Giordo: «La Raimond esce a testa alta da una F8 storica»
Pallamano, il bilancio del ds dopo il 4° posto in Coppa Italia «Perdere fa sempre male, ma ripartiamo più forti di prima»
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SALSOMAGGIORE TERME. E’ positivo il bilancio della partecipazione alle Final8 della Coppa Italia di pallamano maschile della Raimond Sassari. La finalina per il simbolico terzo posto persa ai rigori con il Pressano, non scalfisce la buona prova della squadra sassarese che si è regalata un altro importante traguardo storico. «È stata la nostra prima partecipazione a questa competizione, tanto ambita quanto importante per tutti i club in Italia», commenta il ds Andrea Giordo.
«Lo scorso anno non siamo riusciti a qualificarci ed era stata una grande delusione rimanere a casa a guardare gli altri – continua il ds –. L'atmosfera in queste occasioni è sempre speciale e tutti gli atleti si presentano ai nastri di partenza con grande entusiasmo, con l'obiettivo di mettersi in mostra tra i tanti addetti ai lavori».
E’ stata una esperienza decisamente molto interessante per la società ma soprattutto per tutti i componenti del roster voluto dal ds. «La Coppa ha mostrato 2 facce di questa squadra, con la prima gara affrontata con uno spirito estremamente positivo e una determinazione pazzesca, mentre nella seconda, dove comunque l’impegno non è certamente mancato, sono riaffiorati alcuni limiti che anche in campionato ci sono costati cari». Commenta amareggiato Giordo: «in campo ci sono anche gli avversari e il Cassano ha meritato più di noi, mostrando una maggior determinazione e sbagliando meno nei momenti più delicati della gara, per questo onore a loro. Però è anche vero che la squadra si ha giocato la competizione sino in fondo: «Se mi chiedi se sono contento di un quarto posto, ti dico di no ovviamente, perché chi conosce questa società sa quanto è ambiziosa e quanta voglia ci sia di bruciare le tappe, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che per arrivare al top tutte le componenti devono crescere, che ci vuole pazienza e ottimismo».
Bisogna sicuramente fare tesoro di tutto quello che è successo per programmare ancora meglio il futuro «L'esempio del Conversano è emblematico credo, loro hanno fatto tanto bene in questi anni, sfiorando coppe e scudetti, ma un trofeo mancava nella loro bacheca da 10 anni e questo testimonia che molte volte non basta solo fare le cose bene, ma che vincere è sempre molto difficile. Solo la programmazione, la cura dei dettagli e la passione porterà ai risultati che ci siamo prefissati e non è certamente una sconfitta a cambiare i nostri obiettivi futuri e i nostri sogni, anzi è proprio dalle sconfitte che si trovano ancora maggiori stimoli e si imparano tante lezioni».
Anche il tecnico Luigi Passino è sulla stessa lunghezza d’onda del ds: «Un bilancio in chiaro scuro. Buon inizio malgrado il cambio di avversario – chiosa il coach –. Contro il Cassano abbiamo sofferto troppo in attacco e questo ci ha fatto perdere sicurezza e abbiamo lasciato andare una finale storica. Nella finalina abbiamo lottato con le energie che rimanevano e forse meritavano di più. Tutta esperienza che servirà per il futuro. Ora un giorno di riposo e poi si riparte, più determinati che mai, con la testa al campionato».
Sergio Masia
«Lo scorso anno non siamo riusciti a qualificarci ed era stata una grande delusione rimanere a casa a guardare gli altri – continua il ds –. L'atmosfera in queste occasioni è sempre speciale e tutti gli atleti si presentano ai nastri di partenza con grande entusiasmo, con l'obiettivo di mettersi in mostra tra i tanti addetti ai lavori».
E’ stata una esperienza decisamente molto interessante per la società ma soprattutto per tutti i componenti del roster voluto dal ds. «La Coppa ha mostrato 2 facce di questa squadra, con la prima gara affrontata con uno spirito estremamente positivo e una determinazione pazzesca, mentre nella seconda, dove comunque l’impegno non è certamente mancato, sono riaffiorati alcuni limiti che anche in campionato ci sono costati cari». Commenta amareggiato Giordo: «in campo ci sono anche gli avversari e il Cassano ha meritato più di noi, mostrando una maggior determinazione e sbagliando meno nei momenti più delicati della gara, per questo onore a loro. Però è anche vero che la squadra si ha giocato la competizione sino in fondo: «Se mi chiedi se sono contento di un quarto posto, ti dico di no ovviamente, perché chi conosce questa società sa quanto è ambiziosa e quanta voglia ci sia di bruciare le tappe, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che per arrivare al top tutte le componenti devono crescere, che ci vuole pazienza e ottimismo».
Bisogna sicuramente fare tesoro di tutto quello che è successo per programmare ancora meglio il futuro «L'esempio del Conversano è emblematico credo, loro hanno fatto tanto bene in questi anni, sfiorando coppe e scudetti, ma un trofeo mancava nella loro bacheca da 10 anni e questo testimonia che molte volte non basta solo fare le cose bene, ma che vincere è sempre molto difficile. Solo la programmazione, la cura dei dettagli e la passione porterà ai risultati che ci siamo prefissati e non è certamente una sconfitta a cambiare i nostri obiettivi futuri e i nostri sogni, anzi è proprio dalle sconfitte che si trovano ancora maggiori stimoli e si imparano tante lezioni».
Anche il tecnico Luigi Passino è sulla stessa lunghezza d’onda del ds: «Un bilancio in chiaro scuro. Buon inizio malgrado il cambio di avversario – chiosa il coach –. Contro il Cassano abbiamo sofferto troppo in attacco e questo ci ha fatto perdere sicurezza e abbiamo lasciato andare una finale storica. Nella finalina abbiamo lottato con le energie che rimanevano e forse meritavano di più. Tutta esperienza che servirà per il futuro. Ora un giorno di riposo e poi si riparte, più determinati che mai, con la testa al campionato».
Sergio Masia
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