La Dinamo stringe i denti, rimonta e spazza via la Effe
di Andrea Sini
Settima vittoria consecutiva per i biancoblù, che superano la Fortitudo a Bologna: 79-89 Primo tempo di sofferenza, poi un ultimo quarto a tutto gas trascinati da Gentile e Katic
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Con il cuore, con le gambe, con la testa. E con un roster lungo, completo e assai ben assortito. La Dinamo sa vincere con le solite armi, ma sa usare anche quelle non convenzionali: una prima metà di gara a denti stretti, un terzo periodo solido e un ultimo quarto devastante permettono ai sassaresi di passare a vele spiegate in casa della Fortitudo Lavoropiù Bologna.
Quante frecce. Il 79-89 finale vale oro per la squadra di Gianmarco Pozzecco, brava a tenere duro quando il vento soffiava forte dalla parte degli avversari (avanti 43-31 a metà secondo periodo) e ad azzannare al momento giusto, trascinata in quel frangente non dai “soliti noti”, ma da Gentile e Katic, finiti in doppia cifra insieme a Spissu, Bilan e Bendzius. Discretamente promettente il debutto di Ethan Happ, ancora – ovviamente – lontano dalla forma migliore e fuori dai meccanismi di squadra, ma già capace di portare acqua al mulino biancoblù. La Final Eight è alle porte e presentarsi ad Assago con 7 vittorie di fila, 8 nelle ultime 10 gare, non è davvero male.
Saper soffrire. Alla Unipol Arena l’avvio di gara è tutto dei padroni di casa, che coprono bene l’area e in attacco fanno a fette la difesa sassarese: Whiters e Hunt schiacciano, Banks e Aradori fanno centro da lontano e dopo appena 3’14” Pozzecco deve già chiedere timeout, sul 12-4. Banks continua a imperversare, si vedono in campo Happ e Kruslin e il Banco risale sino al -2 (17-15). I sassaresi sbagliano tanto e nonostante i due falli antisportivi fischiati a Fantinelli e Baldasso i bolognesi chiudono il primo periodo avanti, 23-19. Spissu trova la sua prima tripla, Pozzecco schiera insieme le torri Happ e Bilan ma l’esperimento per il momento non funziona: l’attacco fa a corrente alternata, la difesa continua a capirci poco e dopo un’altra tripla di Banks arriva una fiammata di Aradori per il 36-29. Il timeout di Pozzecco non cambia l’inerzia, e neppure la zona 1-3-1 provata dalla difesa sassarese: Totè e Aradori la puniscono e la Fortitudo vola via, 43-31 a 4’ dal riposo. Il problema del Banco sono le triple che non entrano, così appena le percentuali si alzano e la difesa trova un po’ di equilibrio, la partita cambia: Spissu e Gentile fanno centro da lontano, Bendzius finalmente entra in partita e tutto insieme fa un break di 10-0, che riporta Sassari a -2, 43-41.
Solidità. Dopo il 47-43 di metà gara la Dinamo impiega meno di un minuto a raggiungere la parità, con Gentile che fa 47-47 dalla lunetta. Banks fa ancora centro ed è già a quota 20, Spissu risponde e un Bilan solidissimo firma il sorpasso, sul 53-54. La Fortitudo tiene duro, si procede punto a punto per diversi minuti ma lentamente l’inerzia si sposta dalla parte dei sassaresi. Bendzius segna 6 punti in un amen, dalla lunetta arriva un minibreak, per il 59-63. I bolognesi trovano punti preziosi e anche un po’ di fiducia grazie ad Hunt, mentre le rotazioni rallentano la Dinamo, che si fa raggiungere e sorpassare da Cusin in chiusura di periodo, sul 68-66.
L’uragano biancoblù. La terna combina un pasticcio, restituendo alla Fortitudo una palla già persa, Baldasso ringrazia e firma un capolavoro da lontano (71-68). La Dinamo decide che può bastare così e reagisce di rabbia: Gentile e Katic salgono in cattedra, la difesa alza l’intensità e i padroni di casa non vedono più il canestro. Il lay-up in transizione di Katic mette il sigillo su un break di 12-0, per il 71-80. A fine gara mancano ancora 5’50” e la partita è tutt’altro che finita: un paio di errori biancoblù ravvivano la squadra di Dalmonte, che sul 75-80 fallisce con Aradori la tripla del -2. Scampato il pericolo, il Banco accelera ancora, trovando un gioco da tre punti con Bilan e due triple da urlo con Gentile: è il break decisivo (75-89 a 1’50”), poi sarà solo controllo.
Quante frecce. Il 79-89 finale vale oro per la squadra di Gianmarco Pozzecco, brava a tenere duro quando il vento soffiava forte dalla parte degli avversari (avanti 43-31 a metà secondo periodo) e ad azzannare al momento giusto, trascinata in quel frangente non dai “soliti noti”, ma da Gentile e Katic, finiti in doppia cifra insieme a Spissu, Bilan e Bendzius. Discretamente promettente il debutto di Ethan Happ, ancora – ovviamente – lontano dalla forma migliore e fuori dai meccanismi di squadra, ma già capace di portare acqua al mulino biancoblù. La Final Eight è alle porte e presentarsi ad Assago con 7 vittorie di fila, 8 nelle ultime 10 gare, non è davvero male.
Saper soffrire. Alla Unipol Arena l’avvio di gara è tutto dei padroni di casa, che coprono bene l’area e in attacco fanno a fette la difesa sassarese: Whiters e Hunt schiacciano, Banks e Aradori fanno centro da lontano e dopo appena 3’14” Pozzecco deve già chiedere timeout, sul 12-4. Banks continua a imperversare, si vedono in campo Happ e Kruslin e il Banco risale sino al -2 (17-15). I sassaresi sbagliano tanto e nonostante i due falli antisportivi fischiati a Fantinelli e Baldasso i bolognesi chiudono il primo periodo avanti, 23-19. Spissu trova la sua prima tripla, Pozzecco schiera insieme le torri Happ e Bilan ma l’esperimento per il momento non funziona: l’attacco fa a corrente alternata, la difesa continua a capirci poco e dopo un’altra tripla di Banks arriva una fiammata di Aradori per il 36-29. Il timeout di Pozzecco non cambia l’inerzia, e neppure la zona 1-3-1 provata dalla difesa sassarese: Totè e Aradori la puniscono e la Fortitudo vola via, 43-31 a 4’ dal riposo. Il problema del Banco sono le triple che non entrano, così appena le percentuali si alzano e la difesa trova un po’ di equilibrio, la partita cambia: Spissu e Gentile fanno centro da lontano, Bendzius finalmente entra in partita e tutto insieme fa un break di 10-0, che riporta Sassari a -2, 43-41.
Solidità. Dopo il 47-43 di metà gara la Dinamo impiega meno di un minuto a raggiungere la parità, con Gentile che fa 47-47 dalla lunetta. Banks fa ancora centro ed è già a quota 20, Spissu risponde e un Bilan solidissimo firma il sorpasso, sul 53-54. La Fortitudo tiene duro, si procede punto a punto per diversi minuti ma lentamente l’inerzia si sposta dalla parte dei sassaresi. Bendzius segna 6 punti in un amen, dalla lunetta arriva un minibreak, per il 59-63. I bolognesi trovano punti preziosi e anche un po’ di fiducia grazie ad Hunt, mentre le rotazioni rallentano la Dinamo, che si fa raggiungere e sorpassare da Cusin in chiusura di periodo, sul 68-66.
L’uragano biancoblù. La terna combina un pasticcio, restituendo alla Fortitudo una palla già persa, Baldasso ringrazia e firma un capolavoro da lontano (71-68). La Dinamo decide che può bastare così e reagisce di rabbia: Gentile e Katic salgono in cattedra, la difesa alza l’intensità e i padroni di casa non vedono più il canestro. Il lay-up in transizione di Katic mette il sigillo su un break di 12-0, per il 71-80. A fine gara mancano ancora 5’50” e la partita è tutt’altro che finita: un paio di errori biancoblù ravvivano la squadra di Dalmonte, che sul 75-80 fallisce con Aradori la tripla del -2. Scampato il pericolo, il Banco accelera ancora, trovando un gioco da tre punti con Bilan e due triple da urlo con Gentile: è il break decisivo (75-89 a 1’50”), poi sarà solo controllo.
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