Eraldo Pecci: «Il Cagliari si salverà. Applausi a Giulini»
L’ex centrocampista: «Bel segnale dare fiducia al mister»
SASSARI. E' stato un centrocampista che dal calcio ha avuto tante soddisfazioni. Eraldo Pecci ha giocatio con campioni del calibro di Diego Maradona, Paolo Rossi, Graziani, Claudio Sala, Pulici e tanti altri. Ora fa l'opinionista in Rai ed è un punto fermo della Domenica Sportiva.
Sorpreso di vedere il Cagliari lottare per la salvezza?
«All'inizio sembrava una squadra attrezzata per fare un campionato di ottimo livello. Questo è un torneo anomalo, la pandemia è un avversario in più, anche se vale per tutti. Credo che i sardi abbiano avuto problemi che forse non avevano messo nel conto».
Solo 14 punti nel girone di andata, c’è una spiegazione?
«Alti e bassi sono normali, di sicuro non ha una bella posizione in classifica. Oltre al valore dei giocatori contano anche altri fattori. L'analisi va oltre il fatto tecnico e mi sembra che i dirigenti lo abbiano capito».
Fate valutazioni sbagliate durante il mercato?
«Non conosco i problemi della società, però dalle partite che ho visto, il Cagliari mi è sembrata una squadra impaurita e anche poco fortunata».
Sei sconfitte di fila ma Giulini ha blindato l'allenatore.
«Evidentemente il presidente non giudica il mister solo guardando la classifica. C'è una stima che va oltre. Un bel segnale di continuità, di fiducia. Un avvertimento ai calciatori del tipo: in discussione siete voi, non lui».
Li ha messi davanti alle proprie responsabilità?
«Non c'è dubbio. Sono stato calciatore, quando vai in campo vuoi vincere sempre. Le sconfitte comunque hanno una spiegazione. Domenica col Genoa, gli isolani non meritavano di perdere. Basta una vittoria e ti passa la paura. Il Cagliari ha dei giocatori sopra la media della bassa classifica. Mi piace molto Pavoletti».
Ma non gioca.
«Di Francesco gli preferisce altri giocatori, forse non è guarito del tutto dopo gli infortuni. Pensavo potesse tornare utile anche al ct Mancini per gli Europei».
Dopo questo attestato di fiducia da parte del club, Di Francesco non rischia di sentire ancora di più il peso delle responsabilità?
«E un discorso soggettivo. A me una scelta del genere mi renderebbe felice, penserei che le devo studiare tutte per ricambiare la fiducia. I rapporti crescono anche in questa maniera. Giulini è un esempio di razionalità».
Scommetterebbe sulla salvezza del Cagliari?
«Anche subito se potessi. Ci sono diverse squadre inferiori come organico».
Quanto diventa difficile giocare quando sai che non puoi sbagliare?
«Dipende dai singoli. Il segreto è rimanere se stessi, non avere la testa pesante e non provare a strafare. Anche questa è una qualità del bravo giocatore, la capacità di tirare fuori il carattere se le cose non vanno bene».
Per questo campionato è giusto usare il termine particolare o falsato?
«Falsato no le difficoltà sono uguali per tutti».
L'Atalanta può sognare lo scudetto?
«Pensavo di sì, ora un po' meno. Ma attenzione se qualche squadra che sta davanti molla, loro possono inserirsi».
Nicolò Barella è in questo momento il migliore centrocampista italiano?
«Ha fatto passi da gigante. Non solo corre e si propone, è migliorato nella visione del gioco. Ha qualche difetto che deve correggere: si butta per terra con troppa facilità ed esagera nelle proteste».
Un ricordo di Maradona?
«E' morto il più grande di tutti. Ma siamo andati a trovare le debolezze di un uomo che al pallone ha dato tutto. Mi limito a dire che mi manca tantissimo».
E di Paolo Rossi?
«Ci ha lasciato un altro campione, un uomo sempre allegro, dal carattere meraviglioso. Lui stava sempre dove c'era la palla pronto a fare gol. Ci ha fatto vivere momenti esaltati. Alla Domenica Sportiva era bello incontrarci. Paolo era una persona genuina, cordiale. Esprimeva valori positivi, conosceva il significato delle parole rispetto e lealtà».
Conosce Giulini?
«No. Mi sembra un uomo ambizioso. Quello che ha fatto con Di Francesco lo rende diverso dagli altri. Investimenti ne ha fatto visti i giocatori che ha in rosa il Cagliari».
La sua favorita per la vittoria del campionato?
«L'Inter. Ha una rosa super. Ma è una stagione anomala, possono esserci sorprese. Tipo Milan e Atalanta».
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