Cagliari, parola alla difesa: c’è Asamoah per ripartire
di Roberto Muretto
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Il ghanese Asamoah in azione con la maglia dell'InterIl presidente Giulini dopo la conferma di Di Francesco insiste sul mercato. Il difensore ghanese è svincolato, se supera le visite firmerà fino a giugno
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CAGLIARI. Ormai non ci sono più calcoli da fare. Il Cagliari, se non lo ha già fatto, deve entrare nell’ordine di idee che dalla prossima partita deve rialzare la testa. Perchè il tempo è tiranno e ogni settimana che passa le chance salvezza, se non si riparte, si assottigliano. Non valgono più i discorsi tipo: non è questo l’avversario contro il quale i rossoblù devono conquistare punti. La situazione è talmente grave che ogni partita per la squadra guidata da Di Francesco diventa una finale. Ha ragione il presidente Tommaso Giulini quando dice che c’è tutto il girone di ritorno per tirarsi fuori dai guai, ma la condizione per riuscirci resta sempre la stessa.
Rinforzi. Ieri pomeriggio è atterrato a Elmas Asamoah. Il difensore ghanese, 32 anni, è svincolato. Si sottoporrà ai controlli di rito previsti dal protocollo, se risulterà negativo al Covid, sosterrà le visite mediche. Dopo il Cagliari deciderà se metterlo sotto contratto. Il giocatore ex Juventus e Inter, se sta bene, ha le potenzialità per dare una mano al Cagliari. È un terzino sinistro che sa fare le due fasi di gioco e sa crossare in corsa. Andrebbe a occupare in campo la posizione che finora è stata di Lykogiannis. Il greco ha molte lacune quando deve difendere e soprattutto ha mostrato di avere poca personalità. Il ghanese, sicuramente, garantirebbe più copertura e maggiore velocità negli inserimenti con e senza palla. Ora tutto dipenderà dal suo stato di salute. Nei prossimi giorni si capirà se la trattativa andrà in porto.
Numeri. Al termine del girone di andata dello scorso campionato, il Cagliari aveva 29 punti, 15 in più di quelli attuali. Aveva subito la metà delle sconfitte (6 contro 11) e vinto più del doppio delle partite (otto contro tre). Aveva, invece, lo stesso numero di pareggi: 5. Quest’anno ha realizzato dieci reti in meno (23 contro 33) e subito otto gol in più (37 contro 29). Un percorso negativo che le cifre evidenziano in modo impietoso. Solo in due partite i rossoblù sono riusciti a mantenere la propria porta inviolata, conferma che la fase difensiva è uno dei lati deboli della catena. E con fase difensiva non si intende solo in reparto, ma tutta la squadra. Vuol dire che quando il pallone ce l’hanno gli avversari, non c’è la necessaria protezione. Subire una media di due reti a partita non ti porta lontano. Non a caso Cragno è il portiere che ha fatto più parate in serie A: 90.
Ritiro. Probabile che da mercoledì la squadra si chiuda ad Asseminello. Un modo per isolarsi dall’esterno, lavorare a testa bassa, concentrarsi sulla prima delle diciannove partite della vita. La decisione del presidente di allungare il contratto al tecnico, va interpretata come un segnale per i giocatori, che non sono immuni da responsabilità se il Cagliari è sull’orlo del precipizio. Pretendere una reazione è il minimo. la società ha sicuramente fatto degli errori sul mercato, l’allenatore ha le sue colpe, ma ora che è stato deciso di non cambiare il timoniere, bisogna rimboccarsi le maniche, prendre i rempi e vogare tutti nella stessa direzione con un obiettivo comune: salvarsi. La Serie A è un patrimonio prezioso che la Sardegna non può permettersi il lusso di perdere. Giulini in Serie B c’è già finito una volta, il primo anno della sua gestione, è risalito subito e non vuole ripetere quella esperienza. Il campo, a partire da domenica, dirà se il messaggio è stato recepito appieno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Rinforzi. Ieri pomeriggio è atterrato a Elmas Asamoah. Il difensore ghanese, 32 anni, è svincolato. Si sottoporrà ai controlli di rito previsti dal protocollo, se risulterà negativo al Covid, sosterrà le visite mediche. Dopo il Cagliari deciderà se metterlo sotto contratto. Il giocatore ex Juventus e Inter, se sta bene, ha le potenzialità per dare una mano al Cagliari. È un terzino sinistro che sa fare le due fasi di gioco e sa crossare in corsa. Andrebbe a occupare in campo la posizione che finora è stata di Lykogiannis. Il greco ha molte lacune quando deve difendere e soprattutto ha mostrato di avere poca personalità. Il ghanese, sicuramente, garantirebbe più copertura e maggiore velocità negli inserimenti con e senza palla. Ora tutto dipenderà dal suo stato di salute. Nei prossimi giorni si capirà se la trattativa andrà in porto.
Numeri. Al termine del girone di andata dello scorso campionato, il Cagliari aveva 29 punti, 15 in più di quelli attuali. Aveva subito la metà delle sconfitte (6 contro 11) e vinto più del doppio delle partite (otto contro tre). Aveva, invece, lo stesso numero di pareggi: 5. Quest’anno ha realizzato dieci reti in meno (23 contro 33) e subito otto gol in più (37 contro 29). Un percorso negativo che le cifre evidenziano in modo impietoso. Solo in due partite i rossoblù sono riusciti a mantenere la propria porta inviolata, conferma che la fase difensiva è uno dei lati deboli della catena. E con fase difensiva non si intende solo in reparto, ma tutta la squadra. Vuol dire che quando il pallone ce l’hanno gli avversari, non c’è la necessaria protezione. Subire una media di due reti a partita non ti porta lontano. Non a caso Cragno è il portiere che ha fatto più parate in serie A: 90.
Ritiro. Probabile che da mercoledì la squadra si chiuda ad Asseminello. Un modo per isolarsi dall’esterno, lavorare a testa bassa, concentrarsi sulla prima delle diciannove partite della vita. La decisione del presidente di allungare il contratto al tecnico, va interpretata come un segnale per i giocatori, che non sono immuni da responsabilità se il Cagliari è sull’orlo del precipizio. Pretendere una reazione è il minimo. la società ha sicuramente fatto degli errori sul mercato, l’allenatore ha le sue colpe, ma ora che è stato deciso di non cambiare il timoniere, bisogna rimboccarsi le maniche, prendre i rempi e vogare tutti nella stessa direzione con un obiettivo comune: salvarsi. La Serie A è un patrimonio prezioso che la Sardegna non può permettersi il lusso di perdere. Giulini in Serie B c’è già finito una volta, il primo anno della sua gestione, è risalito subito e non vuole ripetere quella esperienza. Il campo, a partire da domenica, dirà se il messaggio è stato recepito appieno.
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