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La Dinamo mette a fuoco l’obiettivo Final Eight

di Andrea Sini
La Dinamo mette a fuoco l’obiettivo Final Eight

I sassaresi si presentano alla Coppa Italia dopo un mese a tutto gas

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SASSARI. Tutte le volte in cui è arrivata in fondo alla Final Eight lo ha fatto mettendo in valigia giusto un paio di mutande e poco più, chiaro segnale di aspettative non altissime. Lo farà anche stavolta, per scaramanzia, ma la Dinamo che si prepara a decollare verso Milano per disputare la fase finale della Coppa Italia stavolta poterà con sé anche un carico di fiducia.

È l’effetto degli ultimi due mesi giocati tutti a pieni giri, con il pallottoliere delle vittorie che corre veloce e il morale all’interno dello spogliatoio che sta iniziando a somigliare a quello della indimenticabile primavera 2019, quella delle 22 vittorie consecutive e di tante altre cose che resteranno scolpite nella pietra.

Il pallottoliere pesa, corre e in qualche modo disorienta: dice che la Dinamo ha vinto le ultime sette partite di campionato, nove delle ultime dieci. Se ci mettiamo anche la Champions League, che vedrà i sassaresi di Gianmarco Pozzecco scendere presto in campo anche nei playoff, il conto è presto fatto: in tutto dicembre, gennaio e in questo piccolo scorcio di febbraio, il Banco di Sardegna ha giocato 13 partite, e ne ha lasciato agli avversari soltanto tre: una l’ha persa in casa dell’Olimpia Milano, due le ha perdute – in maniera abbastanza sciagurata – contro Bakken Bears e Iberostar Tenerife, ma stiamo comunque parlando di oltre un mese fa. Ci sono comunque difetti da limare – soprattutto la costanza a livello difensivo – e bigogna ancora lavorare per inserire Ethan Happ, ma solo un pazzo la scorsa estate avrebbe potuto sperare in qualcosa di meglio rispetto a quanto raccolto oggi.

L’esperienza ultradecennale a questi livelli ha insegnato al club timonato da Stefano Sardara che nel momento in cui si entra nel frullatore della Final Eight le tabelle, e con loro le previsioni e i “borsini”, possono venire tranquillamente cestinati. E dunque anche quest’anno il gruppo biancoblù è pronto a resettare tutto e a lasciarsi alle spalle le cifre della cavalcata degli ultimi due mesi. Solo le cifre, però, perché la fiducia, l’ottimismo e i frutti del lavoro in palestra restano e vanno sfruttati al meglio.

Il Banco arriverà ad Assago a giocarsi la Coppa Italia 2021 con alcune certezze granitiche: un gruppo completamente privo di primedonne, con ruoli chiari ma con responsabilità sostanzialmente condivise e una predisposizione ormai quasi automatica di almeno sette giocatori a entrare in scena a turno vestendo i panni dei protagonisti in vari momenti delle partite.

Le rotazioni di coach Pozzecco e del suo staff continuano a essere relativamente ristrette, ma dopo la chiusura del triste caso Tillman la panchina ha risposto sempre presente e ora, con l’arrivo di Ethan Happ, il numero di elementi di prima fascia da poter schierare è tornato a essere congruo. Sabato alla Unipol Arena le rotazioni hanno coinvolto 8 giocatori, più Treier, che ha giocato una manciata di minuti. È questo, con tutta probabilità, l’assetto che il coach triestino utilizzerà anche in futuro.

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