«Tra Platamona e il Sorso, già 33 anni fa Semplici era un mister»

La formazione del Sorso 88/89: Leonardo Semplici è il terzo in piedi da sinistra

Due gol e 33 presenze nell’88-89 agli ordini di Merlo in C2: «Era un leader nato»  Fiori, Gallu, Campus: ex compagni e dirigenti dalla Romangia gli fanno gli auguri 

SORSO. Due gol e 33 presenze, in mezzo a un disastro: una sola vittoria. Aveva giocato praticamente sempre Leonardo Semplici. No, non era difensore ma centrocampista, partiva da dietro, dalla mediana e dettava i tempi di una squadra giovanissima, quella del Sorso al suo quarto anno (quello della retrocessione, purtroppo) nel campionato di serie C2. E in terra di Romangia se lo ricordano bene quel ragazzo che mostrava una grande maturità e il rigore di chi crede nel professionismo.

«Si vedeva che aveva delle ambizioni – racconta Antonello Fiori – grande portiere del Sorso Calcio della stagione 1988-89 – ascoltava e seguiva mister Claudio Merlo con l’attenzione di chi vuole imparare in fretta. Chissà perchè ho pensato che volesse fare l’allenatore. Il livello era alto, incontravi avversari che poi sono finiti in serie A e in Nazionale. L’allenatore della Pistoiese, tanto per dirne una, era un certo Marcello Lippi. Noi eravano un bel gruppo, tutti ragazzi e Semplici era già un leader. Gli avevo mandato i saluti da Michele Fini (ex del Cagliari del quale è stato anche vice allenatore con Lopez). Ora che è arrivato a Cagliari gli ho fatto pervenire un messaggio: sa lavorare e avrà bisogno dell’aiuto di tutti».

Battistino Gallu, difensore di qualità (con importanti esperienze anche con Torres e Olbia) era tra i più grandi di età di quella nidiata di giovanissimi catapultati nel palcoscenico del professionismo di periferia (tra gli altri ne facevano parte anche Giuseppe Dettori, Vittorio Mura, Marco Piana, Nicola Sanna, Arcangelo Tirotto, Francesco e Riccardo Masia). «E certo che me lo ricordo – dice Gallu che nel frattempo è diventato anche lui allenatore tra i dilettanti –, io avevo 23 anni lui due di meno, capitano era Federico Rossi. Chiamava, ti dava indicazioni su come muoverti. Nel suo piccolo era un allenatore in campo. Mi piacerebbe salutarlo, ha lasciato un ottimo ricordo a Sorso e spero che anche lui conservi quella esperienza tra le cose più belle. Intanto gli auguro di riuscire nell’impresa, di salvare il Cagliari. Uno come lui ce la può fare, anche se la chiamata è tardiva. Ma niente è impossibile».

Salvatore Campus è il presidente che per anni è stato alla guida della società biancoceleste con un gruppo forte e ambizioso. Fu lui a portare a Sorso Leonardo Semplici. «Andammo a prenderlo dalla Lucchese su segnalazione di Roberto Franzon (il tecnico che portò il Sorso in C2, ndc). Arrivò da noi accompagnato dal padre che si sincerò dell’ambiente nel quale si stava trasferendo il figlio. Riservato, educato, mai un problema. Un esempio». Leonardo Semplici venne ospitato nella foresteria allestita a Platamona a disposizione dei giocatori “di fuori”.

«Gli abbiamo voluto bene – dice ancora Campus – , i più giovani stavano intorno a lui. A fine stagione tornò alla Lucchese. Poi non ci siamo più sentiti, ma quando ha cominciato a fare parlare di sè come allenatore abbiamo provato una grande soddisfazione».

Sorso non è un posto qualunque: “Maracanà” lo chiamavano, perchè il suo pubblico è stato particolare, forse unico, con qualche stravaganza di troppo pagata a caro prezzo. C’era proprio Campus presidente quando venne ingaggiato Amarildo Tavares de Silveira, campione del mondo con il Brasile di Pelè nel 1962 in Cile, come allenatore. «Me lo suggerì Catte, presidente della Nuorese – ricorda – ci serviva un uomo-immagine per riportare la gente al campo. E funzionò». Semplici ha detto che grazie all’esperienza a Sorso ha conosciuto la Sardegna e viene spesso in vacanza. Ora anche per lavoro, per salvare il Cagliari. «Questo ragazzo ha la grinta e le qualità per farcela – chiude Campus – ma ha bisogno dell’aiuto di tutti. E di un po’ di fortuna. Forza mister, Sorso è con te».

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