La Dinamo rompe gli argini A Trieste è Spissu-show
di Andrea Sini
I biancoblù passano all’Allianz Arena con 28 punti del play e volano al secondo posto Ancora attacco boom per la sesta vittoria di fila, l’ottava nelle ultime nove partite
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Bella, camaleontica, a tratti strabordante. Piena di talento, ma anche di cervello e in grado, quando serve, di tirare fuori i muscoli. Una Dinamo quasi perfetta si abbatte come raffiche di bora sull’Allianz Arena di Trieste, spazzando via una delle squadre più in forma del campionato: la serie di 4 successi di fila dei ragazzi di Dalmasson si infrange sull’82-103 servito a domicilio dai sassaresi di Gianmarco Pozzecco, che con 6 successi di fila, 8 nelle ultime 9 gare, si issano al secondo posto in classifica. Il nuovo acquisto Ethan Happ, per la prima volta in panchina ma ancora indisponibile, si sarà chiesto come diamine farà a inserirsi in un gruppo che dall’addio di Tillman in poi ha letteralmente rotto gli argini.
Bella e possibile. Per fermare una Dinamo come questa serve una coperta lunghissima, e in serie A quasi nessuno ce l’ha. Chiudi con decisione sotto canestro per limitare Bilan, ti bombarderà senza pietà; provi a difendere sul perimetro, finirai violentato dal centro croato. E in mezzo a tutto questo, trovi un Marco Spissu devastante, che segna 28 punti con due soli errori al tiro e conferma di essere uno dei giocatori più forti della serie A.
Nessun regalo. Trieste è in gran forma e per oltre metà gara fa vedere i sorci verdi a una Dinamo che però ha il merito di partire forte e di fare canestro sempre. L’avvio è devastante (0-11 con quattro giocatori già a referto, poi 10-24), i giuliani provano a tenere botta ma Spissu è immarcabile (12 punti nei primi 4’30”) e nonostante qualche falla in difesa c’è una magia di Kruslin sulla sirena a fissare il punteggio del primo periodo sul 18-28. Si riparte da due grandi giocate di Treier: l’estone prima piazza una tripla, poi un gioco da tre punti, per il nuovo +14 sassarese, 20-34. Tra i biancoblù però c’è qualcosa che non va, Pozzecco se accorge e chiama due timeout nello spazio di due giri di lancette, proprio mentre i padroni di casa tornano in partita con un break di 7-0.
Botta e risposta. Il quintetto con tre piccoli, Katic, Spissu e Gentile, inizialmente soffre (33-36 con la tripla di Alviti), poi la pressione difensiva inizia finalmente ad aumentare e la coppia Spissu-Gentile confeziona il nuovo +9, 37-46 a 3’50” da metà gara. Non è un match facile, a dispetto del vantaggio, come dimostrano le due triple di fila dell’ex Fernandez per il 43-48. Ed è ancora un capolavoro sulla sirena, stavolta di Bendzius a permettere alla Dinamo di arrivare all’intervallo sul 46-55.
Grande personalità. Al rientro in campo a trascinare la Dinamo c’è ancora un favoloso Spissu, che firma subito il 50-64. Trieste inizia a menare le mani e a farne le spese sono Bilan e Pozzecco, che si beccano un fallo tecnico ciascuno nello spazio di pochi secondi per proteste. Il Banco resta sul pezzo, difende e vola ancora via con Spissu, Bilan e Bendzius, che a 4’36” firma la tripla del +17, 54-71. Il timeout di Dalmasson rianima la difesa triestina, che trova un Burnell poco lucido e riesce se non altro a limitare i danni, arrivando sul rettilineo finale sul -14, 61-75.
L’ultima spallata. La coppia Kruslin-Bilan regala il massimo vantaggio al Banco (61-80), ma Trieste non molla mai: le “cure personali” sui biancoblù sono sempre ai limiti del regolamento e in attacco i biancorossi piazzano un break di 10-0 con Grazulis, Laquintana e Delia. Sul 71-80 a 7’ da fine gara i giochi sarebbero riaperti, ma è ancora nelle difficoltà che si vede il Banco migliore. Bilan sale in cattedra con uno schiaccione e una tripla, Spissu innesca Bendzius che da oltre l’arco fa 73-88 a 5’20”. Non siamo ai titoli di cosa, ma quasi: c’è ancora tempo per un paio di magie di Spissu, che completa la sua prestazione mostruosa con la quinta tripla e per le passerelle finali, con Re che mette il suo personale sigillo per l’82-103. A Trieste soffia il vento biancoblù.
Bella e possibile. Per fermare una Dinamo come questa serve una coperta lunghissima, e in serie A quasi nessuno ce l’ha. Chiudi con decisione sotto canestro per limitare Bilan, ti bombarderà senza pietà; provi a difendere sul perimetro, finirai violentato dal centro croato. E in mezzo a tutto questo, trovi un Marco Spissu devastante, che segna 28 punti con due soli errori al tiro e conferma di essere uno dei giocatori più forti della serie A.
Nessun regalo. Trieste è in gran forma e per oltre metà gara fa vedere i sorci verdi a una Dinamo che però ha il merito di partire forte e di fare canestro sempre. L’avvio è devastante (0-11 con quattro giocatori già a referto, poi 10-24), i giuliani provano a tenere botta ma Spissu è immarcabile (12 punti nei primi 4’30”) e nonostante qualche falla in difesa c’è una magia di Kruslin sulla sirena a fissare il punteggio del primo periodo sul 18-28. Si riparte da due grandi giocate di Treier: l’estone prima piazza una tripla, poi un gioco da tre punti, per il nuovo +14 sassarese, 20-34. Tra i biancoblù però c’è qualcosa che non va, Pozzecco se accorge e chiama due timeout nello spazio di due giri di lancette, proprio mentre i padroni di casa tornano in partita con un break di 7-0.
Botta e risposta. Il quintetto con tre piccoli, Katic, Spissu e Gentile, inizialmente soffre (33-36 con la tripla di Alviti), poi la pressione difensiva inizia finalmente ad aumentare e la coppia Spissu-Gentile confeziona il nuovo +9, 37-46 a 3’50” da metà gara. Non è un match facile, a dispetto del vantaggio, come dimostrano le due triple di fila dell’ex Fernandez per il 43-48. Ed è ancora un capolavoro sulla sirena, stavolta di Bendzius a permettere alla Dinamo di arrivare all’intervallo sul 46-55.
Grande personalità. Al rientro in campo a trascinare la Dinamo c’è ancora un favoloso Spissu, che firma subito il 50-64. Trieste inizia a menare le mani e a farne le spese sono Bilan e Pozzecco, che si beccano un fallo tecnico ciascuno nello spazio di pochi secondi per proteste. Il Banco resta sul pezzo, difende e vola ancora via con Spissu, Bilan e Bendzius, che a 4’36” firma la tripla del +17, 54-71. Il timeout di Dalmasson rianima la difesa triestina, che trova un Burnell poco lucido e riesce se non altro a limitare i danni, arrivando sul rettilineo finale sul -14, 61-75.
L’ultima spallata. La coppia Kruslin-Bilan regala il massimo vantaggio al Banco (61-80), ma Trieste non molla mai: le “cure personali” sui biancoblù sono sempre ai limiti del regolamento e in attacco i biancorossi piazzano un break di 10-0 con Grazulis, Laquintana e Delia. Sul 71-80 a 7’ da fine gara i giochi sarebbero riaperti, ma è ancora nelle difficoltà che si vede il Banco migliore. Bilan sale in cattedra con uno schiaccione e una tripla, Spissu innesca Bendzius che da oltre l’arco fa 73-88 a 5’20”. Non siamo ai titoli di cosa, ma quasi: c’è ancora tempo per un paio di magie di Spissu, che completa la sua prestazione mostruosa con la quinta tripla e per le passerelle finali, con Re che mette il suo personale sigillo per l’82-103. A Trieste soffia il vento biancoblù.
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