Chiesa tiene viva una Juve da incubo
Due reti del Porto affondano i bianconeri, l’ex viola accorcia le distanze e mantiene vive le speranze di qualificazione
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Porto2
Juventus1
PORTO (4-4-2): Marchesin, Manafà, Mbemba, Pepe, Zaidu, Corona (45' st Loum), Oliveira (45' st F. Conceiçao), Uribe, Otavio (12' st Diaz), Marega (21' st Grujic), Taremi All. S. Conceiçao.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny, Danilo, De Ligt, Chiellini (35' pt Demiral), Alex Sandro, Chiesa, Rabiot, Bentancur, McKennie (18' st Morata), Kulusevski (32' st Ramsey), Ronaldo. All. Pirlo.
ARBITRO: Del Cerro Grande (Spagna).
RETI: nel pt 2' Taremi, nel st 1' Marega, 37' Chiesa.
NOTE: Angoli: 6-6. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: De Ligt, Danilo, Demiral e Alex Sandro.
OPORTO
Chiesa ci ha messo una pezza, ma la Juve ha rischiato grosso: il Porto vince 2-1 l'andata dagli ottavi, grazie alle reti di Taremi e Marega al primo minuto dei due tempi, poi il classe 1997 trova un gol che vale tantissimo. Al ritorno, il 9 marzo allo Stadium, basterà vincere 1-0, anche se la squadra di Pirlo vista al Do Dragao ha manifestato ancora una volta tutti i difetti che mostra nella gare europee da dentro o fuori con CR7 incredibilmente assente.
Pirlo non riserva sorprese, anche se come partner di Ronaldo preferisce Kulusevski a Morata. Conceiçao disegna i suoi con un 4-4-2 a specchio, dove Taremi e Marega guidano il reparto offensivo mentre Oliveira e Uribe hanno il compito di rompere il gioco della Juve. La partita dei bianconeri comincia nel peggiore dei modi: Bentancur pasticcia e il suo retropassaggio per Szczesny è troppo corto, Taremi si butta in scivolata e grazie al rimpallo con il portiere firma il vantaggio del Porto dopo 61 secondi. Un avvio shock, la Juve comincia con l'handicap regalando una rete e permettendo alla formazione di Conceiçao di fare la gara che avrebbe sognato. «Sembrano l'Atletico Madrid di Simeone» diceva Pirlo alla vigilia, e aveva ragione. Perché Pepe e compagni alzano il muro difensivo, ma senza abbassarsi troppo. Alla mezz'ora, la nuova tegola: Chiellini si ferma per un fastidio al polpaccio destro, il capitano lascia il posto a Demiral. L'unico squillo della Juve arriva nel finale con una rovesciata di Rabiot parata da Marchesin, ma l'azione era già ferma per un fuorigioco di CR7. Nella ripresa, la Juve parte addirittura peggio: ci impiega appena 19 secondi il Porto per infilarsi in una difesa bianconera assente e Marega segna l'incredibile 2-0. Pirlo butta dentro Morata e la sua squadra comincia a farsi più pericolosa, è Chiesa con un inserimento dei suoi sul secondo palo a riaprire la partita e, soprattutto, il discorso qualificazione. Nel finale il contatto Zaidu-CR7 in area non è considerato falloso dall'arbitro finisce 2-1.
Juventus1
PORTO (4-4-2): Marchesin, Manafà, Mbemba, Pepe, Zaidu, Corona (45' st Loum), Oliveira (45' st F. Conceiçao), Uribe, Otavio (12' st Diaz), Marega (21' st Grujic), Taremi All. S. Conceiçao.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny, Danilo, De Ligt, Chiellini (35' pt Demiral), Alex Sandro, Chiesa, Rabiot, Bentancur, McKennie (18' st Morata), Kulusevski (32' st Ramsey), Ronaldo. All. Pirlo.
ARBITRO: Del Cerro Grande (Spagna).
RETI: nel pt 2' Taremi, nel st 1' Marega, 37' Chiesa.
NOTE: Angoli: 6-6. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: De Ligt, Danilo, Demiral e Alex Sandro.
OPORTO
Chiesa ci ha messo una pezza, ma la Juve ha rischiato grosso: il Porto vince 2-1 l'andata dagli ottavi, grazie alle reti di Taremi e Marega al primo minuto dei due tempi, poi il classe 1997 trova un gol che vale tantissimo. Al ritorno, il 9 marzo allo Stadium, basterà vincere 1-0, anche se la squadra di Pirlo vista al Do Dragao ha manifestato ancora una volta tutti i difetti che mostra nella gare europee da dentro o fuori con CR7 incredibilmente assente.
Pirlo non riserva sorprese, anche se come partner di Ronaldo preferisce Kulusevski a Morata. Conceiçao disegna i suoi con un 4-4-2 a specchio, dove Taremi e Marega guidano il reparto offensivo mentre Oliveira e Uribe hanno il compito di rompere il gioco della Juve. La partita dei bianconeri comincia nel peggiore dei modi: Bentancur pasticcia e il suo retropassaggio per Szczesny è troppo corto, Taremi si butta in scivolata e grazie al rimpallo con il portiere firma il vantaggio del Porto dopo 61 secondi. Un avvio shock, la Juve comincia con l'handicap regalando una rete e permettendo alla formazione di Conceiçao di fare la gara che avrebbe sognato. «Sembrano l'Atletico Madrid di Simeone» diceva Pirlo alla vigilia, e aveva ragione. Perché Pepe e compagni alzano il muro difensivo, ma senza abbassarsi troppo. Alla mezz'ora, la nuova tegola: Chiellini si ferma per un fastidio al polpaccio destro, il capitano lascia il posto a Demiral. L'unico squillo della Juve arriva nel finale con una rovesciata di Rabiot parata da Marchesin, ma l'azione era già ferma per un fuorigioco di CR7. Nella ripresa, la Juve parte addirittura peggio: ci impiega appena 19 secondi il Porto per infilarsi in una difesa bianconera assente e Marega segna l'incredibile 2-0. Pirlo butta dentro Morata e la sua squadra comincia a farsi più pericolosa, è Chiesa con un inserimento dei suoi sul secondo palo a riaprire la partita e, soprattutto, il discorso qualificazione. Nel finale il contatto Zaidu-CR7 in area non è considerato falloso dall'arbitro finisce 2-1.
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