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«Sputiamo sangue ma salviamoci»

di Roberto Muretto
«Sputiamo sangue ma salviamoci»

Il presidente del Cagliari Giulini sprona la squadra: «Abbiamo fatto degli errori ma è il momento di voltare pagina»

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CAGLIARI. Quasi una confessione. Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha approfittato della presentazione di Rugani e Asamoah per parlare a ruota libera di una stagione difficile, che vede la sua squadra in difficoltà. Lo ha fatto senza peli sulla lingua, ammettendo alcuni errori fatti in sede di mercato, ma mostrando fiducia per il futuro. Il patron ha detto che retrocedere sarebbe un disastro economico. Il messaggio, però, è apparso abbastanza chiaro: noi società abbiamo fatto tutto il possibile per colmare le lacune, ora spetta a tecnico e giocatori tirarsi fuori dai guai.

«Abbiamo notato tre equivoci tattici le parole di Giulini - Joao Pedro non è un esterno, sta facendo bene accanto o alle spalle della punta, quindi il suo inserimento all’interno di un sistema definito non era scontato. I nostri esterni hanno spiccate qualità offensive, quindi la squadra si è trovata ad essere poco equilibrata. Marin, acquistato per fare il play, sta dimostrando di fare benissimo da mezzala. Per questi motivi, il mister a livello di modulo non potrà dare la sua usuale identità di gioco: anche per questo gli abbiamo allungato il contratto, in seguito con lui riusciremo a dare priorità al progetto tattico».

Di Francesco è in una botte di ferro, anche se resta legato ai risultati. «La squadra ha sempre dimostrato attaccamento e fiducia all’allenatore. Ho percepito compattezza, tutti remano nella stessa direzione. Tanti piccoli dettagli hanno fatto sì che i risultati non siano arrivati. Il mister ha parlato di poca furbizia e si è visto nell’ultima parte della gara contro il Sassuolo: quando si vince 1-0 ad un quarto d’ora dalla fine, il pallone va bucato. È assurdo stare negli ultimi tre posti della classifica. C’è tutto, sia tecnicamente che umanamente, per fare meglio, sono sicuro che i punti arriveranno».

Le attenuanti non mancano e il presidente le mette sul tavolo: «Sicuramente non siamo stati fortunati con gli episodi, mi riferisco ai casi di Covid che hanno colpito Godin, Nandez e Simeone nel momento in cui stavamo trovando la nostra identità. Poi il grave infortunio capitato a Rog, in un altro periodo particolare». Sui nuovi arrivati questo il suo pensiero: «Con la scelta di prendere elementi di esperienza come Asamoah e Rugani vogliamo dare ancora più tasso tecnico, personalità e conoscenza del campionato alla squadra. Stesso discorso per gli arrivi di Deiola, Duncan e Nainggolan, innesti importanti in un mercato complicato. Asamoah ci può portare serenità e tranquillità, Il suo entusiasmo, la sua capacità di esprimersi in più ruoli ci potranno dare mano. Per Rugani siamo riusciti a sfruttare la possibilità offerta dal mercato di avere un giocatore così importante».

Infine le parole che racchiudono tutto il succo del discorso. «Non ci aspettavamo di essere terz’ultimi in questo momento del campionato - conclude Tommaso Giulini - Manca un play? Penso che Radja possari coprire questo ruolo; lo può fare Deiola, con caratteristiche più difensive, e anche Marin, in caso di emergenza. Adesso bisogna avere grande voglia di lottare per il Cagliari, sputare sangue in ogni partita e mettere la massima determinazione per arrivare alla salvezza. voltiamo pagina, a partire da domenica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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