Poddighe dà l’assalto al vertice della Fitarco
SASSARI. E’ il momento della verità per Paolo Poddighe, in lizza domenica a Roma per la nomina a presidente della Fitarco, la federazione di tiro con l’arco. In caso di vittoria diventerà il primo...
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SASSARI. E’ il momento della verità per Paolo Poddighe, in lizza domenica a Roma per la nomina a presidente della Fitarco, la federazione di tiro con l’arco. In caso di vittoria diventerà il primo sassarese a capo di una federazione nazionale. «Ho girato tutta l’Italia per presentare il mio programma – spiega Poddighe –, in tutte le Regioni ho discusso dei problemi del movimento. Poi ho continuato i rapporti attraverso i social, e con dei webinar tematici dove abbiamo parlato di impiantistica, tecnici, giovani e formazione. Sono arrivati suggerimenti interessanti, che ho inserito nell’elenco delle cose da fare».
Un programma quello di Poddighe, che punta al rapporto con il territorio. «Le nostre parole d’ordine sono ascolto, comunicazione, trasparenza, professionalità e managerialità. Perché ci servono le persone giuste al posto giusto, la Fitarco va gestita come un’azienda, ma è anche indispensabile sapere proprio dagli enti territoriali e dalle società quali sono le criticità specifiche. Ovunque ho riscontrato una grande voglia di cambiamento, e sarà una competizione vera, con due candidati a presidente, e 18 per i dieci posti da consigliere».
Poddighe è in corsa con il presidente uscente Mario Scarsella, di cui è stato il vice per dodici anni, ed è facile prevedere un serrato testa a testa. «Non condivido più la sua gestione verticistica – spiega Poddighe – in campo ci sono una visione che non guarda al futuro, ed una progressista e portata al dialogo. Dovremmo puntare a far crescere soprattutto i territori più piccoli. Per esempio in Sardegna dobbiamo puntare sulla promozione, per raddoppiare il numero delle società e dei praticanti nell’arco dei prossimi quattro anni».
F.F.
Un programma quello di Poddighe, che punta al rapporto con il territorio. «Le nostre parole d’ordine sono ascolto, comunicazione, trasparenza, professionalità e managerialità. Perché ci servono le persone giuste al posto giusto, la Fitarco va gestita come un’azienda, ma è anche indispensabile sapere proprio dagli enti territoriali e dalle società quali sono le criticità specifiche. Ovunque ho riscontrato una grande voglia di cambiamento, e sarà una competizione vera, con due candidati a presidente, e 18 per i dieci posti da consigliere».
Poddighe è in corsa con il presidente uscente Mario Scarsella, di cui è stato il vice per dodici anni, ed è facile prevedere un serrato testa a testa. «Non condivido più la sua gestione verticistica – spiega Poddighe – in campo ci sono una visione che non guarda al futuro, ed una progressista e portata al dialogo. Dovremmo puntare a far crescere soprattutto i territori più piccoli. Per esempio in Sardegna dobbiamo puntare sulla promozione, per raddoppiare il numero delle società e dei praticanti nell’arco dei prossimi quattro anni».
F.F.
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