Il Cagliari combatte ma vince la Lazio
di Roberto Muretto
Immobile la risolve nella ripresa, i rossoblù sono terz’ultimi
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Ora il Cagliari è terz'ultimo da solo. A Roma arriva un'altra sconfitta contro una Lazio che ieri non è sembrata la squadra meraviglia delle ultime giornate. I rossoblù hanno pagato l'ennesima ingenuità difensiva e Immobile ha colpito senza pietà. La squadra ha retto il confronto con un avversario che ha il vento in poppa. I Quattro Mori hanno giocato una gara prudente, concentrata, senza fronzoli. Forse un npo’ troppo difensiva. Hanno anche avuto qualche buona occasione per fare male ai biancocelesti ma sono stati imprecisi davanti alla porta. Di Francesco sta cercando in tutti i modi di trovare il modulo giusto per rilanciare una squadra che sa di non poter fare errori e soffre moltissimo questa condizione. Mancano 17 giornate alla fine, la zona salvezza dista un solo punto e la strada da percorrere è lunghissima. Ma da ora in poi ogni partita sarà come una finale.
Di Fra cambia. Intanto il modulo: si passa alla difesa a tre nella quale viene subito data a Rugani una maglia da titolare. Non c'è un vero play, allora Nandez e Marin giocano in mezzo al campo, Zappa e Lykogiannis esterni, col compito di scivolare sulla linea difensiva nella fase di non possesso. L'altra novità è Pavoletti che questa volta vince il ballottaggio con Simeone. Dietro l' "ariete" Joao Pedro e Nainggolan, entrambi con ampia libertà di movimento. Simone Inzaghi recupera Radu, Musacchio fa la prima da titolare. Lazzari e Marusic sono le "frecce" del centrocampo a cinque, Immobile e Correa le punte.
Prudenza. I rossoblù fanno densità in mezzo al campo, ma sono bravi anche sulle corsie per non dare mai l'uno contro uno a Lazzari e Marusic, che se partono sono letali. La squadra isolana è attenta, concede pochissimo e prova ogni tanto qualche ripartenza. La Lazio ha il pallino del gioco ma non costruisce tante occasione nella prima parte della gara. Due le parate di Cragno, su Luis Alberto e Immobile. Non è comunque un assedio, perchè il Cagliari è dentro la partita. Un po' sotto tono Nainggolan che sbaglia diverse giocate. La sensazione è che il centrocampista dosi le energie non essendo ancora al top della condizione. La difesa a tre funziona perchè senza palla lavorano tutti, a partire da Pavoletti e Joao Pedro che "sporcano" più volte le giocate degli avversari, chiudendo le linee di passaggio. La qualità del palleggio dei Quattro Mori non è brillante, ma d'ora in avanti serve più badare al sodo.
Sacrificio. Il Cagliari si difende, ha un'occasionisima con Marin ma subisce troppo la pressione di una Lazio padrona del campo. Troppo bassa la squadra rossoblù. L'uscita di Lykogiannis accentua le difficoltà sulla corsia di sinistra perchè Tripaldelli nella fase difensiva ha lacune enormi. Batti e ribatti, i biancocelesti passano con Immobile e anche in questa occasione per poco Cragno non fa il miracolo. Per i rossoblù è come ricevere un pugno allo stomaco comunque hanno la forza per reagire e vanno vicino al pari con Pavoletti. Di Francesco si gioca la carta Simeone, fuori Zappa. Si torna alla difesa a quattro con Rugani e Godin centrali.
Speranza. Cerri e Pereiro sono le sostituzioni della disperazione. E per poco i nuovi entrati non confezionano l'azione del pareggio, ma l'uruguaiano calcia alto. Negli ultimi minuti i rossoblù ci provano più con cuore che con la testa. Ma non riescono a sfondare, anche perchè l'ultimo passaggio è sempre sbagliato. Ora il Cagliari è terz'ultimo da solo. Una situazione complicatissima, per uscire dalla quale serve coraggio, sangue freddo e mettersi in testa un concetto facile ma essenziale: ogni partita deve essere interpretata come quella della vita. Ora testa all’Atalanta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Di Fra cambia. Intanto il modulo: si passa alla difesa a tre nella quale viene subito data a Rugani una maglia da titolare. Non c'è un vero play, allora Nandez e Marin giocano in mezzo al campo, Zappa e Lykogiannis esterni, col compito di scivolare sulla linea difensiva nella fase di non possesso. L'altra novità è Pavoletti che questa volta vince il ballottaggio con Simeone. Dietro l' "ariete" Joao Pedro e Nainggolan, entrambi con ampia libertà di movimento. Simone Inzaghi recupera Radu, Musacchio fa la prima da titolare. Lazzari e Marusic sono le "frecce" del centrocampo a cinque, Immobile e Correa le punte.
Prudenza. I rossoblù fanno densità in mezzo al campo, ma sono bravi anche sulle corsie per non dare mai l'uno contro uno a Lazzari e Marusic, che se partono sono letali. La squadra isolana è attenta, concede pochissimo e prova ogni tanto qualche ripartenza. La Lazio ha il pallino del gioco ma non costruisce tante occasione nella prima parte della gara. Due le parate di Cragno, su Luis Alberto e Immobile. Non è comunque un assedio, perchè il Cagliari è dentro la partita. Un po' sotto tono Nainggolan che sbaglia diverse giocate. La sensazione è che il centrocampista dosi le energie non essendo ancora al top della condizione. La difesa a tre funziona perchè senza palla lavorano tutti, a partire da Pavoletti e Joao Pedro che "sporcano" più volte le giocate degli avversari, chiudendo le linee di passaggio. La qualità del palleggio dei Quattro Mori non è brillante, ma d'ora in avanti serve più badare al sodo.
Sacrificio. Il Cagliari si difende, ha un'occasionisima con Marin ma subisce troppo la pressione di una Lazio padrona del campo. Troppo bassa la squadra rossoblù. L'uscita di Lykogiannis accentua le difficoltà sulla corsia di sinistra perchè Tripaldelli nella fase difensiva ha lacune enormi. Batti e ribatti, i biancocelesti passano con Immobile e anche in questa occasione per poco Cragno non fa il miracolo. Per i rossoblù è come ricevere un pugno allo stomaco comunque hanno la forza per reagire e vanno vicino al pari con Pavoletti. Di Francesco si gioca la carta Simeone, fuori Zappa. Si torna alla difesa a quattro con Rugani e Godin centrali.
Speranza. Cerri e Pereiro sono le sostituzioni della disperazione. E per poco i nuovi entrati non confezionano l'azione del pareggio, ma l'uruguaiano calcia alto. Negli ultimi minuti i rossoblù ci provano più con cuore che con la testa. Ma non riescono a sfondare, anche perchè l'ultimo passaggio è sempre sbagliato. Ora il Cagliari è terz'ultimo da solo. Una situazione complicatissima, per uscire dalla quale serve coraggio, sangue freddo e mettersi in testa un concetto facile ma essenziale: ogni partita deve essere interpretata come quella della vita. Ora testa all’Atalanta.
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