidente nazionale della Fitarco e dirigente della Torres, oltre he per anni responsbile del movimento sportivo paralimpico sardo – sancito dopo i campionati italiani, dal 9 marzo a fine luglio. Poi abbiamo avviato una serie gare sperimentali su tutto il territorio nazionale fra luglio e settembre per verificare come era possibile applicare i protocolli previsti dalle norme anti covid, in particolare per garantire la distanza di due metri durante i tiri, poi le operazioni di sanificazione, ed evitare gli assembramenti. Abbiamo stabilito di far tirare due, e non quattro persone per paglione, le partecipazioni sono risultate in piena sicurezza in tutte e le discipline, sia campagna che 3D e targa. Da lì quindi abbiamo capito come funzionava e siamo andati avanti senza problemi. Questo ci ha permesso anche di poter far spostare gli atleti che prendevano parte alle gare anche nelle zone rosse, l’importante era disputarle a porte chiuse».
Qualche difficoltà oggettiva l’hanno avuta le società e i tiratori che facevano riferimento agli impianti scolastici, spesso e volentieri chiusi, ma per esempio la Torres Sassari, avendo il proprio campo societario in piazzale Segni, non ha mai interrotto la sua attività. Anzi, ha registrato nei mesi scorsi un importante aumento del numero dei tesserati, vista la possibilità fare sport all’aria aperta in assoluta tranquillità, rispettando tutte le norme di distanziamento sociale e sanitarie. «I ragazzi si presentano cinque alla volta assieme ai tecnici – conferma Poddighe – e con i turni non ci sono problemi. Abbiamo un impianto di riciclo dell’aria che garantisce il ricambio durante la notte, ogni giorno effettuiamo la sanificazione dei locali. Gli atleti si occupano della pulizia della loro postazione, e tutti indossano le mascherine, rimosse solo durante i tiri».
Il 2021 si prospetta quindi ricco di soddisfazioni per gli arcieri isolani, con tanti appuntamenti, in particolare la kermesse internazionale del European Grand Prix para archery, ad Olbia dal 30 aprile al 9 maggio.
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