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Milan diabolico, povero Cagliari

di Roberto Muretto
Milan diabolico, povero Cagliari

La capolista (in 10) domina all’Arena. Doppietta di Ibra, ma c’era un rigore per i rossoblù

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INVIATO A CAGLIARI. Il Milan è campione d'inverno, il Cagliari sulla porta dell'inferno. I rossoblù sono affondati anche di fronte alla capolista che si è presa i tre punti senza faticare più di tanto, a tratti giocando al gatto col topo. Una doppietta di Ibrahimovic ha messo il sigillo a una partita che la squadra di casa avrebbe dovuto interpretare con la bava alla bocca, invece si è adeguata ai ritmi imposti dagli avversari che hanno controllato il match serenamente, correndo pochissimi rischi. Di Francesco ha provato a cambiare in corsa modulo e interpreti ma non c'è stata la scossa che forse si aspettava. E' un ko che rende tutto più difficile e forse, mai come questa volta, la panchina del tecnico è a rischio. Giulini si è preso la notte per riflettere, oggi deciderà se continuare con Di Fra o cambiare. Una cosa è certa: ieri si è visto un Cagliari moscio, senza idee. Forse serve un altro tipo di scossa per provare a salvare una stagione finora avara di soddisfazioni.

Subito Duncan. Il ghanese viene lanciato nella mischia da Di Francesco nonostante abbia fatto solo due allenamenti col Cagliari. Il tecnico passa al 4-3-2-1. In difesa preferisce Ceppitelli a Walukiewicz e ritrova Godin. Duncan gioca nel centrocampo a tre completato da Marin e Nainggolan schierato in mezzo. Pereiro e Joao Pedro alle spalle di Simeone. Sottil parte dalla panchina. Un nuovo esperimento per provare a dare una scossa. Nel Milan la formazione è quella annunciata. Ibrahimovic è il terminale d'attacco, sostenuto dal "tridente" Castillejo, Ibrahim Diaz, Hauge. Dalot sostituisce Hernandez.

Salita. Una squadra in difficoltà che va sotto dopo appena 7' è come se subisse un colpo letale. Ibrahimovic (a segno nelle ultime sette gare contro i rossoblù) si procura (fallo di Lykogiannis) e trasforma il rigore che apre le danze. Il Cagliari fa fatica a riprendersi, i giocatori non sono tranquilli, sbagliano passaggi elementari. Troppo lenta la manovra contro un Milan che gioca a ritmi bassi, facendo girare molto il pallone con improvvise verticalizzazioni. Tra i rossoblù c'è poco movimento senza palla, così per i rossoneri diventa facile neutralizzare i timidi tentativi di reazione. Nel finale di tempo il Cagliari accelera e per due volte Joao Pedro ci prova da dentro l'area ma non è preciso. Il Milan fa tremare il palo con Calabria, Cragno era battuto. Piccoli segnali di risveglio dai Quattro Mori.

Bis di Ibra. Il Cagliari comincia meglio la ripresa. Alza il livello del pressing e crea qualche problema al palleggio dei rossoneri. Ma il Milan gela le speranze dei rossoblù ancora con Ibrahimovic, tenuto in gioco per un paio di centimetri da Lykogiannis. Lo svedese fa secco Cragno con un preciso diagonale. Una mazzata per la squadra isolana. Di Francesco toglie Pereiro, dentro Sottil. La capolista tiene i ritmi bassi, non ha bisogno di alzarli, ha la partita in pugno, anche se Simeone viene fermato da uno strepitoso Donnarumma. Poteva essere la scintilla per riaccendere il match.

Sfiducia. Quella guidata da Di Francesco sembra una formazione senza nerbo . Il Il mister manda in campo anche Oliva e cambia il modulo passando a un 4-4-1-1. Saelemaekers entra e sta in campo solo 9', prende due gialli e viene espulso. Una ventina di minuti con l'uomo in più per il Cagliari che ci prova. Dentro i "pesi massimi" Cerri e Pavoletti. I rossoblù spingono, c'è un sospetto rigore su Sottil ma Abisso lascia giocare e il Var non interviene. I rossoneri si difendono senza soffrire più di tanto. Il Cagliari incassala quinta sconfitta di fila in campionato, la sesta con il ko in Coppa Italia. La reazione che ci si aspettava non c'è stata, il Milan ha vinto in carrozza. Ora sono guai, la salvezza è tutta da conquistare. E il morale da ricostruire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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