«Un solo obiettivo per il Banco: vincere»
di Andrea Sini
Show di Pozzecco alla presentazione con gli altri coach: «Come farete a portarci il trofeo in Sardegna in Frecciarossa?»
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SASSARI. «La coppa la vince chi gioca meglio nell’arco di questo weekend. Perciò se la dovete consegnare il trofeo con il Frecciarossa, sono proprio curioso di sapere come ce lo porterete da noi in Sardegna». Ci voleva il solito guizzo alla Pozzecco per mettere un po’ di pepe sulla presentazione della Final Eight della Coppa Italia, che si apre questa sera con le prime due partite. La Dinamo entra in scena domani alle 20,45, affrontando la Carpegna Prosciutto Pesaro.
Ieri pomeriggio sul parquet del Mediolanum Forum di Assago è andato in scena l’antipasto della competizione, con il faccia a faccia tra gli allenatori delle otto squadre partecipanti, alla presenza del presidente di Lega basket, Umberto Gandini. Tra scaramanzie, fair play e complimenti reciprochi, i coach si sono dati appuntamento sul parquet, affidando il proprio destino al giudice supremo: il campo.
«Però qua sembra quasi che la Coppa Italia la vinca chi ha più culo – ha detto in maniera sibillina il coach del Banco di Sardegna –. Invece se penso all’edizione dello scorso anno mi viene in mente che Venezia ha conquistato il trofeo perché ha giocato una grande pallacanestro».
Già in questi giorni Pozzecco aveva dribblato qualsiasi pretattica, tipica della vigilia di questo tipo di eventi. «Dire che in una competizione di tre giorni può succedere di tutto e non esistono pronostici fa comodo a tutti, perché giustifica un’eventuale una sconfitta. Ripeterlo prima di queste gare toglie un po’ la pressione, che è l’obiettivo di ognuno di noi o comunque di tanti. Non di tutti però: io ad esempio parto dal presupposto che quando giocavo nessuno riusciva a togliermi la pressione, la vivevo indipendentemente dalle dichiarazioni del mio allenatore o del mio presidente quindi non penso che delle dichiarazioni precise possano fare in modo che la squadra viva meno pressione e giochi una pallacanestro più spensierata. L’unica cosa in cui credo è questa: la mia squadra sta giocando molto bene, è in forma e non sarà una partita a cambiare questa considerazione che io ho nei miei giocatori.
E dunque? «Penso che possano reggere la pressione – dice Pozzecco –, quindi non ho nessuna intenzione di togliergliela perché è allenante per certi versi. In questo momento secondo me siamo la squadra che esprime una pallacanestro di alto livello, abbiamo vinto nove delle ultime dieci partite, perdendo solo a Milano pur giocando un’ottima gara. Noi siamo qui per vincere e se perderemo saremo dispiaciuti». Tutto chiaro: la pretattica può andare a farsi benedire. Volendo, anche a bordo di un Frecciarossa.
Ieri pomeriggio sul parquet del Mediolanum Forum di Assago è andato in scena l’antipasto della competizione, con il faccia a faccia tra gli allenatori delle otto squadre partecipanti, alla presenza del presidente di Lega basket, Umberto Gandini. Tra scaramanzie, fair play e complimenti reciprochi, i coach si sono dati appuntamento sul parquet, affidando il proprio destino al giudice supremo: il campo.
«Però qua sembra quasi che la Coppa Italia la vinca chi ha più culo – ha detto in maniera sibillina il coach del Banco di Sardegna –. Invece se penso all’edizione dello scorso anno mi viene in mente che Venezia ha conquistato il trofeo perché ha giocato una grande pallacanestro».
Già in questi giorni Pozzecco aveva dribblato qualsiasi pretattica, tipica della vigilia di questo tipo di eventi. «Dire che in una competizione di tre giorni può succedere di tutto e non esistono pronostici fa comodo a tutti, perché giustifica un’eventuale una sconfitta. Ripeterlo prima di queste gare toglie un po’ la pressione, che è l’obiettivo di ognuno di noi o comunque di tanti. Non di tutti però: io ad esempio parto dal presupposto che quando giocavo nessuno riusciva a togliermi la pressione, la vivevo indipendentemente dalle dichiarazioni del mio allenatore o del mio presidente quindi non penso che delle dichiarazioni precise possano fare in modo che la squadra viva meno pressione e giochi una pallacanestro più spensierata. L’unica cosa in cui credo è questa: la mia squadra sta giocando molto bene, è in forma e non sarà una partita a cambiare questa considerazione che io ho nei miei giocatori.
E dunque? «Penso che possano reggere la pressione – dice Pozzecco –, quindi non ho nessuna intenzione di togliergliela perché è allenante per certi versi. In questo momento secondo me siamo la squadra che esprime una pallacanestro di alto livello, abbiamo vinto nove delle ultime dieci partite, perdendo solo a Milano pur giocando un’ottima gara. Noi siamo qui per vincere e se perderemo saremo dispiaciuti». Tutto chiaro: la pretattica può andare a farsi benedire. Volendo, anche a bordo di un Frecciarossa.
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